Come aiutare i bambini a dormire da soli

Capita spesso che ci siano bambini e bambine che faticano a dormire da soli nel loro lettino. Spesso sono situazioni transitorie, ma accade anche che queste diventino delle vere e proprie difficoltà. Sovente il bambino o la bambina hanno bisogno di addormentarsi con la mamma, oppure di voler dormire nel lettone di mamma e papà. Quella che potrebbe essere una situazione di coccola e di tenerezza (avere il proprio bambino che viene a giocare nel lettone con mamma e papà) può diventare un vero e proprio problema quando uno dei due genitori è costretto a dormire sul divano, o nella cameretta del proprio figlioletto. Nella coppia questo può generare delle forte tensioni ed anche incomprensioni, sovente il papà tende ad accusare la mamma di eccessivo accudimento, mentre la mamma si difende dicendo al papà che è insensibile verso le problematiche del figlio. Comunque stiano le cose, il bambino che non riesce a dormire da solo, genera spesso un conflitto tra i genitori ed è il segnale che c’è qualcosa che non va.

Come aiutare dunque i propri bambini a dormire da soli?

Innanzi tutto è necessario differenziare i bambini che assolutamente non vogliono addormentarsi senza la presenza di almeno uno dei genitori, dalle situazioni in cui il bambino può avere dei frequenti risvegli notturni che poi comportano che la mamma o il papà debbano aiutare il bambino a riprendere sonno.

In entrambi i casi e’ necessario chiedersi “di cosa ha paura nostro figlio?”.
Questa domanda è cruciale perché sia che il bambino non voglia addormentarsi da solo, o sia che non riesca più ad addormentarsi da solo, dietro a questa difficoltà “c’è sempre una paura”. E’ bene che i genitori innanzi tutto parlino tra di loro di questa problematica e cerchino di “farsi una loro idea”; ovvero secondo loro quale può essere la paura che non permette al loro bambino di prendere sonno? Una volta che i genitori hanno affrontato questo discorso, possono in seguito scegliere chi tra di loro “si sente sufficientemente sicuro” nel parlarne con il bambino. Di base non c’è nulla di eccezionale da fare, ma semplicemente condividere con lui/lei che loro (i genitori) pensano che lui/lei possa avere qualche paura che non gli permetta di addormentarsi. Parlare con i bambini non deve essere “un interrogatorio” e non deve essere un “devi fare così!” ma significa capire attraverso le parole di vostro figlio che cosa gli fa paura, che cosa non gli permette di staccarsi da voi per scivolare nel mondo dei sogni!

E’ molto importante che i genitori parlino tra di loro, soprattutto per capire se c’è qualcosa nella vita famigliare o sociale che “può influire” ed interferire con le sicurezze del bambino. Va ricordato che dietro a grandi paure, ci sono grandi insicurezze, e che il non addormentarsi da solo significa supplire a queste insicurezze, significa a non fare da solo. Come i bambini imparano a camminare da soli, a mangiare da soli, imparano anche a dormire da soli, questo fa parte del normale sviluppo psico-fisiologico del bambino.
I bambini che non vogliono assolutamente dormire da soli, spesso sono i bambini più problematici, per loro deve essere compreso che risulta “impossibile” separarsi e staccarsi da mamma o papà. In questo senso, come si fa con il ciuccio, o come si fa con il pannolone, è necessario trovare un mediatore, che faccia da ponte tra lo stare con mamma e papà e l’accettare di non starci più. Il mediatore che può essere il leggere delle favole, il fare ascoltare della musica rilassante, il tenere la mano fino a quando non si è addormentato, non è importante in sé, ma deve essere inteso che il mediatore non può essere una tecnica. Non ci può essere nessuna tecnica che sostituisca la necessità di “comprensione” di mamma e papà. Per questo ritengo che la chiave della soluzione del problema risieda nel dialogo tra i genitori e dei genitori con il bambino; il come fare “può emergere” solo attraverso lo scambio reciproco. A maggior ragione queste considerazioni sono valide anche per i risvegli notturni, spesso situazioni meno problematiche perché il bambino ha già imparato ad addormentarsi da solo!

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271 Commenti

  1. Salve mia figlia vanessa di 8 anni non vuole e non ha mai voluto dormire da sola. Le sue paure le conosciamo lri ce ne parla molto tranquillamente lei ha paura dei ladri e dei poveri e quando li vede anche dei disabili…di conseguenza lei dorme ora col papà nel lettone ma 2 mesi fa prima che nascesse il suo fratellino dormina con me in camera sua nel suo letto a una piazza e mezza. La stiamo facendo seguirw da una psicologa da qualcge settimana ma senza nessun risultato….abbiamo perso le speranze!!!!!!

    • Gent.le Marianna,
      da quello che lei mi scrive sembra che il punto saliente stia nel fatto che sua figlia non abbia mai voluto dormire da sola, dunque se non capisco male, sua figlia sin da quando era neonata non riusciva a dormire da sola. Credo che sarebbe importante capire come sono andate le prime settimane a casa dopo il parto, e sarebbe importante capire “quando è come avete provato” a far dormire vostra figlia da sola. Se è seguita da una psicologa queste cose le potreste chiarire con lei, comunque se vuole mi può dare un approfondimento di ciò che le ho detto per poterle dare un indicazione.

      Cordiali Saluti

      Dott. Moreno Mattioli

      • Ciao, io ho due bimbe di 6anni e di due, vorrei comprali una cameretta , la bimba più grande ha sempre dormito nella sua culla ma da quando ho saputo di essere incinta della seconda bambina abbiamo iniziato a farla dormire da sola, poi però disperati abbiamo ceduto e ora dorme nell lettone, ora che la sorellina ha due anni vorremmo metterle nei lettini nella stessa camera ma la bambina piu grande si rifiuta , come posso comportarmi? Grazie .

        • Gent.le Rosi,
          le chiedo di spiegare in modo più dettagliato la situazione, perché altrimenti diventa difficile provare a darle una risposta.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

        • Elisabetta torelli
          Elisabetta torelli

          Salve, sono una mamma di una bambina di 4 anni e mezzo, mia figlia non vuole dormire da sola, premetto che abbiamo praticato il co sleeping quando era più piccola ed è stata allattata al seno fino a 16 mesi, a 18 mesi le abbiamo comprato un letto Montessori e spostata nella sua cameretta accanto e una volta addormentata con la manina vicino a lei ( 1 ora circa) dormiva tutta la notte. Siccome era molto complicato farla addormentare da sola abbiamo adottato la tecnica che si addormentasse nel lettone con noi e poi la spostavamo nel suo e ci rimaneva tutta la notte. Ha lasciato volontariamente il ciuccio all’età di 3anni dicendomi che non ne aveva più bisogno . Durante la gravidanza del fratellino ho iniziato ad abituarla ad addormentata nel suo letto perché sapevo che poi ci sarebbero stati problemi e ha reagito bene ma quando è nato il fratellino che ora ha 18 mesi, lei ha preteso di dormire tutti e 4 nel lettone insieme perché non era giusto che lui dormisse con noi e lei stesse di la da sola. Quindi ho ripreso nell’addormentarla nel lettone e poi spostarla ma continuava a tornare nel lettone di notte.Finito di allattare il fratellino l’abbiamo subito messo in cameretta con lei ma anche adesso quando l’addormentiamo non fa altro che chiedere di leggere altre storie non vuole che ce ne andiamo dalla stanza nemmeno dopo che si è addormentata alla domanda sul perché fa così dice che gli manco e che mi vuole sempre con me. Avendogli spiegato che il suo letto è quello e il nostro quell’altro “minaccia” di introfularsi come un ningia nel nostro di notte, spesso ce la ritroviamo in mezzo al lettone che dormee non ci siamo accorti di niente..Premetto che è molto attaccata a tutta la famiglia, talmente tanto che ha deciso che vuole sposare il fratello così rimaniamo sempre tutti e 4 insieme e da grande non deve andare via (anche se gli ho spiegato che noi ci saremo sempre e non è obbligata ad andarsene se non vuole)… in generale non ha problemi col distacco è andata al nido a 15 mesi entusiasta e ama moltissimo la scuola, sta volentieri con la baby Sitter, se vengono i cuginetti dorme da sola con loro, a casa invece non è autonoma chiede sempre di essere imboccata o di giocare insieme, sa giocare bene da sola o col fratellino ma ogni 2 ore ritorna con la lagna di giocare insieme. Anche il fratellino non si addormentada solo ma necessita di toccarmi i capelli e stare viso a viso in più si sveglia tre volte a notte per bere ancora il latte col biberon. Le sarai grata se potesse dirmi come fare per aiutare mia figlia a vivere meglio la fase dell’ addormentamento. Grazie Elisabetta

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Elisabetta,
            direi che prima dell’addormentamento, lei dovrebbe rivedere lo stile di attaccamento che sua figlia ha sviluppato verso voi genitori. La fantasia di sposare il fratellino (così si potrà stare tutti insieme), indica che non è avvenuta una separazione psicologica di sua figlia come individuo che vive in un contesto famigliare, mi pare che lo stile di attaccamento, le fa credere che lei (insieme a voi) sia il contesto famigliare. Io porrei maggiormente attenzione al tipo di relazione che intrattiene con voi genitori, cercando di capire come lei vi percepisce (e se accetta) che voi siate una coppia.

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

    • Buonasera Dottore, sono disperata
      Ho un bimbo di 7 anni e mezzo e da qualche mese non dorme più nella sua camera ma è con noi nel letto. Ho parlato con lui e mi dice di avere paura di rimanere sveglio mentre tutti noi dormiamo. E la sua è una vera paura e abbiamo anche cercato di incoraggiarlo proponendo anche dei premi per lui molto importanti ma non riesce proprio. Nel suo viso si legge il terrore. Come possiamo aiutarlo? Grazie

      • Gent.le Antonella,
        mi dovrebbe dire se fino ai 7 anni suo figlio dormiva senza problemi, e se questa cosa si è presentata improvvisamente.

        Cordiali Saluti
        dr. Mattioli

    • Genitori disperati! Aurora ha 5 anni. Sempre dormito in cameretta col fratello di 3. Due letti singoli uniti. Da 3 mesi urla come la stessimo uccidendo ma DEVE dormire con uno di noi. Abbiamo provato a ‘ignorarla’ ma urla tutta la notte (pianti inconsolabili finché non cediamo…a volte dalle 23 alle 5!). Dice che ha paura ma non spiega di cosa. Non vuole stare col fratello. Abbiamo provato anche una stanza da sola ma peggio che andar di notte! Ogni mattina si sveglia e dice ‘stasera dormo con Elia’ ripetendolo più volte al giorno poi, quando arriva sera inizia a ritrattare. A volte riusciamo ad addormentarla nel suo letto ma dopo un paio d’ore inizia il supplizio. Le abbiamo tolto giochi, tv, vestiti delle principesse e varie cose x ‘punirla’ ma tutto inutile. Dorme con uno di noi e deve sempre tenere la ‘situazione sotto controllo’ toccandoci con la punta del piede perché se non ci sente più urla. Siamo due turnisti e abbiamo bisogno di dormire e oltre a noi anche il fratello e soprattutto lei che, x colpa del ‘dover controllare che ci siamo’ alla fine non dorme nulla! Consigli?

