<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Disturbi del Comportamento Alimentare Archivi - Moreno Mattioli</title>
	<atom:link href="https://morenomattioli.it/category/disturbi-del-comportamento-alimentare/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://morenomattioli.it/category/disturbi-del-comportamento-alimentare/</link>
	<description>Psicologo e Psicoterapeuta a Varese</description>
	<lastBuildDate>Thu, 09 May 2024 16:39:29 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.2</generator>
	<item>
		<title>Quando si arriva a rifiutare sé stesse</title>
		<link>https://morenomattioli.it/rifiutare-se-stesse/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/rifiutare-se-stesse/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 May 2024 14:19:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[farsi del male]]></category>
		<category><![CDATA[il rifiuto del corpo]]></category>
		<category><![CDATA[il rifiuto di sé]]></category>
		<category><![CDATA[non accettarsi]]></category>
		<category><![CDATA[Non Piacersi]]></category>
		<category><![CDATA[non sopportarsi]]></category>
		<category><![CDATA[volersi male]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4432</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il rifiuto di sé lo trovo prevalentemente nella psicologia femminile, ed molto presente nei disturbi alimentari e in alcuni specifici disturbi della personalità. Molto spesso le due problematiche si sovrappongono. Il corpo La prima forma di rifiuto si sé la incontro nella clinica, come rifiuto del proprio corpo. Le pazienti possono vedersi troppo grosse  troppo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/rifiutare-se-stesse/">Quando si arriva a rifiutare sé stesse</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il rifiuto di sé lo trovo prevalentemente nella psicologia femminile, ed molto presente nei disturbi alimentari e in alcuni specifici disturbi della personalità. Molto spesso le due problematiche si sovrappongono.</p>
<h3>Il corpo</h3>
<p style="text-align: justify;">La prima forma di rifiuto si sé la incontro nella clinica, come rifiuto del proprio corpo. Le pazienti possono vedersi troppo grosse  troppo grasse, oppure si possono vedere troppo brutte e non piacersi. Il punto centrale è che esiste nella loro esperienza un <em>troppo </em>che le tormenta e che rende loro in alcuni casi addirittura insopportabile il vivere.</p>
<h3>L’immagine</h3>
<p style="text-align: justify;">Il modo attraverso cui il corpo diventa insopportabile e molto spesso l’immagine, l’immagine che vedono allo specchio, o l’immagine che vedono riflessa in una vetrina di un negozio. Molto spesso dicono “mi faccio schifo”, e in fondo, anche se le altre persone dicono loro che sono belle (sia fuori che dentro), a loro questo non interessa. Ciò che interessa invece è ciò che pensano loro, e quello che pensano è che loro fanno schifo, che non si sopportano.</p>
<h3>Le varie forme del disturbo</h3>
<p style="text-align: justify;">Le pazienti che non si sopportano, possono cominciare a mangiare poco o digiunare, in altri casi possono mangiare così tanto da deformare il loro corpo, “tanto faccio già schifo” potrebbero dire. Alcune si tagliano, o si scarnificano così tanto che debbono essere medicate, che i segni che si lasciano se li porteranno dietro per tutta la vita, quella vita che non capiscono come potrà essere vissuta.</p>
<h3>Da sole le cose non possono cambiare</h3>
<p style="text-align: justify;">Spesso la solitudine, e la rabbia verso la vita costringono queste persone ai margini, ai margini della società, ai margini nelle amicizie e ai margini nella famiglia. Ma soprattutto per loro sembra precluso la possibilità di amare. Può sembrare loro impossibile amare o essere amate, in fondo “se faccio schifo chi può interessarsi di me” potrebbero pensare. Da questo circolo vizioso da sole non se ne esce. Per questo l’ascolto, l’incontro e il tatto psicoanalitico ritengo che siano una modalità efficace per creare le condizioni per il cambiamento.</p>
<h3>Non volere cambiare</h3>
<p style="text-align: justify;">Il circolo vizioso diventa una gabbia mentale, un luogo dal quale non si può uscire. Chiedere aiuto è il primo passo, ma da solo non è sufficiente. Molto spesso il chiedere aiuto è indotto da un amico, un famigliare o un affetto. Ma quando si entra in terapia, si può fare la scoperta sconvolgente <strong>che non si vuole cambiare, </strong>e non lo si vuole, perché cambiare fa troppa paura. Nella mia esperienza clinica, la psicoterapia psicoanalitica è una modalità di cura che in grado di entrare in contatto con questa paura, è in grado di rassicurarla per incontrare quello che c’è oltre il sintomo del rifiuto di sé.</p>
<p>Per avere informazioni sulle mie modalità di cura con la psicoterapia psicoanalitica clicca  <a href="https://morenomattioli.it/psicologia-adulti-varese/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/rifiutare-se-stesse/">Quando si arriva a rifiutare sé stesse</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/rifiutare-se-stesse/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Considerazioni di base per la cura dei disturbi alimentari</title>
		<link>https://morenomattioli.it/considerazioni-di-base-per-la-cura-dei-disturbi-alimentari/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/considerazioni-di-base-per-la-cura-dei-disturbi-alimentari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Aug 2023 16:08:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[come orientarsi nei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[curare i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[le basi per la cura dei disturbi alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4345</guid>

