L’approccio PsicoNutrizionale

Qual’è la cura migliore per i disturbi alimentari? Sicuramente l’approccio psiconutrizionale.

In cosa consiste

La presa in carico psicologica e nutrizionale non esaurisce l’approccio psiconutrizionale. Ciò che fa la differenza è che lo psicologo e il nutrizionista siano entrambi esperti nella cura dei DCA.

Entrambi sono chiamati a lavorare in sinergia, ovvero che vi deve essere uno scambio di informazioni, e la direzione della cura è essenziale che possa essere decisa insieme.

Il nutrizionista

E’ chiamato ad impostare la presa in carico nutrizionale a partire da quelle che sono le caratteristiche psicologiche del paziente che lo psicologo gli delineerà. Per cui valuterà se iniziare con delle indicazioni di massima sul modo di alimentarsi, oppure se è possibile da subito iniziare con una vera propria dieta. (È utile ricorda che dieta non significa piano alimentare per dimagrire, ma è un piano alimentare terapeutico che si adatta alle problematiche del singolo paziente).

Lo psicologo

È chiamato a seguire l’andamento della cura, osservando quali sono i blocchi che si frappongono nella paziente, quando cerca di seguire le indicazioni o il piano nutrizionale. Questi blocchi diventano il focus del lavoro psicologico. Infatti le indicazioni alimentari vanno a chiedere una modificazione nei comportamenti o negli atteggiamenti della paziente verso il cibo. Questi cambiamenti (se attuati) in genere hanno sempre un effetto destabilizzante l’equilibrio patologico che la malattia da. In questo senso è necessario ESPORRE la paziente ad un cambiamento che sia in grado di ELABORARE.

L’assetto psiconutrizionale come stato psicocorporeo

La sinergia psiconutrizionale dovrebbe permettere alla paziente di lavorare sui sintomi della malattia, e allo stesso tempo, sulle motivazioni inconsce che tendono ad alimentarla. Infatti ciò che è importante capire è che la paziente, con i suoi comportamenti, atteggiamenti mentali e schemi relazionali, ogni giorno è costretta a NUTRIRE la malattia, dando forza all’ossessione e ai comportamenti sintomatici.

Se si vuole capire qualcosa di più del sintomo alimentare e dell’approccio psicologico, si può cliccare qui

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