L’approccio psiconutrizionale è a mio parere la modalità più indicata nella diagnosi e nella terapia dell’obesità. La possibilità di valutare gli aspetti nutrizionali e medici inerenti l’obesità sono una parte fondamentale della valutazione. Allo stesso tempo però, il poter fare una valutazione di tipo psicologico, permette di inquadrare il caso nella complessità della persona, e di progettare il percorso di cura più idoneo.
Le possibili diagnosi psicologiche
Nell’obesità non è scontato che sia presente un disturbo dell’alimentazione. Può essere una buona prassi sottoporre il/la paziente ai test psicodiagnostici che sono in grado di rilevare la presenza della possibile patologia. Dall’altra parte, la condizione dell’obesità necessita che venga fatta una valutazione del profilo della personalità, per capire quali sono stati i fattori personologici che hanno favorito la comparsa della patologia.
I possibili interventi psicologici
L’intervento nutrizionale deve poter essere accompagnato da un intervento specifico a carattere psicologico. La specificità dell’intervento lo si può ricavare dalla valutazione psicodiagnostica che deve essere fatta.
Se viene rilevato un disturbo dell’alimentazione, dovrà essere impostato un percorso di psicoterapia specifico. Si può sostenere il paziente nel cercare di aderire alle indicazioni nutrizionali, ma allo stesso tempo, si cercherà di modificare quegli aspetti della personalità che hanno determinato il disturbo alimentare.
Se non viene rilavato un disturbo alimentare, allora si può pensare di programmare un intervento di sostegno psicologico. Tale sostegno può accompagnare il paziente nel cercare di seguire in modo continuativo le indicazioni nutrizionali.
Gli aspetti psicocorporei
La cura dell’obesità passa attraverso le modalità più congrue per instaurare una corretta alimentazione, che ha come effetto quello di produrre un dimagrimento. Va sottolineato che la corretta alimentazione viene prima del dimagrimento, e non il contrario. Nell’obesità il corpo può essere percepito come un problema (fino ad arrivare ad un disturbo dell’immagine corporea). Oppure può essere una presenza di cui nel tempo non ci si è occupati. In ogni caso, nel lavoro psicologico è essenziale ristabilire un contatto psicocorporeo in cui il/la paziente possa riacquisire un identità psicocorporea. Questo significa che le indicazione alimentare corrette debbono essere accompagnate da una sorta di rieducazione nella raippropiazione del proprio corpo. Non va alimentato invece il mantenere un evitamento o un disinteresse per i segnali del corpo.
Riconquistare la salute
La cura dell’obesità non si riduce solo al perdere peso, ma in senso complessivo, si cerca di far si che il soggetto possa diventare una componente attiva della cura. L’obiettivo è riconquistare una propria identità psicocorporea, all’interno della quale è compresa l’acquisizione di una corretta alimentazione. La cura dell’obesità è un lavoro che mira ad una modifica dello stile di vita, e alla chiarificazione degli aspetti psicologici che hanno generato la patologia. L’intervento sarà diretto verso un’acquisizione di uno stile alimentare corretto che possa tenere conto delle esigenze psicocorporee della persona.