      • Gent.le Serena,
        credo che lei abbia bisogno di consigli urgenti e che risolvano subito la situazione, ma non so se sarà possibile. Una via da intraprendere, è capire se questo cambio improvviso sia dovuto a qualcosa di traumatico che è accaduto a sua figlia, o se invece, è il frutto di una situazione latente, ma che covava da tempo. Il dialogo tra voi genitori potrebbe essere il primo modo per cercare di capire questo, ma la dove vedesse l’impossibilità di trovare un qualsiasi elemento utile, vi consiglio di prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta dell’infanzia della vostra zona.

        Cordiali Saluti
        dr. Mattioli

  2. come posso iniziare ad abituare mia figlia a dormire da sola per non avere in futuro questo tipo di problema… lei ha 4 mesi e non vuole dormire da sola se io mi allontano lei se ne accorge e si sveglia subito…

    • Gent.le Luna,
      da quello che lei dice mi sembra che sua figlia esprima il bisogno di mantenere la continuità nel contatto con lei, tant’è che nel momento in cui avviene il distacco mi sembra di aver capito che sua figlia si risveglia ricercando la sua presenza. Se le cose stanno cosi (ovvero che sua figlia si addormenta all’interno del contatto con lei) e’ importante tenere in considerazione che questo bisogno di continuità e’ bene che possa essere soddisfatto, come e’ bene che lei tenga in considerazione la sua idea di separazione che sta affrontando. In questo senso allargherei il discorso e passerei dal “come posso iniziare ad abituare mia figlia….” al come potete fare, nel senso che credo che questo argomento dovrebbe diventare il centro di attenuazione non solo suo ma anche del papà. Ritengo che sia importante che come coppia possiate sviluppare un vostro punto di vista sulla situazione e che insieme decidiate delle “modalità” da iniziare a mettere in atto.

      Cordiali Saluti

      dott. Mattioli

    • Buongiorno!la mia bimba di 9anni nn vuole dormire da sola ci prova ma nn prende sonno e si addormenta poi si sveglia durante la notte.
      Lei mi dice che ha paura nn sa di cosa di preciso …dei rumori e mi dice che si sente più tranquilla con uno di noi vicino .
      Lei soffre molto della gelosia della sorella, che ora ha 6anni ed è più sicura,da quando è nata lei le cose sono un po’ cambiate io nn so più cosa fare ma per se stessa mi può dare qualche consiglio?se insistere o lasciare che le cose avvengano anche se anche per me nn facile sono tre bimbe di 3 6 9anni

      • Gent.le Caterina,
        mi dovrebbe dire se le 3 bambine dormono comunque tutte nella stessa cameretta, o se invece dormono divise…… in quest’ultimo caso, mi può dire com’è la distribuzione nelle stanze?

        Cordiali Saluti
        dr. Mattioli

  3. Gent.mo Dottor Mattioli,
    mia moglie ed io abbiamo una bravissima bambina di 7 anni e mezzo di nome Asia che ha difficoltà ad andare a letto ed addormentarsi da sola e durante la notte ha frequenti risvegli a seguito dei quali ci raggiunge in camera da letto piangente. 1 anno fa è arrivata la sorellina Aurora che dorme in camera con noi nel suo lettino ma il problema di Asia è di vecchia data: durante i primi anni non abbiamo avuto alcun problema ma poi verso i 3/4 anni, dopo averle concesso di dormire un periodo con noi a seguito di una serie di bronchiti e influenze, non siamo stati più in grado di tornare alla normalità ma da alcuni mesi la situazione è peggiorata perché se fino a quel momento sembravano più “capricci”, da alcuni mesi sono affiorate vere e proprie paure. Dopo esserci confrontati Asia ci ha spiegato di temere i Vampiri e che questa paura deriva da un telefilm per ragazzini apparentemente innoquo che ha visto in televisione e che noi non abbiamo saputo “inquadrare”. La situazione oggi è che nonostante il confronto continuo e le rassicurazioni il problema sembra lontano da una soluzione.
    Pertanto le sarei grato se volesse suggerirci alcuni consigli in merito.
    La ringrazio anticipatamente.

    Davide

    • Gent.le Davide,
      da quello che mi ha raccontato la prima cosa che farei e’ quella di cercare di capire se Asia quando vuole venire nel lettone sta cercando maggiormente le rassicurazioni della mamma del papà o di entrambi? Una volta individuato chi per vostra figlia e’ maggiormente rassicurante in quella situazione (uno di voi o anche entrambi) affiderei a lui il compito di parlare con Asia e le chiederei se c’è qualche situazione che la preoccupa a scuola o comunque in una situazione fuori di casa, oppure se c’è qualcosa che la preoccupa dentro casa. Il collegamento che gli proporrei e’ quello di dirle “ma guarda pensavamo forse che se hai questa paura dei vampiri magari c’è qualcosa che ti preoccupa ecc……”

      Cordiali Saluti

      dott. Mattioli

  4. Gent.mo Dottor Mattioli,
    volevo ringraziarla per la sua grande disponibilità. Abbiamo già da tempo appurato che la figura di riferimento più importante per Asia in questa fase è senza dubbio la madre la quale ha proprio stasera chiesto alla bimba di “andare oltre” la paura specifica dei Vampiri e la sua risposta è stata che la sua paura è quella di morire! O di essere portata via! Lontano da noi…
    In seguito cercheremo senz’altro di chiederle di illustrarci se vi sono state situazioni eventualmente traumatiche in ambiente scolastico piuttosto che a casa o se dette paure siano ancora il frutto della visione di programmi televisivi inadatti o legati alla perdita della nonna materna avvenuta 3 anni e mezzo or sono.
    Un ultima considerazione a nostro parere meriterebbe la possibilità di un trauma legato al parto: Asia è nata infatti con taglio cesareo dopo oltre 14 ore di travaglio in presenza di sofferenza fetale. Secondo lei potrebbe esserci un nesso?
    Ad ogni modo mi rendo conto che a questo punto l’argomento richieda maggior approfondimento pertanto non mi sento di approfittare oltre modo della sua gentilezza. Le chiederei tuttavia un’ultima indicazione per poter indirizzare l’analisi verso una più precisa direzione.
    Ancora un grandissimo ringraziamento
    Davide

  5. P.S. mi perdoni però ritengo necessaria un ulteriore integrazione per meglio illustrarle il quadro: Asia ha difficoltà (paura) anche ad andare da sola in altre stanze della casa(in particolare in bagno) durante le ore serali e richiede la presenza di qualcuno (preferibilmente la mamma) che la accompagni.
    Le rinnovo i più sentiti ringraziamenti.
    Davide

    • Gent.le Davide,
      le paure dei bambini sono una normale esperienza psicologica che li aiutano ad orientarsi nel mondo e nelle relazioni, quindi il problema delle cause deve essere sempre affrontato all’interno della doppia possibilità normalità/problematicità. L’ipotesi di una causalità dovuta ad una sofferenza nel parto potrebbe essere un elemento da tenere in considerazione anche se però sarebbe un elemento di difficile aiuto all’interno di un normale contesto educativo (sono elementi che possono essere utili a quei clinici che lavorano con la memoria implicita e la comunicazione non verbale). Da quello che mi ha aggiunto credo che sarebbe di grande utilità rimanere su ciò che Asia vi ha comunicato, ovvero il suo timore di essere portata via che tradotto nel linguaggio dei bambini potrebbe anche essere l’equivalente della paura di morire. Se si sta su questa possibile equivalenza e’ evidente che Asia sembra essere particolarmente impaurita da un timore riguardante una possibile separazione da voi. In questo senso potrebbe essere utile considerare tra di voi (genitori) quali sono le fatiche che Asia puo’ avere nello sviluppare una certa indipendenza in alcuni degli aspetti del quotidiano della vostra vita famigliare e una volta identificati andrebbe sostenuta nella sua indipendenza e capacità di “poter fare da sola”. Non andrebbe comunque trascurata la possibilità che un evento luttuoso come la perdita della nonna non possa avere avuto un certo impatto nel suo mondo interno (sopratutto se questa perdita e’ stata difficile da affrontare da parte della mamma e del contesto famigliare stesso).

      Cordiali Saluti

      dott. Mattioli

  6. Gent.mo dottor Mattioli,
    dai suoi scritti mia moglie ed io abbiamo tratto utili spunti di riflessione.
    La ringraziamo infinitamente di tutto e le facciamo i migliori auguri.

    Davide e Ambra

    • Francesca De Angelis
      Francesca De Angelis

      Buona sera,
      Ho letto il “problema” di Asia a stare/dormire da sola, mia figlia ha esattamente le stesse paure, probabilmente in seguito all’entrata di ladri in casa, mi potreste dire come avete risolto, se avete risolto?
      Grazie
      Francesca

      • Gent.le Francesca,
        nel caso lei volesse una risposta da me, le chiedo cortesemente di scrivere la situazione di difficoltà che sta vievendo sua figlia.

        Cordiali Saluti
        dr. Mattioli

  7. Mia figlia ha 18 mesi e da quasi un mese da un giorno all’altro non dorme più col ciuccio.. Non lo chiede più fortunatamente. Vorrei abituarla ad addormentarsi da sola nel lettino. Dorme tutta la notte ma forse ha orari sbagliati.. Si addormenta alle 23.30/00 e si sveglia alle 12 del giorno dopo! Come posso abituarla a dormire da sola? Per addormentarla ci metto circa 2 ore.. Andiamo nel lettino, gioco insieme a lei, facciamo l’appello dei parenti, le do il latte, su e giu da sotto le coperte.. Alla fine tante volte sfinita devo prenderla in braccio e dopo se ho fortuna si addormenta poco dopo e lq metto nel lettino dove sta tutta la notte.. Cosa mi consiglia di fare per abituarla a dormire da sola? Oltretutto le ho messo da pochi giorni i sui peluche ma niente.. Grazie

    • Gent.le Sig.ra,
      per poterle dire qualcosa avrei bisogno di sapere dove sua figlia ha dormito fin’ora (nel lettone con mamma e papà’ o cos’altro?), e avrei anche bisogno di sapere come sua figlia usava il ciuccio (solo per addormentarsi, lo teneva tutta la notte o lo usava anche durante il giorno?).

      Cordiali Saluti

      dott. Mattioli

  8. Salve dottore,sono una madre di un bimbo di quasi 8 anni che ha paura di dormire nel suo letto.ha molto spesso dormito nel nostro letto ma non aveva difficoltà a dormire nel suo anche se effettivamente dovevo farlo addormentare sdraiandomi accanto a lui.
    Ora la cosa è preoccupante,io sono incinta di 4 mesi, lui dice di aver paura dei vampiri(stesso telefilm dell’altra bimba)anche se ha sempre visto scooby dooh e affini senza risentirne.
    Lui mi dice anche che quando avrò partorito poi io non potrò più stre con lui allo stesso modo e vuole approfittarne ora.
    Per ora gli leggo le favole della buona notte,lui si addormenta ma quando si sveglia solo nella sua camera viene da noi nel lettone,tant’è che a volte siamo noi ad andarcene.
    Come posso fare per ridurre l’ansia del mio bimbo?