					<description><![CDATA[<p>Molto spesso vengo contattato da persone che cercano una cura per i disturbi alimentari, o non sono soddisfatte delle cure che stanno facendo. Di seguito trovate il link per accedere al mio cane you tube dove potrete vedere un video con le mie considerazioni di base per la cura dei Disturbi Alimentari. Per vedere il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/considerazioni-di-base-per-la-cura-dei-disturbi-alimentari/">Considerazioni di base per la cura dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Molto spesso vengo contattato da persone che cercano una cura per i disturbi alimentari, o non sono soddisfatte delle cure che stanno facendo. Di seguito trovate il link per accedere al mio cane you tube dove potrete vedere un video con le mie considerazioni di base per la cura dei Disturbi Alimentari.</p>
<p><br />Per vedere il video cliccare <a href="https://youtu.be/iwFmZPCAdfE">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/considerazioni-di-base-per-la-cura-dei-disturbi-alimentari/">Considerazioni di base per la cura dei disturbi alimentari</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/considerazioni-di-base-per-la-cura-dei-disturbi-alimentari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il vero problema nella cura delle anoressie resistenti</title>
		<link>https://morenomattioli.it/il-vero-problema-nella-cura-delle-anoressie-resistenti/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/il-vero-problema-nella-cura-delle-anoressie-resistenti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Aug 2023 10:56:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoanalisi]]></category>
		<category><![CDATA[anoressie incurabili]]></category>
		<category><![CDATA[come guarire dall’anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[fascino del dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[le ricadute nell’anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[non guarire dall’anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[non sapere cosa fare con l’anoressia]]></category>
		<category><![CDATA[Voler dimagrire]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4351</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esistono molte forme di anoressia, che nonostante vengano trattate anche in strutture residenziali, non modificano la loro radice di base. Differenza tra corpo e pensiero Nell’anoressia va differenziato il corpo anoressico, dal pensiero anoressico. Nell’anoressia, sono presenti entrambe queste componenti, ma spesso vengono trattate come se fossero una cosa sola. Va invece sottolineato che prima [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/il-vero-problema-nella-cura-delle-anoressie-resistenti/">Il vero problema nella cura delle anoressie resistenti</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esistono molte forme di anoressia, che nonostante vengano trattate anche in strutture residenziali, non modificano la loro radice di base.</p>
<h3>Differenza tra corpo e pensiero</h3>
<p style="text-align: justify;">Nell’anoressia va differenziato il corpo anoressico, dal pensiero anoressico. Nell’anoressia, sono presenti entrambe queste componenti, ma spesso vengono trattate come se fossero una cosa sola. Va invece sottolineato che prima nasce una spinta pulsi9nale anoressica (che si trasforma in pensiero) e poi di conseguenza il corpo diventa anoressico.</p>
<h3>La spinta anoressica senza un senso</h3>
<p style="text-align: justify;">Il vero problema delle anoressie resistenti, è che in queste pazienti la spinta anoressica si è completamente sganciata dal contesto psicologico che le ha originate. Lo psicoterapeuta che si trova a curare un anoressia resistente, si accorgerà che la spinta anoressica NON HA ALCUN SENSO. Alla domanda “perché vuoi dimagrire” la risposta più comune è “non lo so”.<br />Questa è una verità nell’anoressia, le pazienti vogliono dimagrire con tutte loro stesse, ma non sanno minimamente il perché.</p>
<h3>Perché accade questo?</h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">L’anoressia nella sua coazione a ripetere, ovvero nel godere nel vedere il corpo che dimagrisce, attraverso l’impoverimento metabolico, e l’aumentare dello stato di denutrizione, determinano uno svuotamento dell’esperienza di sé e della propria memoria vitale. Il mondo interno di queste pazienti viene colonizzato dalla spinta a dimagrire, il quale si presenta in modo imperioso, tendendo ad abolire qualsiasi altra forma di pensiero.</span></p>
<h3>Anche se si recupera peso</h3>
<p style="text-align: justify;">Queste pazienti non modificano il proprio pensiero “anche se vengono costrette” a prendere peso. Può comunque accadere che anche nei percorsi residenziali psiconutrizionali, le pazienti modifichino il proprio corpo e il proprio comportamento all’interno della struttura residenziale, ma una volta uscite, ricadano nel vortice del dimagrimento. Questo accade perché la spinta pulsionale profonda rimane immodificata. La paziente può capire cos’è nuove su di sé, può anche modificare il modo di stare con gli altri  e con sé stessa, ma lasciare immodificato il fascino esercitato dal dimagrimento.</p>
<h3>Fascino del dimagrimento e spinta pulsionale</h3>
