Voglio guarire di testa, ma rimanere magra!

Questo è uno degli assunti più comuni nell’anoressia, ma comunque poco conosciuti.
Perché?
Il perché rientra nel fatto che ogni anoressica si confronta in modo radicale con le “altre” magre, ma non scambia i propri pensieri intimi.

L’ideale della guarigione

Nell’anoressia ci può essere l’idea di guarire, ma questa idea non è agganciata ad una realtà di guarigione, rimane appunto un’idea. L’anoressica può credere di voler guarire, ma il suo proposito “come in una bella indifferenza”, cade (agli occhi dell’altro) proprio nel constatare l’idea di guarire, ma rimanendo magra.

Lo scollamento mente corpo

Rimanendo in linea con il pensiero anoressico, la guarigione può essere intesa come il tentare di non soffrire più, ma il corpo non viene minimamente preso in considerazione, il corpo resta fuori. E deve rimanere fuori, il pensiero anoressico è in grado di costruire i più sontuosi castelli (in aria), di generare le speranze più grandi nei famigliari. Ma queste, una volta toccato il corpo, cadano facendo un duo ore fragoroso.

Ciò che si ripete

Il creare speranze è tipico della malattia, e il farle naufragare, è altrettanto tipico. Quando questa ripetizione si innesca, è bene non credere, non illudersi. Non si può aggirare la realtà di una guarigione che passa attraverso il corpo, e non che lo evita.

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