    PS:il mio bimbo è affetto da ADHD.

    • Gent.le Sig.ra, innanzi tutto cercherei di capire come mai suo figlio nonostante non facesse fatica a dormire da solo “comunque” aveva bisogno di lei per addormentarsi e comunque veniva nel lettone. Queste cose gliele può chiedere direttamente, gli può chiedere “cosa ne pensa lui”, qual’e’ la sua opinione. La mia impressione e’ che abbia delle difficoltà nelle separazioni (nello staccarsi dal mondo del giorno per andare in quello della notte) oppure può essere preoccupato a cosa dovrà lasciare con l’arrivo del fratellino o sorellina. Non credo che sia utile che quando si sveglia voi dobbiate abbandonare il vostro letto per lasciarlo a lui, in questo senso sarebbe fondamentale sapere cosa ne pensa il papà della situazione, e quali sono le sue idee in proposito (nel senso di capire come interverrebbe lui).
      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  9. Gent.mo Dott. Mattioli, sono mamma di una bambina di 7 anni che già appena nata avendo problemi di reflusso non dormiva di notte e così abbiamo optato x mettere il lettino nella nostra camera.
    In questi anni non siamo più riusciti a spostarla nella sua camera x tanti motivi, camere troppo lontane una dall’altra e sinceramente una comodità mia di averla vicino nel caso si svegliava durante la notte. Così si addormenta con me in camera, ma lei nel suo letto ed io nel mio mentre leggo.
    Ora fra qualche mese dovremmo cambiare casa, dove le due camere da letto saranno vicino e non ci saranno più scuse. Nonostante la gioia di una cameretta nuova mia figlia ha paura di addormentarsi da sola e parlandone con lei dice che la sua paura risale a una sera che ha sentito s. Lucia che suonava il campanello e lei era in camera da sola e ha provato molta paura. Naturalmente l’ho rassicurata su s. Lucia, ma naturalmente non è una casa automatica. Lei crede che con pazienza e anche imponendomi un po’ riesca a convincerla ad addormentarsi da sola già da ora x essere pronti nella nuova casa o devo stare con lei finchè si addormenta e poi, avvisandola prima, uscire dalla camera. Mia figlia non ha mai avuto nessun problema a lasciare il ciuccio già da piccola, è una bimba un pochino introversa, ma anche i maestri di scuola la definiscono autonoma e socievole con bambini e adulti.
    La ringrazio anticipatamente del suo interessamento.
    Federica

    • Gent.le Federica, ci sarebbero alcune cose da approfondire, ad esempio sarebbe importante sapere cosa fa il papà mentre lei legge e sua figlia si addormenta nel suo lettino. Oppure sarebbe anche interessante capire perché sua figlia associa S.Lucia che suona il campanello e lei che era in camera da sola (era un sogno? C’è qualche attinenza con fatti accaduti nella realtà? Oppure è una fantasia?). Per cercare di darle un indicazione rispetto al suo quesito, direi che per capire se è il caso di provare a fare dormire sua figlia da sola adesso che siete nella casa vecchia, oppure attendere l’arrivo nella casa nuova, credo sia importante capire se è cambiato qualcosa nelle premesse che lei mi ha fatto. Direi che potrebbe tentare di rispondere alle domande che le lascio: perché oggi provare a far dormire sua figlia da sola dato che le stanze rimangono ancora distanti? Oppure non le e’ più comodo avere sua figlia vicina nell’ipotesi di un suo risveglio notturno? Se non trova nessuna risposta soddisfacente ai quesiti che le ho posto, credo che potrebbe attendere lo spostamento nella casa nuova e sfruttare il cambiamento di casa anche per operare questo cambiamento nelle vostre abitudini nel dormire. Tenga conto che quando chiederà a sua figlia di dormire da sola nella sua cameretta, implicitamente le sta chiedendo di essere più grande e più autonoma, e nel caso in cui le paure rispetto a S.Lucia fossero ancora presenti, ciò significherebbe che lei le sta chiedendo di farsi carico di queste paure.
      Nel caso necessiti di alcuni approfondimenti mi scriva tranquillamente.

      Cordiali Saluti

      dr. Mattioli

      • Salve dottore le scrivo per dirle che ho una bimba di 9 anni che non riesce più a dormire da sola nel suo lettino….dopo che una compagnietta più grande di lei le ha fatto vedere un personaggio su youtube chiamato slendermen. …il problema è che prima dormiva da sola adesso non ci riesce più. …può dirmi cortesemente come mi devo comportare anche perché è figlia unica…..sua mamma sta provando di tutto non ottenendo nessun risultato mi aiuti a capire cosa devo fare per favore ….la situazione è diventata pesante che mi consiglia …a

        • Gent.le Giuseppe,
          sarò lieto di risponderle dopo il 14 settembre al rientro dalle vacanze.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  10. Grazie Dr.Mattioli per la sua risposta.
    In realtà mi sarebbe piaciuto iniziare già da ora che mia figlia si abituasse ad addormentarsi da sola anche se nella camera matrimoniale.
    In ogni caso ho cercato di approfondire le sue paure, rassicurandola su fatti accaduti in passato a lei e da racconti riportati da conoscenti.
    Credo che aspetterò il traslocco, coinvolgendo la bambina nella realizzazzione della sua cameretta nella speranza che cresca in lei un po’ di autonomia.
    Mi auguri buona fortuna.
    Cordiali saluti
    Federica

    • Gent.le Federica, le auguro sicuramente buona fortuna…..credo anche che sia una buona idea quella di coinvolgere sua figlia nella realizzazione della sua cameretta; nell’idea di favorire un suo processo di crescita, credo che lei insieme al papà di sua figlia potreste mettere attenzione a quelli che possono essere dei comportamenti o atteggiamenti che presuppongono una dipendenza da voi, su questi potreste sicuramente cercare da subito di favorire una sorta di sganciamento, di solito questo ha degli effetti positivi sull’autostima dei bambini.

      Cordiali Saluti

      dr. Mattioli

  11. Gentile dottore,
    mia figlia di 7 anni e mezzo da quando è ricominciata la scuola non vuole andare a dormire, temporeggia, trova scuse e si alza diverse volte. Stasera poi, dopo che l’ho accompagnata a letto, è scoppiata a piangere dicendo che non vuole dormire perché le manco io di notte. Capisco l’ansia per il ritorno a scuola, nonostante lei sia bravissima e le piaccia studiare, ma ho l’impressione che la situazione sfugga al mio controllo, peggiorando un giorno dopo l’altro. Mio marito, sia detto per inciso, all’ora di mettere la bambina a dormire è sempre davanti alla tv o al computer, insomma non partecipa, oppure a volte fa il turno di notte per cui non è proprio presente. Il mio timore è che dietro le paure di mia figlia si nascondano insicurezze più profonde.

    • Gent.le Caterina,
      da quello che mi scrive io metterei l’attenzione su quello che sua figlia le ha detto, ovvero che le manca la mamma di notte….. Ecco cosa vuol dire questo…..la mamma le manca per colmare delle paure o cos’altro????? Le è già capitato anche gli anni scorsi??

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  12. Ho una bimba di otto anni che si addormenta nel suo letto senza troppe difficoltà ma durante la notte si sveglia e trasloca nel lettone, preferibilmente in mezzo a noi genitori. Ho provato a riaccompagnarla nel suo letto ma comincia a piangere a squarciagola, svegliando anche il fratello più piccolo (che dorme nel proprio letto nella stessa camera). Le prende talmente il nervoso che non si riaddormenta assolutamente. Fino a un anno e mezzo la bambina dormiva nel suo letto poi è stata ricoverata per un paio di giorni in ospedale per una infezione alle vie urinarie e da lì è iniziata la sua “dipendenza”. Lei dice che ha paura del cavallo senza testa di un cartone animato (My little pony) apparentemente innocuo, oppure dice dei vampiri… Penso anche che non siamo molto d’accordo, con il padre, sul metodo. Lui tende a sopportare le incursioni, io vorrei invece trovare subito una soluzione. Quando lui non c’è (fa un lavoro che lo vede via molto spesso anche la sera dopo cena) lei è molto più brava anche ad addormentarsi e durante il suo trasloco notturno tende a cercare lui perché sa che io non approvo. Aiuto!

    • Gente.le Annalisa,
      le scrivo le cose che non mi sono chiare…..mi pare di capire che dopo l’anno e mezzo (dopo il ricovero) sua figlia ha iniziato ad avere problemi con il sonno, per cui possiamo dire che da circa sei anni sua figlia ha queste problematiche? Potrebbe anche dirmi qual’e l’età del fratellino?
      Mi faccia sapere….

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  13. Spero qualcuno possa rispodere a questo mio quesito.
    Il problema è il contrario di quanto si parla qui.
    Mi spiego meglio: mia sorella ha due figli di 2 anni e 4 anni e lei continua spesissimo a venire a casa dei suoi genitori per dormire. Nonostante abbia casa con suo marito e nonostante sia casalinga, continua di frequente a passare intere settimane a casa dei genitori. La figlia pià piccola, 2 anni, in questi 2 anni avrà passato si e no 20 giorni a casa sua in tutto.
    Il problema vero è che i genitori (quindi i nonni dei bambini) la assecondano e anche il marito.
    Credo che in fondo mia sorella non voglia di fatto rendersi realmente indipendente dalla madre.
    Potete darmi dei consigli ? Che tipo di problema psicologico è “in atto” ?
    Quale ripercussioni possono avere i figli ?
    Considerate che quando dormono dai nonni, dormono tutti in una unica stanza, cioè madre, padre e le due figlie.
    Grazie a tutti

    • Gent.le Signore,
      sicuramente ci sarebbero molte cose da dire sulla situazione che ha descritto, ma d’altra parte (sembra) che per la famiglia di sua sorella le cose vanno bene così. Perché io le possa dire qualcosa in merito, dovrebbe specificare in che modo la situazione che ha descritto diventa un problema per lei.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Innanzitutto grazie per la risposta.
        Cercherò di dare maggiori informazioni, farà un elenco così da dare maggiore ordine a quanto scrivo
        1) Mia sorella, 41 anni, sta tranquilla e serena solo a casa dei genitori
        2) Quando è a casa dei genitori (negli ultimi 3 anni direi circa 350 giorni all’anno) non cucina mai e raramente si occupa delle cose della casa.
        3) Nei pochi giorni in cui è invece a casa sua con la famiglia, trova delle scuse per tornare quanto prima a casa dei genitori, scuse anche molto banali.
        4) I nonni accettano tutto, non le hanno mai chiesto per quale motivo continua a stare in casa da loro
        5) E’ capitato che le bambine, dopo che erano state 2-3 giorni a casa loro e che quindi iniziavano ad abituarsi a stare a casa e a riconoscere la casa come casa loro, non volessero tornare a casa dei nonni, nel senso che comunque volevano dormire a casa loro, non in quella dei nonni. Nonostante questo la madre li ha “forzati” (nel senso che la madre ha trovato una scusa banale) a tornare a casa dei nonni.
        6) Il marito accetta qualsiasi decisione delle moglie, non esprimendo mai la sua opinione e non affrontando mai la questione.
        7) Per la casa di mia sorella sono stati spesi molti soldi ed è una casa molto più moderna di quella dei nonni. Ci sono tutti i comfort, tutto funziona molto bene, c’è un grande televisore, c’è tutto. Eppure lei preferisce stare a casa dei genitori, domendo con la sua famiglia in una unica e piccola camera da letto.
        8) Lei non dice mai chiaramente “Oggi mi fermo qui per 20 giorni”. Ma trova piccole scuse per farlo, perché probabilmente anche lei si rende conto che non è tanto normale abitare tutti a casa dei nonni e il fatto di trovare una scusa la “tranquillizza”. Una sorta di “mentire agli altri e a se stessa”. Un esempio di scuisa: “Oggi siamo stati a cena fuori, i bambini sono stanchissimi, rimaniamo a casa vostra”