<p style="text-align: justify;">Se il fascino per il dimagrimento non SVANISCE, allora la spinta pulsionale rimarrà sempre presente, anche se solo a livello latente. In questo senso trovo che la psicoterapia psicoanaltica sia una modalità di cura, che elettivamente si occupa costantemente di monitorare e valutare la consistenza e le mutazioni che intercorrono alla pulsione verso il dimagrimento. Questa pulsione continua ad esistere perché si aggancia ad aspetti del mondo interno che rimangono condensati, e dunque non elaborati. Una vera guarigione può arrivare quando il dimagrimento non esercita più un FASCINO, e questo diventa l’indice del decadimento della spinta pulsionale dell’anoressia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per vedere un esempio del fascino dell’anoressia in chi si sta curando clicca <a href="https://morenomattioli.it/voglio-guarire-di-testa-ma-rimanere-magra/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/il-vero-problema-nella-cura-delle-anoressie-resistenti/">Il vero problema nella cura delle anoressie resistenti</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/il-vero-problema-nella-cura-delle-anoressie-resistenti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I disturbi alimentari non vanno solo combattuti</title>
		<link>https://morenomattioli.it/i-disturbi-alimentari-non-vanno-solo-combattuti/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/i-disturbi-alimentari-non-vanno-solo-combattuti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Mar 2023 17:43:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[combattere i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[combattere la malattia]]></category>
		<category><![CDATA[curare i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[la malattia]]></category>
		<category><![CDATA[sconfiggere i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[terapia dei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[vincere i disturbi alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4319</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’APPROCCIO TERAPEUTICO VERSO LA MALATTIA La malattia NON VA COMBATTUTA, ma vanno create le condizioni perché si possa capire che cosa l’alimenta. I fattori scatenanti la malattia sono prevalentemente di origine psicologica. Per cui è bene sapere che dietro ad ogni disturbo del comportamento alimentare ci sono sempre dei fattori psicologici che agiscono su più [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/i-disturbi-alimentari-non-vanno-solo-combattuti/">I disturbi alimentari non vanno solo combattuti</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h3>L’APPROCCIO TERAPEUTICO VERSO LA MALATTIA</h3>
<p style="text-align: justify;">La malattia NON VA COMBATTUTA, ma vanno create le condizioni perché si possa capire che cosa l’alimenta. I fattori scatenanti la malattia sono prevalentemente di origine psicologica. Per cui è bene sapere che dietro ad ogni disturbo del comportamento alimentare ci sono sempre dei fattori psicologici che agiscono su più livelli nell’unità mente-corpo.</p>
<h3>Il disturbo alimentare e il transgenerazionale</h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Quando in una famiglia si manifesta un DCA in uno o più componenti della famiglia, è possibile che la comparsa della malattia possa essere favorita dalla presenza di disturbi psichiatrici o con DCA nelle generazioni precedenti. Non è inusuale che qualcosa di un disagio che è stato presente in uno o più componenti delle generazioni precedenti, possano trasmettersi alle ragazze o ragazzi di oggi. <br /></span></p>
<h3>Ciò che alimenta la malattia </h3>
<p style="text-align: justify;">La malattia è sempre il segnale di qualcosa che non va a livello psicologico. La malattia dopo il suo manifestarsi, tende a creare delle condizioni attraverso cui si autoalimenta. Spesso queste condizioni sono un insieme tra fattori biologici e psichici. Sia che parliamo di anoressia, di bulimia o disturbo BED, in ogni caso, il metabolismo dell’organismo viene alterato, e queste alterazioni tendono a divenire un fattore di mantenimento della malattia. In altre parole, la malattia tende a creare un nuovo “equilibrio patologico”, e questo equilibrio diventa difficile da modificare. Una malnutrizione ad esempio, tende a rimanere tale, rinforzata dalle fobie alimentari e corporee della paziente. Così le abbuffate di un disturbo BED, tendono a produrre un sovrappeso che diverrà una condizione di mantenimento metabolico della spinta verso le abbuffate. Molto spesso ciò che spinge verso le abbuffate è ciò che comunemente viene chiamata “fame nervosa”. Va sottolineato che nel disturbo BED, molto spesso si supera il livello della fame nervosa, per arrivare alla compulsione dell’abbuffata.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Perché sembra di dover combattere la malattia?</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando la situazione di un DCA è molto grave, ci si trova di fronte ad un problema di cronicità. Anni di malattia, tentativi di cura non andati a buon fine, possono innescare il processo della cronicizzazione. Di fronte ad una malattia molto grave, il primo passo terapeutico da compiere, è quello di introdurre delle modifiche comportamentali e relazionali nel quotidiano della paziente. L’inserimento all’interno di una struttura residenziale di cura, ha proprio questo presupposto terapeutico. La paziente viene sganciata dal proprio contesto di vita, per essere inserita in un altro ambiente (terapeutico). L’aspetto terapeutico del nuovo contesto, va a cozzare inevitabilmente con ciò che i sintomi impongono alle pazienti. È in questo frangente della cura che sembra di dover combattere contro la malattia. <br /><br /></p>
<h3 style="text-align: justify;">Il principio terapeutico</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando l’assetto nutrizionale e relazionale cambia, la paziente va incontro ad una forte attivazione psicologica, spesso accompagnata da intensi stati di ansia, panico e angoscia. C’è come un freno che impone alle pazienti di non cambiare. Molto spesso è il porsi di fronte a questo freno che da l’idea di doverlo combattere per superarlo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Non combattere, ma capire</h3>
<p style="text-align: justify;">Se in una riabilitazione psiconutrizionale l’esposizione ad un cambiamento dello stile alimentare è necessario, dall’altra parte è altrettanto necessario uno spazio psicologico in cui raccogliere i vissuti che tale cambiamento ha prodotto. In fondo l’esposizione ad un nuovo stile alimentare deve sempre tenere conto delle condizioni psicologiche soggettive. L’idea di combattere i sintomi può essere deleteria perché genera l’aspettativa che ci si debba opporre alla malattia. La malattia può essere forzata in alcuni aspetti della cronicizzazione, i quali senza forzatura non inizierebbero a modificarsi. Ma ciò che più conta, è il poter entrare in contatto con i vissuti che si producono nell’esposizione ad un nuovo stile alimentare e di comportamento. E in questo aspetto non c’è nulla da combattere, ma si deve avere la possibilità di incontrare un ascolto attento e competente che permetta alla paziente di CAPIRE cosa c’è che non va dentro di lei.</p>
<p>Se si vuole sapere qualcosa di più del rapporto tra sintomo alimentare e aspetto psicologico clicca <a href="https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/i-disturbi-alimentari-non-vanno-solo-combattuti/">I disturbi alimentari non vanno solo combattuti</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/i-disturbi-alimentari-non-vanno-solo-combattuti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dalla colpa alla responsabilità nelle relazioni</title>
		<link>https://morenomattioli.it/dalla-colpa-alla-responsabilita-nelle-relazioni/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/dalla-colpa-alla-responsabilita-nelle-relazioni/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2022 11:13:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[aver mangiato troppo]]></category>
		<category><![CDATA[cibo e colpa]]></category>
		<category><![CDATA[non aver vomitato tutto]]></category>
		<category><![CDATA[paura di ingrassare]]></category>
		<category><![CDATA[sentirsi in colpa]]></category>
		<category><![CDATA[sono troppo grassa]]></category>
		<category><![CDATA[vorrei dimagrire]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4259</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nei disturbi alimentari (ma non solo), le pazienti sono afflitte da forti sensi di colpa verso la famiglia e/o verso sé stesse. Allo stesso modo, i loro famigliari sono afflitti dalla colpa di non essere stati dei buoni genitori, oppure si sentono giudicati come dei cattivi genitori. La colpa nelle pazienti affette da DCA Molto [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/dalla-colpa-alla-responsabilita-nelle-relazioni/">Dalla colpa alla responsabilità nelle relazioni</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Nei disturbi alimentari (ma non solo), le pazienti sono afflitte da forti sensi di colpa verso la famiglia e/o verso sé stesse. Allo stesso modo, i loro famigliari sono afflitti dalla colpa di non essere stati dei buoni genitori, oppure si sentono giudicati come dei cattivi genitori.</p>
<h3>La colpa nelle pazienti affette da DCA</h3>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso le pazienti soffrono di sensi di colpa legati al loro corpo, al peso e più generalmente verso ciò che mangiano (o come lo mangiano). Nell’anoressia la colpa è riferita al non restringere per quanto la malattia dice loro, di non arrivare ai pesi prefissati (sempre più bassi). Per le pazienti BED la colpa è di essersi abbuffate, di non essere riuscite a trattenersi, nel vedere che il peso continua a salire. Per le pazienti bulimiche la colpa si concretizza quando non riescono a vomitare tutto.</p>
<h3>La colpa verso i famigliari</h3>
<p style="text-align: justify;">La colpa del sintomo se analizzata, mostra che in fondo porta con sé sempre una colpa rispetto ai propri genitori. Si può pensare di non essere delle figlie all’altezza, di non essere come loro mi volevano, di essere una ragazza che da solo e sempre dei problemi. Una paziente direbbe: “non si meritano una figlia come me!”. Il fatto che sotto la colpa del sintomo ci sia sempre una colpa che ha uno sfondo relazionale, non è una consapevolezza che può essere percepibile nell’immediato. È necessario un lavoro psicoanalitico per arrivarci, come è necessario un lavoro per potersi slegare dalle colpe e poter accedere alla capacità di SCAMBIARE in una relazione. Scambiare alla pari, e non sentirsi sempre meno degli altri, e dunque non all’altezza, e quindi in colpa!</p>
<p style="text-align: justify;">Per approfondire gli aspetti psicologici dei DCA clicca <a href="https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/dalla-colpa-alla-responsabilita-nelle-relazioni/">Dalla colpa alla responsabilità nelle relazioni</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/dalla-colpa-alla-responsabilita-nelle-relazioni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>2</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La paura del numero sulla bilancia</title>