        Sono un po’ preoccupata per i figli perché non so quali ripercussioni psicologiche possono avere con una madre che non si occupa delle cose della casa e che di fatto continua a fare la figlia, pur avendo generato due bambine. C’è quindi quesa figura della nonna che, pur non essendo una persona invadente, si sostiuisce in larga parte a questioni come pulizia della casa, cucinare, fare il bucato. E la figlia che, pur casalinga, preferisce stare dai nonni delle piccole, evitando di occuparsi di una serire di cose normali di cui tutte le madri si occupano.
        C’è un evidente disagio nello stare nella sua casa con le sue piccole: anche quando la sua famiglia dorme nella casa con tutti comfort, mia sorella passa quasi tutto il giorno con i nonni delle piccole.

        Grazie per l’attenzione.

      • Anche mia figlia da quando è iniziata la pandemia non vuole dormire più solo con la sorella in cameretta ma dobbiamo sederci e aspettare che si addormenti prima lei altrimenti inizia con un pianto infinito. Come possiamo fare?

        • Gent.le Angela, evidentemente il clima collettivo spaventa sua figlia……avete provato a parlare di quello che sua figlia pensa di quello che sta succedendo, ha delle idee in proposito? Forse queso potrebbe aiutarla a razionalizzare i sentimenti che le impediscono di dormire.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  14. Per “nonni delle piccole” si intendono, ed è scontato, i genitori di mia sorella, ma in particolare della madre.
    Quasi sempre, inoltre, vannno tutti quanti in vacanza insieme, continuando a perpetrare questa situazione di onniupresenza dei nonni (in particolare della nonna che si occupa di tutto).
    Sembra come se mia sorella stesse bene solo dove e quando non è da sola a gesture autonomamente la propria famiglia.
    Noto inoltre che la situazione si aggrava di mese in mese. Le scuse per stare a casa dei nonni sono sempre più banali. Quali problemi psicologici ci sono dietro questo ?
    Stare per conto loro è diventato un evento rarissimo e sempre più breve, al massimo 2 o 3 giorni di seguito..ma anche durante questi 3 giorni non stanno quasi mai dentro casa loro, ma in quella dei nonni.
    La casa loro non può essere solo un dormitorio ma andrebbe vissuta…e invece manca completamente questo aspetto. Quin, anche quando dormono a casa loro, i genitori delle piccole passano gran parte della giornata fuori casa. Che io ricordi a memoria, negli utlimi 2 anni la sera non sono mai stati per conto loro a casa loro, ma sempre a casa dei nonni. Quindi non c’è mai stato un quadretto familiare “normale” serale, in cui per esempio tutti vedono insieme la televisione.

    • Gent.le Patrizia,
      ciò che descrive sembrerebbe un quadro di non separazione, dove le distinzioni tra sua sorella come figlia e sua sorella come mamma si sfumano in un ottica di famiglia allargata (in cui i nonni sembrano essere una parte costitutiva della famiglia). Ciò che colpisce è che questa situazione sembrerebbe andare bene un po’ a tutti (forse ai figli no), tranne che a lei, che mi pare sembra essere preoccupata. In questo senso non so se è casuale, ma quando parla dei nonni lo fa in terza persona, quasi che i nonni non fossero anche i “suoi genitori”…….. Credo che lei come figlia dovrebbe essere nella situazione migliore per capire come mai non avviene quella che dovrebbe essere una “normale” separazione fisiologica…….

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  15. Salve,sono la mamma di due bambine una di 9 anni e una di 4 con le quali ho dormito nella stessa camera fino ad un mese fa.Adesso poichè la piccola non dorme più nella culla,io mi sono trasferita nella mia camera e da circa due settimane la grande ha risvegli notturni con crisi di panico e mi dice di voler dormire con me perchè ha paura dei ladri…spesso viene nel lettone, ma il problema è che anche se sto con lei fino al momento in cui si addormenta non appena mi muovo si agita e urlando dice di non farcela a dormire da sola…che devo fare?Grazie.

    • Gent.le Simona,
      non ho capito cosa intende quando dice che la piccola (di 4 ann) non dorme più nella culla. Le chiedo questa specifica perché questo particolare mi sembra rilevante per una possibile risposta che le potrei dare.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Buona sera, avrei bisogno di un consiglio per poter aiutare mia figlia di 10 anni. Il problema è che nn riesce a dormire da sola, e se si addormenta con me vicino si sveglia in preda al panico perché nn è nella nostra camera ..inoltre sta perdendo la
        Sicurezza in se stessa avendo paura di andare da una stanza all’altra se c’è un po’ di buoi… pur essendo noi sempre in casa. Fin da neonata nn ha mai dormito da sola…il mio compagno lavorava sempre di sera e per coccole comodità Mia ha sempre dormito assieme a noi..con l’arrivo della sorella di 4anni più piccola la situazione nn è cambiata..la sorellina più piccola più autonoma e indipendente dorme da sola..Mia invece continua a voler dormire nel lettone…il problema è peggiorato da quando ho iniziato pure io a lavorare di sera..in questo modo una settimana la sera ci sono io e una settimana c’è il mio compagno ..prima sembrava che la paura fosse dovuta al letto a castello..allora l’abbiamo modificato creando un
        Altro letto matrimoniale X Mia e X la sorella…quando sono a casa io mi distendo con lei e le faccio addormentare poi piano piano mi allontano .. la piccola dorme tutta la notte la grande si sveglia e trasloca nel lettone.. quanto io lavoro invece …il mio compagno manco ci prova a fArla dormire nel
        Suo letto quindi ogni settimana devo riiniziare da capo..inoltre da un paio di gg ha delle crisi di pianto fortissime per paura di andare da sola
        In camera in bagno in cucina …spero mi possa dare un consiglio perché l’unica alternativa che vedo e’ quella di esser più presenta e di cambiar lavoro..la ringrazio anticipatamente
        X la sua attenzione Daniela

        • Gent.le Daniela,
          quando mi dice che sua figlia non ha mai dormito da sola “per coccole e comodità”, il problema da porsi è come mai voi genitori non avete avuto l’esigenza di operare una separazione. Le angosce di cui mi racconta, possono essere spiegate dal conflitto che si genera tra una crescita già avvenuta (i 10 anni) e la non separazione psicologica (che ha mantenuto sua figlia in uno stato di dipendenza da contatto). Il primo passo da fare è quello di verificare se voi genitori riconoscete in voi una capacità di separazione/differenziazione da vostra figlia, o se invece vi sentite impreparati di fronte a questo compito evolutivo.
          Se vuole mi faccia pure sapere….

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

          • Buona sera dottore..la ringrazio X la sua risposta..ed effettivamente è vero..avendo sempre poco tempo a disposizione da passare con le bambine abbiamo ceduto facilmente alla difficoltà che trovava Mia a staccarsi da noi..adesso mi rendo conto che questo errore le sta creando grandi paure e insicurezze.. inoltre quasi mai io e il mio compagno siamo presenti assieme al momento della nanna a causa dei nostri lavori…e quindi al momento nn ci sembrava di toglie qualcosa alla coppia..da quando le ho scritto ogni sera si addormenta con la sorella e con me nel suo letto..le parlo tanto e le ho spiegato che poi io andrò a dormire nel mio letto e che se si svegliara’ e nn riuscira’ più a riaddormentarsi, che mi chiami ma che andrò io da lei. ( al momento mi chiama 5 volte a notte, vado da lei la rassicurò e si riaddormenta, la mattina poi però nn ha ricordo). Ne abbiamo parlato anche con il mio compagno e siamo concordi nella strada da seguire..spero di aver preso la strada giusta e che se con un po’ di difficoltà e qualche ora in meno di sonno di far trovare a Mia sicurezza e serenità ..La ringrazio ancora per la sua disponibilità e per il suo aiuto..a presto Daniela

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Mi sembra una buona strada da seguire….
            Buona giornata

            dr. Mattioli

          • Buona sera dottore…sono passati alcuni mesi in cui credevo di aver fatto effettivamente dei progressi (Mia si addormentava con me ma solo seduta alla fine del letto, ha dormito a casa di un amichetta, quando si sveglia si rigirava e prendeva sonno e poi il giorno dopo me lo raccontava molto orgogliosa ..).. ma da un paio di giorni a questa parte è ritornata a far capolino nella nostra camera..ho provato a riaccompagnarla nella sua camera e a distendermi vicino a lei ma sembra proprio un capriccio per voler stare nel nostro letto..si sforza di nn dormir di sbuffare fino ad arrivare a piangere..se me ne vado poi è una vera e’ proprio crisi di pianto.. ho la convinzione di sbagliare ma nn so dove e nn so come rimediare ..la ringrazio daniela

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Daniela, mi pare che il perno di quello che lei scrive sta nella sua osservazione in cui sua figlia “si sforza di non dormire di sbuffare fino ad arrivare a piangere”….ora può essere che i significati latenti di questo comportamento non possano essere accessibili a voi genitori perché evidentemente questo comportamento è rivolto a voi….mi sono riletto i messaggi che mi ha mandato un po’ di tempo fa, e credo che la cosa più corretta da fare, sia quella che voi contattiate uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia-adolescenza della vostra zona, per far fare una valutazione della situazione, e con il suo aiuto capire come operare una separazione psicologica che per sua figlia sembra particolarmente difficile.

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  16. Gent.mo dottore,in merito alla sua richiesta cercherò di essere più chiara. La bimba di 9 anni ha da dormito nella sua culla ma nella nostra camera fino a quando,dopo 4 dalla nascita della seconda,non entrandoci più tutti in una camera,io e mio marito abbiamo pensato che per non creare gelosie sarebbe stato meglio trasferire tutte e due le bimbe nella loro cameretta.Ma poiché la piccola durante la notte spesso piangeva perché tra l’ altro allattavo,abbiamo pensato che sarebbe stato meglio che io mi trasferirsi nella loro cameretta.Adesso la piccola ,dopo sua richiesta,è passata dalla culla al lettino e io ovviamente sono ritornata in camera mia….Dopo parecchi giorni la grande ha iniziato con i problemi già descrittigli.Grazie,cordiali saluti…

  17. 13 ottobre 2015 – 15:23 Rispondi
    Gent.mo dottore,in merito alla sua richiesta cercherò di essere più chiara. La bimba di 9 anni ha da sempre dormito nella sua culla ma nella nostra camera fino a quando,dopo 4 mesi dalla nascita della seconda,non entrandoci più tutti in una camera,io e mio marito abbiamo pensato che per non creare gelosie sarebbe stato meglio trasferire tutte e due le bimbe nella loro cameretta.Ma poiché la piccola durante la notte spesso piangeva perché tra l’ altro allattavo,abbiamo pensato che sarebbe stato meglio che io mi trasferissi nella loro cameretta.Adesso la piccola ,dopo sua richiesta,è passata dalla culla al lettino e io ovviamente sono ritornata in camera mia….Dopo una vacanza all’insegna del mare e della montagna per farle rilassare, la grande ha iniziato con i problemi già descrittigli.Grazie,cordiali saluti…

    • Gent.le Simona, le devo dire che non ho ancora ben capito a cosa si riferisce quando dice culla, le dico questo perché per me la culla è quella che si usa fino ai 6 mesi circa, ma forse è solo una questione di termini. Detto questo mi pare di capire che la figlia grande abbia dormito nella camera con voi almeno fino al quinto anno di età. Se le cose stanno così si dovrebbe indagare il motivo che ha spinto voi genitori a tenere vostra figlia nella vostra camera con fino a quest’età (tenga conto che indicativamente dopo l’anno di età i bambini dovrebbero dormire nella loro cameretta). Se le cose sono così come lo ho intese, non sorprende che vostra figlia possa manifestare queste problematiche, dato che non ha compiuto una separazione da voi (intesa nel senso del dormire) prima dell’età che introduce la bambina nella situazione edipica (3-5 anni).
      Se vuole mi faccia pur sapere se ho inteso bene la situazione, e per capire cosa fare, come le ho detto prima, è essenziale partire dalle motivazioni che vi hanno spinto a tenere vostra figlia in camera con voi.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  18. Bouonasera!
    Mia sorella ha 10 anni e nonostante dorma in camera con me (ne ho quasi 23) vuole che la mamma si sieda sulla sedia accanto a lei o che lei le tenga la mano. Non vuole peluches e da qualche giorno teniamo accesa la luce da notte mase si sveglia che la mamma non è lì piange. Le abbiamo chiesto se ha paura di qualcosa ma lei dice di no. Prima, quando io andavo a scuola, saliva in camera anche con me ma adesso vuole solo la mamma. Se si sveglia di notte vuole solo la mamma. Quando andavo a scuola per le 22 salivamo tutti nelle camere. Adesso con la scusa che io al lavoro finisco alle 22, papà fa i turni e nostro fratello gioca a calcio ognuno ha un suo orario. Può darsi che questo cambiamento la abbia turbata? La situazione sta diventando un po’ pesante anche per me.
    Grazie.

    • Gent.le Martina,
      andrebbe chiarito qual’era il grado di autonomia (nel dormire) prima che si manifestassero i problemi che mi ha descritto, mi spiego meglio. Lei ha l’impressione che sua sorella “prima” avrebbe potuto dormire anche da sola, o invece si è sempre appoggiata alla sua presenza? Questo aspetto, credo possa diventare rilevante per capire il perché adesso sua sorella cerchi solo la mamma.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  19. Caro dottore,lei ha ben capito la situazione, anche per quando riguarda la culla…Non c’è un motivo particolare per cui la bambina più grande ha dormito nella nostra camera fino a quasi 5 anni,forse perché avendo aspettato tanti anni prima di concepirla,poi siamo stati troppo apprensivi.Da premettere che spesso stava male e rigurgitava tanto oltretutto ha anche subito un intervento all’ occhio destro all’ età di 3 anni,aveva una grossa cisti che si ingrandiva man mano che lei cresceva!!Adesso nonostante cerchi di rassicurarla e sto con lei fin quando si addormenta, nel giro di tre quarti d’ ora comincia ad urlare e la notte appena trascorsa è venuta nella nostra camera e quando io le ho detto di ritornare nel suo letto,lei si è seduta per terra,sul tappeto.Non so più cosa fare….Grazie.

    • Gent.le Simona,
      viste le cose che sono emerse, credo sia utile che lei possa contattare uno psicologo dell’infanzia della sua zona perché possa fare una valutazione sullo stato dello sviluppo della personalità della bambina. A mio parere questo tipo di valutazione dovrebbe permettere di capire poi qual’e la cosa migliore da fare.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  20. Grazie di tutto,provvedero’ quanto prima.

  21. Caro Dottore, sono il papà di un Bambina di 9 anni e di uno di 4 anni . La grande da quando è nato il fratellino e abbiamo creato la stanzetta e’ andata a dormire da sola con molte difficoltà …. Per esempio ripete sempre le stesse cose nel letto dicendo Buona notte , sogni d’oro , mi vuoi bene cerca sicurezze che giornalamenete noi ci sforziamo di dargli poi capita che la faccio dormire con mia moglie ….. In questi giorni siamo esasperati, mentre è a letto va di continuo al bagno per lavarsi le mani e fare la Pipì da esaurimento ma se dorme con la Mamma tutto questo non accade….. Stiamo provando con le buone e con le cattive( punizioni) .lei dice che non trova sonno e piange anzi inizia sin dal pomeriggio a chiedermi di dormire con la Mamma e il fratellino che tra un po’ manderemo in stanzetta con la sorella. Ho bisogno di consigli per infodere coraggio e sicurezza in mia figlia. Grazie

    • Gent.le Safe,
      perché io le possa dire qualcosa avrei bisogno di sapere “dove” e “come” dormiva vostra figlia prima della nascita del fratellino.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  22. Dormiva con noi , lettino accanto al nostro. grazie

    • Gent.le Safe,
      direi che per iniziare a fare chiarezza si dovrebbe capire quali sono state le motivazioni che vi hanno spinti a far sì che vostra figlia dormisse in camera con voi fino ai 5 anni (se ho inteso bene). Come ho scritto in altri post di risposta ai genitori, facevo notare come intorno all’anno o anno e mezzo di età sarebbe auspicabile che la bambina potesse dormire autonomamente nella propria cameretta.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  23. Gentile Dottore,
    mia figlia di 10 anni da un anno a questa parte ha problemi ad andare a dormire nella sua camera insieme alla sorella più grande. Prima di allora non ha mai avuto problemi nel dormire da sola, anzi, ci andava spontaneamente e di buona volontà. All’improvviso ha cominciato a manifestare dei problemi e da allora la cosa è via via peggiorata. Sappiamo che ha delle paure come i ladri, i poveri, i fantasmi. Lei é consapevole che la cosa non va bene e cerchiamo di parlarle. Purtroppo abitiamo in collina in un posto un po’ isolato e penso che la cosa non aiuti. Di giorno dice di voler provare a dormire nel suo letto e ce lo promette, ma arrivato il momento di andare a letto non ce la fa. Negli ultimi tempi siamo riusciti ad ottenere da lei di farsi portare a letto una volta addormentata, ma se nel frattempo si sveglia ritorna nel nostro letto e non c’è verso di convincerla. Se invece la mettiamo direttamente nel suo letto quando arriva il momento di andare a dormire, non riesce ad addormentarsi nemmeno con la mamma a fianco. Nonostante tutte le nostre rassicurazioni, per dormire necessita di andare nel letto nostro insieme alla mamma (che a volte cinge con il braccio o deve aver accanto sentendo il contatto corporeo). Vorremmo sapere quale sia la migliore strategia da attuare per risolvere il problema che sta diventando pesante, anche per la nostra vita di coppia.
    Cordiali saluti.

    • Gent.le Lorenzo,
      ho capito quali sono il tipo di paure che vostra figlia dice di avere, ma non ho capito che cosa le impedisce di dormire (ad esempio teme che qualcuno possa entrare in casa di notte????). Un altra cosa che sarebbe importante sapere è se vi sembra che vostra figlia stia iniziando ad avere dei cambiamenti corporei che possano (anche se lontanamente) lasciar intendere un inizio di pubertà?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Gentile Dottore,
        teme la comparsa di mostri e soprattutto fantasmi. Anche durante il giorno ha paura ad andare da sola in parti della casa che non siano ben illuminate.
        Come pubertà, già da diversi mesi sta mostrando segni di sviluppo delle ghiandole mammarie. Ha qualche attinenza?

        • Gent.le Lorenzo, da quello che mi ha scritto si potrebbe ipotizzare (e sottolineo ipotizzare) che le paure che sua figlia lamenta, possano avere a che fare con l’inizio dello sviluppo puberale, in questo caso abbastanza precoce. L’inizio di un cambiamento corporeo, potrebbe generare delle paure che come sottofondo potrebbero avere l’idea di “non essere più” la bambina dei propri genitori, da qui avrebbero un senso le manifestazioni di paure legate al tema dell’invasione dell’estraneità, che nel vostro caso potrebbero essere rappresentati dai mostri o dai fantasmi. L’estraneità di cui parlo potrebbe essere rimarcata dal fatto che magari vostra figlia può vedere in Se’ i segni di questo cambiamento, ma non nelle sue coetanee, da qui potrebbe amplificarsi la percezione di una diversità’ come estraneità’. Ovviamente le mie sono solo ipotesi, ma la cosa migliore da fare, potrebbe essere che il genitore che ha più confidenza con vostra figlia, possa affrontare con tatto il tema del cambiamento corporeo, e vedere se questo può essere fonte di preoccupazione.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  24. Ah, la mente umana. Comunque in effetti a volte mi dice: “Papi, voglio rimanere piccola, non voglio crescere”. Significativo.

  25. In ogni caso, visto anche questo ulteriore elemento, gentile Dottore come possiamo fare per uscire da questa situazione?