		<link>https://morenomattioli.it/la-paura-del-numero-sulla-bilancia/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/la-paura-del-numero-sulla-bilancia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 May 2022 16:23:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[anoressia e bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[bed e bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia del numero sulla bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[fobia della bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[non voglio ingrassare]]></category>
		<category><![CDATA[paura della bilancia]]></category>
		<category><![CDATA[paura dell’aumento di peso]]></category>
		<category><![CDATA[paura di ingrassare]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4155</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché le pazienti anoressiche o BED possono essere terrorizzate dal numero sulla bilancia? Perché la loro angoscia è quella di vederlo salire, e trovano invece un sollievo se il numero scende? Immaginare il corpo Molto spesso le pazienti che soffrono di DCA credono di percepire il corpo, e a partire da questa credenza si angosciano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-paura-del-numero-sulla-bilancia/">La paura del numero sulla bilancia</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;"><br />Perché le pazienti anoressiche o BED possono essere terrorizzate dal numero sulla bilancia? Perché la loro angoscia è quella di vederlo salire, e trovano invece un sollievo se il numero scende?</p>
<h3>Immaginare il corpo</h3>
<p style="text-align: justify;">Molto spesso le pazienti che soffrono di DCA credono di percepire il corpo, e a partire da questa credenza si angosciano per gonfiori, dilatazioni, ingrossamenti, che molto spesso sono percepite come un ingrassare. In realtà più che una percezione del corpo c’è un evitamento sistematico della percezione corporea. Il corpo le terrorizza. Al posto della percezione corporea c’è l’immaginazione del corpo. E l’immaginazione del corpo è presa come una percezione. È questo che spiega perché quando una paziente anoressica mangia qualcosa percepisce che il suo corpo sta ingrassando. In realtà non lo sta percependo, ma lo sta immaginando in modo vivido, la sensazione di dilatazione è così forte che viene presa come una percezione.</p>
<h3>Il numero sulla bilancia</h3>
<p style="text-align: justify;">Questo numero diventa l’unico indicatore (insieme a ai vestiti), di cosa sta accadendo nel loro corpo. Il numero sulla bilancia non rappresenta solo il peso, ma diventa un elemento identitario. Molte pazienti possono afferemare candidamente “io sono il numero della bilancia”. Il pensiero anoressico necessita che il numero diminuisca sempre, non importa il contatto con la realtà, non importa che non si possa vivere senza mangiare, ciò che conta è che il numero possa scendere sempre. Questa è l’illusione anoressica che nei casi più gravi può diventare una vera e propria NEGAZIONE della realtà, per cui si può arrivare credere che si possa vivere senza mangiare, che mangiare nella vita non è necessario.</p>
<h3>Il numero come sintomo</h3>
<p style="text-align: justify;">Se per le pazienti con DCA il numero può diventare la ragione di vita, può diventare l’ossessione che le accompagna tutto il giorno. Ci sono pazienti che si possono pesare prima e dopo ogni pasto. Si possono pesare prima e dopo l’essere andate in bagno. Una tensione spasmodica si insinua nelle loro vite, l’angoscia del dover vedere che quel numero possa scendere. E se ciò non accade il mondo sembra andare a pezzi, si sentono ingrassare a dismisura. In realtà il numero è solo un sintomo della malattia, anche se viene scambiato come una ragione di vita. Il numero è il sintomo del bisogno del controllo, dell’intolleranza del proprio corpo, è anche il segno che la malattia si sta letteralmente  mangiando tutto il buon senso che prima esisteva in quella persona.</p>
<h3>Dubitare di sé stesse, un atteggiamento terapeutico</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando il numero diventa un ossessione, quando il numero rende le cose della vita poco importanti, allora se si apre un dubbio, se si avverte che qualcosa non va, è meglio ascoltare questa sensazione. Il rischio è quello di sprofondare nelle sabbie mobili dell’ossessione, e di affogare non accorgendosene. Per cui se vi pesata più volte al giorno, se spasmodicamente aspettate di vedere che siete dimagrite, se non volete ascoltare più le ragioni degli altri, fermatevi se potete, date spazio alla sensazione che così non si può andare avanti, e soprattutto cercate di realizzare che da sole non c’è la potete fare.</p>
<p>Per approfondire il tema delle sensazioni corporee cliccate <a href="https://morenomattioli.it/sensazioni-e-corpo-nella-cura-psicoanalitica/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-paura-del-numero-sulla-bilancia/">La paura del numero sulla bilancia</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/la-paura-del-numero-sulla-bilancia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>L’approccio PsicoNutrizionale</title>
		<link>https://morenomattioli.it/lapproccio-psiconutrizionale/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/lapproccio-psiconutrizionale/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 08:21:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[come curare i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[curare i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[la migliore cura nei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[nutrizione nei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia dei disturbi alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4137</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qual’è la cura migliore per i disturbi alimentari? Sicuramente l’approccio psiconutrizionale. In cosa consiste La presa in carico psicologica e nutrizionale non esaurisce l’approccio psiconutrizionale. Ciò che fa la differenza è che lo psicologo e il nutrizionista siano entrambi esperti nella cura dei DCA. Entrambi sono chiamati a lavorare in sinergia, ovvero che vi deve [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/lapproccio-psiconutrizionale/">L’approccio PsicoNutrizionale</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qual’è la cura migliore per i disturbi alimentari? Sicuramente l’approccio psiconutrizionale.</p>
<h4>In cosa consiste</h4>
<p style="text-align: justify;">La presa in carico psicologica e nutrizionale non esaurisce l’approccio psiconutrizionale. Ciò che fa la differenza è che lo psicologo e il nutrizionista siano entrambi esperti nella cura dei DCA.</p>
<p style="text-align: left;">Entrambi sono chiamati a lavorare in sinergia, ovvero che vi deve essere uno scambio di informazioni, e la direzione della cura è essenziale che possa essere decisa insieme.</p>
<h4>Il nutrizionista</h4>
<p style="text-align: justify;">E’ chiamato ad impostare la presa in carico nutrizionale a partire da quelle che sono le caratteristiche psicologiche del paziente che lo psicologo gli delineerà. Per cui valuterà se iniziare con delle indicazioni di massima sul modo di alimentarsi, oppure se è possibile da subito iniziare con una vera propria dieta. (È utile ricorda che dieta non significa piano alimentare per dimagrire, ma è un piano alimentare terapeutico che si adatta alle problematiche del singolo paziente).</p>
<h4>Lo psicologo</h4>
<p style="text-align: justify;">È chiamato a seguire l’andamento della cura, osservando quali sono i blocchi che si frappongono nella paziente, quando cerca di seguire le indicazioni o il piano nutrizionale. Questi blocchi diventano il focus del lavoro psicologico. Infatti le indicazioni alimentari vanno a chiedere una modificazione nei comportamenti o negli atteggiamenti della paziente verso il cibo. Questi cambiamenti (se attuati) in genere hanno sempre un effetto destabilizzante l’equilibrio patologico che la malattia da. In questo senso è necessario ESPORRE la paziente ad un cambiamento che sia in grado di ELABORARE.</p>
<h4>L’assetto psiconutrizionale come stato psicocorporeo</h4>
<p style="text-align: justify;">La sinergia psiconutrizionale dovrebbe permettere alla paziente di lavorare sui sintomi della malattia, e allo stesso tempo, sulle motivazioni inconsce che tendono ad alimentarla. Infatti ciò che è importante capire è che la paziente, con i suoi comportamenti, atteggiamenti mentali e schemi relazionali, ogni giorno è costretta a NUTRIRE la malattia, dando forza all’ossessione e ai comportamenti sintomatici.</p>
<p>Se si vuole capire qualcosa di più del sintomo alimentare e dell’approccio psicologico, si può cliccare <a href="https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/">qui</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/lapproccio-psiconutrizionale/">L’approccio PsicoNutrizionale</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/lapproccio-psiconutrizionale/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il sintomo alimentare e il disturbo psicologico</title>
		<link>https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Mar 2022 11:46:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[aspetto psicologico dei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[curare i disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[curare i sintomi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari e cronicità]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[sintomi psicologici e disturbi alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4120</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Il sintomo alimentare nel suo manifestarsi va in un qualche modo ad attaccare il corpo. Che sia il dimagrimento, il vomito, o l’aumento del peso, il sintomo va ad agire sula dimensione corporea. Quando la patologia inizia, di solito il soggetto che ne è affetto prende con piacere il sintomo, oppure non gli dà [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/">Il sintomo alimentare e il disturbo psicologico</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;"></p>
<p style="text-align: justify;">Il sintomo alimentare nel suo manifestarsi va in un qualche modo ad attaccare il corpo. Che sia il dimagrimento, il vomito, o l’aumento del peso, il sintomo va ad agire sula dimensione corporea. Quando la patologia inizia, di solito il soggetto che ne è affetto prende con piacere il sintomo, oppure non gli dà importanza (come nel disturbo BED).</p>
<h3>Il sintomo come compromesso psicologico</h3>
<p style="text-align: justify;">La manifestazione sintomatica di un DCA, è sempre il compromesso con una problematica psicologica interna. Il sintomo però ci dice qualcosa di più, il sintomo alimentare in un qualche modo nega la problematica psicologica, in quanto esso stesso diviene il centro di interesse della paziente. La paziente inizierà a pensare alle calorie, a come vomitare, o con quali cibi abbuffarsi, ma difficilmente si chiuderà CHE COSA STA CAUSANDO TUTTO QUESTO?</p>
<h3>L’impero del sintomo</h3>
<p style="text-align: justify;">I DCA interrogano e angosciano a partire dai sintomi, ma all’interno di un lavoro psicoterapico, si potrà vedere come sotto al sintomo ci siano le più svariate problematiche psicologiche. Un errore comune è quello di credere che sotto lo stesso sintomo, ci sia lo stesso problema. In realtà è il contrario. Sotto sintomi simili, ci possono essere anche problematiche molto diverse.</p>