    • Gent.le Lorenzo, se il tema fosse quello individuato, ciò di cui vostra figlia avrebbe bisogno è un accompagnamento verso l’acquisizione della sua nuova immagine corporea. Solitamente questo passaggio dovrebbe essere sostenuto dal gruppo dei pari, ma se come sembra in questo caso, fossimo di fronte ad un’anticipazione puberale, allora l’azione mediatrice dei genitori (specialmente della mamma) diventa importante, magari raccordandola con i percorsi dell’affettività (sessualita’) che mi sembra siano attivati in diverse scuole primarie in Italia. Nel momento in cui vi accorgeste che ogni tentativo fatto non porta a nessun risultato, allora, sarebbe utile che contattaste uno psicologo della vostra zona specializzato nel lavoro con l’infanzia e l’adolescenza, che potesse supportare voi e vostra figlia nella fase della transizione alla pubertà.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  26. Buon giorno dottore, mia figlia di quasi 2 anni da circa 10 giorni nn vuole saperne di addormentarsi da sola. Premetto che prima di questo periodo non aveva alcun problema in tal senso, facevamo i riti della buona notte (favoletta, breve ninna nanna), poi la mettevo nel suo lettino ancora sveglia, me ne andavo dalla stanza e lei si addormentava senza fare storie. Ora invece appena la poggio nel lettino si rialza in piedi e passano anche 40 minuti/un’ora prima che si rassegni a dormire, la prendo su, la tranquillizzo, la rimetto giù e lei si rialza…rimango vicino al suo lettino finchè non si sdraia di nuovo, ma appena sparisco dalla sua vista ricomincia. Una volta che si addormenta poi dorme tranquilla fino alla mattina. Nelll’ambiente circostante non ci sono state variazionie e neanche nei rituali della buona notte, non so se sta attraversando una fase di crescita particolare ma vorrei un consiglio su come comportarmi perchè mi dispiacerebbe farle perdere le buone abitudini che avveva acquisito in tema di addormentamento.
    Grazie
    Daniela

    • Gent.le Daniela, mi dovrebbe dire se sua figlia usa il ciuccio e se e per caso avete iniziato lo svezzamento da pannolone.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Buon giorno dottore,
        si mia figlia per addormentarsi usa il ciuccio, lo prende soltanto per dormire o quando è in macchina sul seggiolino, per il resto no, non stiamo ancora togliendo il pannolone sta solo iniziando a prendre confidenza con il vasino ma niente di più.
        Grazie
        Daniela

        • Gent.le Daniela,
          mi pare che quello che sta facendo sia corretto, la rassicura e allo stesso tempo riesce comunque a farla dormire da sola. I 10 giorni di cui parlava sono un tempo breve, per adesso mi sembra un fatto episodico, se la situazione dovesse prolungarsi per un mese, allora una attenzione in più andrebbe data. Nel frattempo se vuole mi può dire cosa ne pensa suo marito, e secondo Voi, cosa vostra figlia esprime (a modo suo) sulla situazione.

          Saluti
          dr. Mattioli

          • Grazie intanto per la risposta dott.,
            si in effetti non è molto che va avanti la situazione è che, essendo abituata al fatto che si addormentava da sola e che la mia presneza non era piu necessaria, mi sta un pò pesando questo “tornare indietro” ma spero anche io che sia una fase passeggera. La bambina la vedo serena, è molto gioiosa durante il giorno, noi ci siamo fatti l’idea che crescendo un pochino abbia più stimoli e forse le pesa di più lasciarsi andare al sonno.
            Mio marito sarebbe per la linea dura e lasciarla piangere per un paio di sere finchè non si rassegna ma io non me la sento e, se lei è d’accord, continuerei a fare come sto facendo e quindi a rimanere vicino al suo lettino senza prenderla in braccio se non per brevi attimi, il tempo di tranquillizzarla, e poi rimetterla giu, anche se certo questo può andare avanti per 40/60 minuti.
            Credo sia comunque stanca la sera perchè va al nido dalle 9:00 alle 17 o alle 18 dipende dai giorni e col fatto che ora impiega molto ad addormentarsi e anche il momento delle fiabe si è allungato, non dorme prima delle 22/22;30. Al nido mi hanno detto che il pisolino pomeridano continua a farlo serenamente e da sola, dorme circa un’oretta dalle 13 alle 14, pensa sia il caso che le dico di non farla piu dormire dopo pranzo o semplicemnte, come mi suggerisce, devo solo aspettare e magari la situazione rientrerà da sola?
            grazie ancora per le utili risposte.
            Daniela

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Daniela,
            sono d’accordo con la linea che sta adottando, anche se sarebbe utile che il papà potesse essere parte in causa nell’addormentamento della figlia, così che le rassicurazioni che riceve dalla mamma possano diventare anche le rassicurazioni del papà, e sopratutto che le possa arrivare il messaggio che è la famiglia che rassicura e non il rapporto privilegiato con la mamma.

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  27. Mia figlia ha 10 anni e da due anni a questa parte che ha paura dormire da sola e dorme con noi . Purtroppo ha perso il nonno nel giro di un mese un tumore fulminante noi abitiamo insieme ai nonni nella stessa casa per lei e come stato un papà con il tempo e parlando sembrava tutto passato . quest’anno ho dovuto subire un intervento molto delicato e vedendo anche la mamma andare all’ospedale e ritornata come prima non dorme da sola

    • Gent.le Fiammetta,
      da quello che mi scrive sembrerebbe che sua figlia sia spaventata dalla possibilità “concreta” di perdere le persone care. Se le cose stanno così, credo cha la domanda implicita a ciò che mi ha scritto è quella di non saper come fare a rassicura vostra figlia in proposito, tranne il fatto di farla dormire con voi alla sera. Mi dovrebbe dire se ho inteso bene i fatti, e se la domanda che mi rivolge è quella che le ho indicato.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  28. Buongiorno Dottore,
    ho una bimba di 15 mesi. Per addormentarla la sera la metto nel lettone con me ( è l’unico momento della giornata che abbiamo per noi due), camomilla calda, tante coccole e risate finché non si addormenta serena.
    Dopo la sposto nel suo e lei dorme tranquillamente fino alla mattina.
    Ora ho paura che quest’abitudine di farla addormentare nel lettone possa degenerare in vizio, anche perchè al momento, avendo la casa su due piani, per una questione di comodità, il suo letto è accanto al nostro.
    Lei che ne pensa?

    Come posso gestire eventuali resistenze e pianti passandola nel lettino?
    Grazie mille.

    • Gent.le Silvia,
      in questo momento non mi porrei il problema di eventuali resistenze, cercherei invece di sondare se c’è un desiderio suo e di suo marito di far addormentare la bambina nel suo lettino e nella sua cameretta. Il momento di coccole che ha descritto è molto tenero, ma credo che possa essere spostato in uno spazio diverso dal lettone, il possibile problema lo vedo proprio li.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  29. Gentile Dottore, la ringrazio moltissimo per la sua risposta.
    Onestamente non è un desiderio cosi irrinunciabile, per il nostro e suo benessere siamo assolutamente disposti a fare il meglio.
    Quindi lei cosa mi consiglia come passaggio ora?
    Dove posso spostare questo momento serale di contatto?
    La ringrazio moltissimo.
    Silvia

    • Credo che il momento delle coccole lo potrebbe spostare sul divano di casa, e da lì magari prepararsi per poi andare a dormire. Devo dirle però che non ho capito bene la logistica della vostra casa, nel senso che sarebbe importante che la cameretta di sua figlia fosse sullo stesso piano della vostra e non ho capito se è così.

      dr. Mattioli

      • Buongiorno Dottore,
        in pratica la casa è su due piani.
        Al piano alto c’è la zona giorno, quindi il divano. Al piano basso le due camere da letto, una di fronte all’altra, separate da qualche gradino.
        So che sembra strano, ma è un appartamento particolare.
        Per cui se spostassi le coccole sul divano, poi dovrei fare le scale per scendere e metterla nel suo lettino, che al momento come dicevo è nella mia camera.
        Ho tutta l’intenzione di spostarla in camera sua, anche se ciò vorrà dire fare gli scalini in piena notte qualora si svegliasse, ma va bene cosi.
        Verso che età dovrei fare questo passaggio?
        Tenga presente che in camera sua non ci è praticamente mai stata fino ad oggi, in quanto la sua zona giochi è al piano alto.
        Un disastro vero? 🙂

        • Dalla descrizione che mi ha fatto, direi che il problema principale (anche tenendo conto della logistica della casa) è quello di trovare un modo per far sì che la cameretta di sua figlia possa diventare un luogo per lei (sua figlia) famigliare e che possa sentire come suo. Il dormire è una cosa molto intima, dormire in un luogo che non sentisse come intimo sarebbe un problema. Sua figlia avrebbe già l’età per essere spostata nella sua cameretta, ma sicuramente “prima” deve trovare il modo di far sì che la sua cameretta diventi “personale” e significativa per sua lei, il fatto che i giochi stiano al piano di sopra, certamente non aiuta nella risoluzione di questo problema.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

          • Gentile Dottore, intanto la ringrazio moltissimo per la sua risposta.
            Quindi dovrei portare i giochi sotto, nella sua camera e cominciare a passare del tempo li?
            Questo non è ancora mai stato fatto perchè essendoci una scala piuttosto lunga che collega i due piani, per comodità abbiamo creato il suo mondo al piano superiore, in modo da avere vicino bagno e cucina.

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Credo che dovrebbe trovare un modo per far sì che sua figlia passi un po’ di tempo in quella che dovrebbe essere la sua cameretta in modo significativo (ovvero che anche la sua cameretta diventasse parte del suo mondo).

            Saluti
            dr.Mattioli

  30. Buonasera dottore,
    mio figlio e’ un bambino con Sindrome di Down di 10 anni e mezzo, dorme nella sua cameretta da quando aveva 4 mesi, ma da allora ci siamo stati sempre io o mio marito a farlo addormentare…..sono circa 2 mesi che proviamo a farlo addormentare da solo, gli lasciamo la porta aperta, la lucina accesa, lo rassicuriamo che noi siamo a pochi metri da lui, gli spieghiamo che ormai e’ grande e deve addormentarsi da solo ma non c’e’ niente da fare! Parla tra se e se e comincia a dirsi cose tipo “io sono piccolo, ho due anni, mamma ti prego aiutami, io non voglio dormire solo,ecc….” , Talvolta addirittura piange, per poi addormentarsi stremato dopo oltre mezz’ora! Consideri che fino a quando restavamo accanto a lui si addormentava in circa tre minuti…. Cosa fare, insistere per avvicinarlo di piu’ ad una autonomia o continuare a “viziarlo” restando accanto a lui finche’ non si addormenta?? Devo dire che sentirlo piangere e dire certe cose e’ straziante….mi chiedo se sia ancora troppo immaturo e se gli stiamo chiedendo una cosa troppo grande per lui….
    Grazie per l’attenzione!

    • Gent.le Patrizia,
      devo innanzitutto dirle che io non ho esperienza con i bambini che hanno una sindrome di down, per cui le mie osservazioni le prenda come un qualcosa che hanno un valore generale e non specifico. Personalmente, porrei l’attenzione su quello che lei sembra cogliere quando dice “mi chiedo se sia ancora troppo immaturo e se gli stiamo chiedendo una cosa troppo grande per lui”……in fondo sembra che suo figlio risponda alla domanda dicendo “io sono piccolo, ho due anni, mamma ti prego aiutami, ecc….”. Questa sembrerebbe l’esperienza che suo figlio vive di fronte al lasciarsi andare al sonno, ovvero di essere come un bambino di due anni……se nel suo vissuto le cose fossero così, direi che l’aiutarlo nell’addormentamento non sarebbe un vizio, ma ciò di cui lui ha bisogno in quella specifica situazione. Ora, la mia non esperienza con la sindrome di down, non mi permette di dire se la sindrome, alteri i processi di costituzione identitaria in modo tale che “l’attaccamento insicuro che suo figlio dimostra” possa essere considerato fisiologico o meno. La sensazione che il suo racconta mi lascia, e’ che possa essere fisiologico, per cui risulterebbe giusto il fatto che lo accompagniate al sonno (tant’è che poi lui si addormenta in soli tre minuti).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Gentile dottore grazie per la sua risposta. Cio’ che ha intuito pur non avendo esperienza con bambini Down e’ corretto, in loro c’è sicuramente una certa immaturita’ in tutti gli aspetti della crescita, non ultimo quello della costruzione di una propria identita’. Consideri che non si puo’ generalizzare perche’ ognoi bambino down e’ diverso dall’altro per milioni di motivi, ma che di certo li accomuna un ritardo mentale e dello sviluppo da lievissimo a gravissimo che compromette piu o meno i vari aspetti dello sviluppo.
        Purtroppo noi genitori di bambini disabili siamo sempre portati a cercare per loro la strada migliore con l’obiettivo di darlgi la maggiore autonomia possibile , ma spesso non ci rendiamo conto che corriamo troppo, sicuramente non alla loro “velocita’”…..
        Grazie ancora per l’attenzione.