<h3>La cronicizzazione</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando una paziente si ammalata, spesso il sintomo ha già esteso la sua egemonia sulla personalità. Purtroppo i sintomi alimentari tendono ad impoverire le personalità delle pazienti, creando una confusione tra le cause scatenanti, e il degrado psicologico prodotto dall’azione sintomatica. Questa è la dinamica che innesca la cronicità. Può accadere che un sintomo alimentare che non ha una lunga storia, possa però avere alle sue spalle una lunga storia di problematiche psicologiche che sono sfociate nel sintomo alimentare.</p>
<h3>La cura PsicoNutrizionale</h3>
<p style="text-align: justify;">Sono questi i motivi per i quali il miglior approccio alla cura dei DCA è quello psiconutrizionale. Quando una patologia si è consolidata, sarebbe un errore privilegiare l’aspetto corporeo o l’aspetto psicologico. Ciò che è importante perseguire è una sorta di sinergia, dove mentre si cura il corpo si cura anche la mente, e ovviamente vale anche il contrario. La patologia è comunque una forma di equilibrio. La cura psiconutrizionale cerca di altare l’equilibrio patologico per cercare di ottenere una nuova forma di equilibrio che possa essere più vitale dal punto di vista psicocorporeo. NON SI PUÒ GUARIRE LA MENTE SENZA GUARIE IL CORPO, <em>E NON SI PUÒ GUARIRE IL CORPO SENZA GUARIRE LA MENTE.  </em>Le terapie che perseguono solo un cambiamento corporeo sono nella maggioranza dei casi destinate a fallire, perché ciò che si è ammalato è l’insieme mente-corpo. Ogni disgiunzione rischia di essere solo un illusione.</p>
<p>Per approfondire le premesse per una cura dei disturbi alimentari cliccate <a href="https://morenomattioli.it/si-curano-disturbi-alimentari/">qui</a></p><p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/">Il sintomo alimentare e il disturbo psicologico</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/il-sintomo-alimentare-e-il-disturbo-psicologico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Continuità delle Cure nei Disturbi Alimentari</title>
		<link>https://morenomattioli.it/la-continuita-delle-cure-nei-disturbi-alimentari/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/la-continuita-delle-cure-nei-disturbi-alimentari/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2022 14:22:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[approccio psiconutrizionale]]></category>
		<category><![CDATA[come curare un disturbo alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[curare un disturbo alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[efficacia nelle cure dei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[livelli di cura nei disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[prognosi nei disturbi alimentari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=4101</guid>

					<description><![CDATA[<p>Uno dei fattori che rendono la prognosi di un trattamento di un disturbo alimentare più favorevole, è quello della continuità delle cure. I livelli delle cure Esistono diversi livelli di cura per un DCA, ambulatoriali, centri diurni o semiresidenziali, e comunità o centri residenziali. È di fondamentale importanza che ogni paziente possa ricevere il livello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-continuita-delle-cure-nei-disturbi-alimentari/">La Continuità delle Cure nei Disturbi Alimentari</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Uno dei fattori che rendono la prognosi di un trattamento di un disturbo alimentare più favorevole, è quello della continuità delle cure.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I livelli delle cure</h3>
<p style="text-align: justify;">Esistono diversi livelli di cura per un DCA, ambulatoriali, centri diurni o semiresidenziali, e comunità o centri residenziali. È di fondamentale importanza che ogni paziente possa ricevere il livello di cura più adeguato. Non è detto che un livello di cura più intensivo faccia sempre bene, è necessario che ogni livello di gravità possa trovare il livello di cure più appropriato. <br /><br /></p>
<h3 style="text-align: justify;">La cura di base</h3>
<p style="text-align: justify;">Il livello di cura di base per un DCA è quello ambulatoriale, e di solito, un disturbo alimentare necessita di una presa in carico di tipo PsicoNutrizionale. Questo livello di cura può essere sufficiente per curare un DCA,  e portare ad una remissione sintomatica del disturbo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Quando le cure di base non sono sufficienti</h3>
<p style="text-align: justify;">Quando non sono sufficienti, allora è necessario aumentare il livello dell’intensità delle cure, passando ad un semi-residenziale, oppure ad una comunità residenziale. <br /><br /></p>
<h3 style="text-align: justify;">L’importanza della continuità </h3>
<p style="text-align: justify;">Il passaggio di livello delle cure, necessita sempre per una buona prognosi futura, che ci sia una continuità, ovvero che il lavoro che è stato fatto prima, deve poter essere coerente ed integrarsi con ciò che vine fatto dopo.</p>
<h3 style="text-align: left;">Quando il semiresidenziale o la comunità terminano il loro lavoro</h3>