  31. Buonasera dottore,
    sono la mamma di Nicolò, bimbo dolce e sensibile di 8 mesi,ma da quando è nato il rapporto con il sonno è sempre stato problematico, per un lungo periodo anche quando dormiva per qualche ora, era molto rumoroso e questo mi ha portato a spostare la culla fuori dalla camera già nei primissimi giorni di vita e poi nella sua cameretta. Con Nicolò ammetto di aver provato proprio tutto, compreso il metodo Estivill con il supporto di “un’esperta”. Dopo 7 mesi di notti in bianco sembrava che avessimo trovato la soluzione ai nostri problemi e che il bambino si fosse abituato ad addormentarsi da solo, ma il metodo è eccessivamente rigido e il terrore che si svegliasse di notte senza la possibilità di intervenire ci ha fatti tornare al punto di partenza dopo un paio di settimane.
    Prima che iniziassimo ad “educare” il bambino al sonno, i risvegli notturni erano frequentissimi e il bambino sembrava avere una difficoltà sempre maggiore ad riaddormentarsi, mentre è sempre stato meno problematico mettere il bambino a letto.
    La situazione attuale è che con il papa’ sembra avere meno difficoltà ad addormentarsi nel lettino quando non ci sono, mentre con me richiede il seno e il contatto fisico, visto che così è stato abituato fino al settimo mese di vita.
    Vorremmo allora provare a far intervenire il papà di notte, nella speranza che i risvegli notturni si riducano gradualmente.
    Ieri sera però il bambino nonostante fosse stato messo nel lettino dal papà si è svegliato due volte nell’arco di un ora e mezza, al primo risveglio il bambino si è riaddormentato nel lettino con l’aiuto di papà e il ciuccio, al secondo risveglio sono intervenuta allattandolo, al terzo risveglio l’ho portato nel lettone. Pensa che insistere nel farlo consolare dal papà possa essere utile? Cosa pensa dell’omeopatia e dell’osteopatia?
    Grazie in anticipo per la sua disponibiltà!
    Mamma Alessandra

    • Gent.le Alessandra,
      le devo dire che non ho ben capito quali erano i problemi del sonno, il fatto che era rumoroso, oppure che da quando lo ha spostato ha avuto problemi nell’addormentamento?

      Saluti
      dr. Mattioli

      • Buongiorno dottore,
        nei primi mesi il problema era legato al fatto che era “rumoroso” anche quando dormiva e quindi non era possibile tenerlo nella stessa camera da letto. Ovviamente nei primi mesi si svegliava spesso come tutti i neonati per fame, verso i 2-3 mesi sembrava stesse iniziando a dormire più a lungo, ma poi qualcosa è cambiato. Inizialmente ho pensato che fosse dovuto al fatto che fossimo stati in albergo per qualche giorno nella stessa stanza e che un po’ di influenza avesse contribuito, poi al fatto che la casa vacanza estiva condivisa con i nonni fosse una con-causa, tornati a Milano abbiamo affrontato un trasloco. Ora è da settembre che siamo nella stessa casa ma la situazione non è cambiata. Anzi peggiorata. Sinceramente dopo averle provate tutte non penso esista una vera soluzione, se non rassegnarsi al fatto che è un problema passeggero e che possa essere utile sfruttare il più possibile l’aiuto dei nonni,zie ecc. Ora abbiamo stabilito che almeno una notte a settimana la passerà dai nonni, la prima notte non è stata tragica,anzi e spero che le successive vadano meglio. Sto anche provando con l’omeopatia, ma per ora non vedo risultati. Certo che caricarsi in maniera esclusiva di questa responsabilità notte e giorno ti manda al manicomio. Quindi mi permetto di suggerire a tutte le mamme di cercare aiuti esterni, i bambini hanno una grande capacità di adattamento quando non sono con le mamme. Rimango anch’io in attesa di suggerimenti da parte del dottore e delle altre mamme…
        Alessandra

        • Gent.le Alessandra,
          ho riletto più volte entrambe le mail che mi ha mandato, e la mia impressione è quella di fare una certa a fatica a focalizzare il collegamento tra gli eventi di vita famigliari con quelle che sono le sintomatologie del bambino. Detto questo, le lascio alcuni spunti su cui riflettere che se vorrà potrà approfondire con altri post. Innanzi tutto sarebbe importante capire se lo svezzamento è già avvenuto oppure no, sarebbe comunque rilevante capire come andava (o è andato l’allattamento), in questo senso i risvegli notturni di solito sono strettamente collegati al come avviene l’allattamento, e sopratutto al come il neonato risponde alla “separazione” dal seno. Nelle sue mail ci sono anche molti altri elementi, ad esempio il trasloco, le vacanze, i rapporti con i nonni, tutti temi che meriterebbero degli approfondimenti.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

          • Gentile dottore,
            la ringrazio per la sua attenzione. Per me è molto importante un confronto con un esperto in questo momento. Proverò a spiegarmi meglio. Non ho idea se il problema sia causato da un evento in particolare, ma nel tentativo di far riposare meglio me e lui abbiamo forse fatto un po’ di pasticci. Sono consapevole del fatto che però l’allattamento al seno non ha contribuito in questo contesto. Il bambino ha introdotto le pappe a 6 mesi, ma l’allattamento al seno è continuato fino a un paio di giorni fa (il bambino compirà 10 mesi il 10 dicembre). Nicolò è stato sempre allattato a richiesta , notte e giorno tranne nella fase in cui ho provato a non farlo mangiare durante la notte, provando a farli acquisire un’autonomia nella fase di addormentamento e ri-addormentamento e ha funzionato fino a quando non ho pensato che il mio “non-intervento” potesse avere un limite di sopportazione al pianto.
            Ora, dopo la notte passata dai nonni, in cui ha accettato di addormentarsi e riaddormentarsi con il biberon, sono decisa a staccarlo dal seno per far si che le responsabilità siano condivise. Nelle prime due notti “con il biberon” ( di cui una passata dai nonni) pare che il bambino abbia riposato di più, ma la terza sono ricominciati i numerosi risvegli. Mi pongo allora queste domande: il problema è legato al seno? il problema è legato ad un accudimento esclusivo e “eccessivo” da parte mia? in cui la figura del padre sopratutto di notte è poco presente? è legato all’alimentazione notturna? mi faccio troppe domande?

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Allora….gli elementi che porta sono molti, e tutti andrebbero approfonditi…..dato che in questo contesto non è possibile farlo, se lei e suo marito ritenete che la situazione sia divenuta troppo pesante per voi, o per il vostro bambino, vi consiglio di contattare uno psicologo dell’infanzia della vostra zona per avere una consulenza in merito. Una cosa però, delle varie che ha riportato mi sembra possono avere un commento utile da parte mia. Lo svezzamento non è solo un cambiamento di alimentazione, ma sopratutto, diventa l’esperienza di una modifica di relazione con la mamma. In questo senso, ogni poppata notturna non diventa solo un nutrirsi, ma anche l’ottenere un contatto con il corpo e l’affetto della mamma. Per cui nel momento in cui si arriva a decidere di togliere una poppata notturna, in gioco c’è tutta una dinamica legata all’attaccamento e alle possibilità realistiche di vivere questa separazione. Da come lei ha accennato a questo argomento, ho la sensazione che il problema andrebbe ricercato nel”modo” in cui sono state tolte le poppate notturne, ma data la complessità della cosa, penso che vi possa essere utile una consulenza da un collega che sia esperto nella psicoterapia dell’infanzia.

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  32. Gentile dottore. Sono la mamma di un bimbo di 20mesi. Molto bravo. E molto autonomo . Ma con la notte stiamo impazzendo. Prima di tutto io da quando è nato ho optato perché dorma sempre nel lettino. Pero l ho sempre coccolato con me finche nn si addormentava e lo mettevo giu. Quindi la coccola era anche per me. Beh qualche notte in bianco l abbiamo fatta per i denti ma nulla di che. Sempre dormito bene. Ma a un anno e due mesi siamo stati via in vacanza e nn ha voluto dormire nel lettino del hotel quindi ha dormito con noi nel lettone per una settimana! Beh quando mai da quel giorno ad oggi mi fa tribulare si sveglia quasi sempre tra le 2/4 di mattina e piange disperato si calma se lo metto nel lettone. Io ormai faccio cosi ma perché senno io sclero . Xk vorrei tenere tutto come era prima ma nn sembra piu possibile. Prima di far la nanna le racconto le fiabe ecc le spiego che mamma le fa le coccole finche nn si addormenta poi lei va a nanna nel suo letto. Lui mi prende il braccio e nn lo molla finché nn si addormenta. Noi abbiamo optato per nn farlo dormire con una lucina in camera sua quindi si ritrova nel buoio. Poi nel pomeriggio lui fa da quando è nato il riposino nel mio letto. Non so ma lui quando si sveglia sembra spaventato e non so piu come gestire il tutto poi io mi i nervosismo e mi arrabbio. Non so piu cosa fare. Se lo lascio piangere in camera va avanti ore e il mio compagno nn vuole tassativamente farli piangere. Lui ha dei orari. Va a letto alle 21:30 massimo . Fa il riposino del pomeriggio anche 3 ore. La ringrazio in anticipo. Grazie mille

    • Gent.le Karina, innanzi tutto le chiedo le cose che non mi sono chiare. Non ho capito se avete solo un figlio o se ne avete più di uno. L’altra cosa che vorrei sapere è perché avete scelto di non tenere una lucina accesa nella sua cameretta. Infine le chiedo come mai al pomeriggio gli fa fare il riposino nel lettone?