<p style="text-align: justify;">Allora è necessario ritornare ad un livello di cura ambulatoriale. Non bisogna fare l’errore di interrompere le cure, anche nel caso in cui il miglioramento sia molto evidente. La continuità delle cure ambulatoriali è ciò che permette di far sedimentare i risultati ottenuti, e di integrarli nel contesto di vita della paziente. Questo è un passaggio cruciale per una buona riuscita di un percorso terapeutico nei DCA.</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-continuita-delle-cure-nei-disturbi-alimentari/">La Continuità delle Cure nei Disturbi Alimentari</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/la-continuita-delle-cure-nei-disturbi-alimentari/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La cura dell’obesità a Varese</title>
		<link>https://morenomattioli.it/la-cura-dellobesita-a-varese/</link>
					<comments>https://morenomattioli.it/la-cura-dellobesita-a-varese/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 07:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
		<category><![CDATA[come si cura l’obesità]]></category>
		<category><![CDATA[cura obesità]]></category>
		<category><![CDATA[obesità e dimagrire]]></category>
		<category><![CDATA[obesità Varese]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia dell’obesità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://morenomattioli.it/?p=3963</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’approccio psiconutrizionale è a mio parere la modalità più indicata nella diagnosi e nella terapia dell’obesità. La possibilità di valutare gli aspetti nutrizionali e medici inerenti l’obesità sono una parte fondamentale della valutazione.  Allo stesso tempo però, il poter fare una valutazione di tipo psicologico, permette di inquadrare il caso nella complessità della persona, e [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-cura-dellobesita-a-varese/">La cura dell’obesità a Varese</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">L’approccio psiconutrizionale è a mio parere la modalità più indicata nella diagnosi e nella terapia dell’obesità. La possibilità di valutare gli aspetti nutrizionali e medici inerenti l’obesità sono una parte fondamentale della valutazione.  Allo stesso tempo però, il poter fare una valutazione di tipo psicologico, permette di inquadrare il caso nella complessità della persona, e di progettare il percorso di cura più idoneo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le possibili diagnosi psicologiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Nell’obesità non è scontato che sia presente un disturbo dell’alimentazione. Può  essere una buona prassi sottoporre il/la paziente ai test psicodiagnostici che sono in grado di rilevare la presenza della possibile patologia. Dall’altra parte, la condizione dell’obesità necessita che venga fatta una valutazione del profilo della personalità, per capire quali sono stati i fattori personologici che  hanno favorito la comparsa della patologia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I possibili interventi psicologici</h3>
<p style="text-align: justify;">L’intervento nutrizionale deve poter essere accompagnato da un intervento specifico a carattere psicologico. La specificità dell’intervento lo si può ricavare dalla valutazione psicodiagnostica che deve essere fatta. <br />Se viene rilevato un disturbo dell’alimentazione, dovrà essere impostato un percorso di psicoterapia specifico.  Si può  sostenere il paziente nel cercare di aderire alle indicazioni nutrizionali, ma allo stesso tempo, si cercherà di modificare quegli aspetti della personalità che hanno determinato il disturbo alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non viene rilavato un disturbo alimentare, allora si può pensare di programmare un intervento di sostegno psicologico. Tale sostegno può accompagnare il paziente nel cercare di seguire in modo continuativo le indicazioni nutrizionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Gli aspetti psicocorporei </h3>
<p style="text-align: justify;">La cura dell’obesità passa attraverso le modalità più congrue per instaurare una corretta alimentazione, che ha come effetto quello di produrre un dimagrimento. Va sottolineato che la corretta alimentazione viene prima del dimagrimento, e non il contrario. Nell’obesità il corpo può essere percepito come un problema (fino ad arrivare ad un disturbo dell’immagine corporea). Oppure può essere una presenza di cui nel tempo non ci si è occupati. In ogni caso, nel lavoro psicologico è essenziale ristabilire un contatto psicocorporeo in cui il/la paziente possa riacquisire un identità psicocorporea. Questo significa che le indicazione alimentare corrette debbono essere accompagnate da una sorta di rieducazione nella raippropiazione del proprio corpo. Non va alimentato invece il mantenere un evitamento o un disinteresse per i segnali del corpo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Riconquistare la salute</h3>
<p style="text-align: justify;">La cura dell’obesità non si riduce solo al perdere peso, ma in senso complessivo, si cerca di far si che il soggetto possa diventare una componente  attiva della cura. L’obiettivo è riconquistare una propria identità psicocorporea, all’interno della quale è compresa l’acquisizione di una corretta alimentazione. La cura dell’obesità è un lavoro che mira ad una modifica dello stile di vita, e alla chiarificazione degli aspetti psicologici che hanno generato la patologia. L’intervento sarà diretto verso un’acquisizione di uno stile alimentare corretto che possa tenere conto delle esigenze psicocorporee della persona.</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-cura-dellobesita-a-varese/">La cura dell’obesità a Varese</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://morenomattioli.it/la-cura-dellobesita-a-varese/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