      Cordiali Saluti

      dr. Mattioli

  33. Dottore. Allora solo un figlio e io ho 26 anni. La lucina nn l abbiamo mai messa xk il mio compagno dice che deve abituarsi al buio. Cosa che nn sono d accordo. Poi dorme nei pomeriggio nel lettone xk all inizio era comodo cosi.ma mi rendo conto che questo può essere sbagliato. Ma ora se dorme nel suo letto fino all 1 di notte è gia tanto. E questo mi pesa molto. Non ce intimità tra me e il mio compagno. Io poi mi innervosisco dopo varie notti ad averli nel lettone.poi passo per la mamma cattiva e Lorenzo vedo che va sempre di più dal papà nei momenti del bisogno. Non so proprio come fare. Grazie

    • Gent.le Karina,
      sul fatto che suo figlio debba abituarsi al buio è solamente un orientamento educativo, il punto essenziale sarebbe capire perché lei e il suo compagno non siete d’accordo. Sicuramente inizierei a modificare l’abitudine del lettone pomeridiano (facendo attenzione anche al tempo che dorme), tenga conto che in linea generale tra i 3 e i 5 anni non dovrebbe dormire più di un oretta….mentre il riposino in età scolare dovrebbe essere più breve (nel caso che fosse proprio necessario).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  34. Gentile dott Lorenzo ora ha 21 mesi. Quanto di media devo farlo dormire?lui dorme nel pomeriggio2ore e mezza anche di più se riposo con lui. Contando che nn fa il nido è a casa. È un mese che appena dorme tre ore nel suo letto. Alla sera
    Io lo mando a letto alle 21:15. Ma ci mette sempre di più a prendere sonno. Le faccio compagnia nel suo letto finche nn prende sonno
    Poi all una si sveglia sempre piangendo e lo porto da me. Non capisco che mancanza può avere dove sbaglio grazie per essere cosi gentile

    • Gent.le Karina,
      innanzi tutto mi dovrebbe confermare che lo svezzamento è avvenuto, ovvero che lui non prende più il latte ne dal seno ne dal biberon……se le cose stanno così…..allora l’alimentazione diurna dovrebbe essere sufficiente per coprire “anche” i fabbisogni notturni, e dunque permette a noi di escludere che i risvegli siano dovuti alla fame, ma tutt’al più, al bisogno di contatto con la mamma. Secondo me due ore e mezza sono tante…..ma innanzi tutto lei non dovrebbe dormire con lui. C’è una motivazione particolare per la quale non fa neanche un tempo breve al nido?

      dr. Mattioli

  35. Dott. Il mio bimbo è svezzato. L ho allattato fino hai nove mesi. Prima di andar a dormire prende cmq un bicchiere di latte. Non ha mai presso il biberon. Ne ciuccio. Poi il nido nn l ha fatto xk dove abito io ci sono solo privati e facendo un lavoro di babysitter che mi permette portarlo dietro nn mi sono posta il problema. Lorenzo fin da piccolo nn si è mai addormentato da solo. Mi buttava giu la casa piuttosto. Quindi ora io lo accompagno a letto alla sera le racconto la fiaba e le dico che le faccio compagnia ma poi la mamma torna nel suo letto. Si addormenta e dopo tre ore spaccate si sveglia. Cosa che da piccolino nn aveva mai fatto. Grazie mille

  36. Buongiorno… chiedo aiuto si possibile grazie… ho un bambino di 9 anni.. che non riesci ad addormentarsi da solo.. e quando lo obligo prende anche 2 ore per dormire.. puoi si sveglia alle mattino presto 4 O alle 5 e vieni da me a finire il sonno.. faccio fatica con lui . E sto male che poverino soffre da questo incubo del sonno . Grazie in anticipo

    • Gent.le Latifa,
      perché io le possa dire qualcosa in merito, dovrebbe approfondire quelle che sono le problematiche di suo figlio, ad esempio, da quanto tempo soffre di disturbi del sonno, se il problema sono i reisvegli oppure l’addormentamento, ecc…..

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  37. Dottore può essere che sia nel mio caso il pavor notturno”???

    • Gent.le Karina, mi dovrebbe dire quali sono i sintomi che le hanno fatto pensare al Pavar notturno per suo figlio.

      Saluti
      dr. Mattioli

  38. Buongiorno dottore,
    Mio figlio Diego di sette anni da un paio di settimane non riesce più ad addormentarsi e ad andare a letto sereno dice per paura dei ladri assassini e di una storia raccontata da un suo amico su una bambola assassina.
    Premetto che fino ai tre anni ha dormito nel lettone e poi con tranquillità si è spostato in cameretta senza alcun disagio.
    Noi cerchiamo di stare li vicino a lui di tranquillizzarlo ma non c’è verso tanto che appena si addormenta e rimane solo si sveglia sudato impaurito e spesso vomita…poi quando finalmente si addormenta dorme ma a metà notte arriva nel lettone!! Faccio due premesse io e suo padre siamo separati da quando Diego ha due anni e io ho avuto subito un nuovo compagno ora marito e padre di Nicola di tre anni e di un bimbo in arrivo a luglio
    Il rapporto che mio marito ha con diego è splendido e paterno e lui vede il papà nel weekend da sempre.
    Diego è un bambino molto molto vivace e per certe cose problematico tipo per il cibo ( non mangia nulla se non le solite quattro cose) difficoltà a stare fermo a scuola e ad ascoltare (nonostante voti ottimi) e anche a casa è nervoso fa versi urla e non ascolta se gli si parla a meno di richiamarlo più volte..il sonno era un punto positivo e sereno e ora pure questo sta diventando motivo di ansia per lui e per tutti.
    Premetto che dal papà single dorme nel lettone mentre con noi dorme in cameretta col fratello.
    Mio marito crede che il fattore scatenante sia stato un episodio poco chiaro successo un giorno con la nonna acquisita quando erano soli: la nonna ci ha confidato uno scatto D’ira in cui Diego le ha detto “chiudi quella bocca” quasi volendo andare avanti con parolacce, interrogando mio figlio mi ha giurato che non è assolutamente vero e anche per me certe frasi non sono da lui però poi l’argomento non è più stato chiarito..secondo lei potrebbe essere questo il motivo scatenante o solo solo paure generali dovute all’eta o da cose viste o sentite??
    Infine e concludo, anche il papà di Diego ha da sempre, ovviamente in maniera meno infantile, le stesse paure dei ladri o che qualcuno possa portare via Diego quindi è possessivo non lo lascia solo neanche per buttare la pattumiera o al parco lo segue ovunque, può essere questa ansia trasmessa a creare paura?
    Grazie di tutto dottore e a presto

    • Gent.le Valentina,
      direi che i punti su cui prestare attenzione sono questi:

      1) L’arrivo di un nuovo figlio, andrebbe visto se Diego possa avvertire questo arrivo come una messa in discussione del suo posto all’interno della famiglia.

      2) L’apprensione del padre biologico, sicuramente il comportamento che lei ha descritto potrebbe evidenziare un attaccamento insicuro del padre…..questo attaccamento insicuro, potrebbe generare delle ansie riscontrabili nel sonno.

      3) Come lui era prima dei problemi del sonno: quello che lei mi ha descritto, mi pare mostri già una certa problematicità, si potrebbe pensare che l’episodio accaduto con la nonna possa essere in continuità con le problematiche già descritte.
      Se questo punto fosse realmente significativo, direi che il sintomo del sonno altro non sarebbe che l’emergere di un disagio più ampio già presente nel bambino.

      Direi che potreste valutare qual’e’ il peso specifico che ogni punto che vi ho descritto possa avere.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  39. Gentile Dott. Mattioli,
    le scrivo perchè la situazione da Lei descritta rispecchia esattamente ciò che stiamo vivendo a casa io e la mia compagna.
    Nostro figlio Lorenzo ha 2 anni e mezzo e non è mai stato un gran dormiglione, le notti sono sempre state costellate da molti risvegli e pianti spesso anche molto intensi.
    Da quando aveva circa 1 anno abbiamo provato a trasferirlo nel lettino nella sua cameretta, ma ogni notte si svegliava chiedendo il biberon e obbligando mia moglie a portarlo nel lettone.
    Dopo una vacanza la scorsa estate le cose si sono complicate ulteriormente e da ottobre Lorenzo ha cominciato a soffrire di quello che apparentemente poteva sembrare pavor nocturnus, quindi pianti incontrollabili per diversi minuti chiedendo il biberon ma rifiutandolo subito dopo.
    Per rimediare ad una situazione che sembrava destinata a farci crollare emotivamente, abbiamo “ceduto” e su mia proposta abbiamo cominciato a far addormentare Lorenzo direttamente nel nostro letto e tenerlo con noi durante la notte.
    Questo sistema ha funzionato per qualche giorno ma dopo il pavor è ricomparso.
    Dopo essermi informato abbiamo provato con una tecnica definita come “scheduled awakenings”, ovvero, visto che i risvegli di Lorenzo avvenivano in orari piuttosto regolari, abbiamo cominciato a svegliarlo dolcemente 30 minuti prima che si svergliasse in preda al pavor.
    Questa tecnica ha dato degli ottimi risultati e da qualche settimana il problema sembra “risolto”.
    Resta il fatto che ora nostro figlio non vuole saperne di stare nel letto senza la madre, mia moglie non può nemmeno alzarsi per andare al bagno che Lorenzo comincia a piangere, durante la notte deve avere un costante contatto fisico con la mamma, toccandole il viso o abbracciandola altrimenti al primo risveglio piange e fa i capricci.
    Oltre ciò c´é da dire che nostro figlio è un bambino molto attivo, sempre solare e sorridente, ma stancante perchè sempre in movimento.
    Le sarei grato potesse darmi un suo parere a riguardo.

    cordiali saluti

    • Gent.le Giacomo,
      rispetto a quello che mi ha scritto mi pare utile porle alcune domande:
      Innanzi tutto mi chiedevo perché parlava di pavor notturno, dato che mi pare di capire che suo figlio si svegliava durante la notte e non aveva una sorta di crisi in cui però “continuava il sonno”.
      L’altra cosa che sarebbe importante sapere è cosa ne pensa sua moglie di questa problematica (dato che veniva obbligata da vostro figlio a portarlo nel lettone con voi)….. e mi interessava anche capire cosa ne diceva vostro figlio….ad esempio lui lo vede come un problema oppure no?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  40. Salve dottote, sono una mamma di 2 bimbi uno di 4anni è uno di 2anni . Volevo un consiglio per cercare di farlo addormentare da soli .. Nel loro letto .. ! E se si svegliano durante la notte .. Come gestirli per non farli venire a lettone .. È sopratutto farli addormentare. A un orario giusto e adeguato a loro ! Da dove posso iniziare e cosa sbaglio !?? Grazie .

    • Gent.le Noemi,
      perché io le possa dire qualcosa mi dovrebbe descrivere la situazione attuale, e quali sarebbero secondo lei i problemi nel tentare di far dormire i bambini da soli.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  41. Buonasera dottore abbiamo un bambino di 6 anni che fin da quando è nato ha avuto problemi di risvegli notturni. Si addormenta da sempre da solo senza problemi quando lo portiamo a letto la sera. Da sempre soffre per il distacco della notte, parole sue vorrebbe non andare a dormire mai. Fino a tre anni ha dormito in camera con noi ma mai nel lettone, ci veniva una mezzoretta prima di alzarci. Poi ha voluto andare in cameretta e sembrava aver preso un buon ritmo. Dopo il trasloco in una nuova casa con camere distanti sono ricominciati i problemi e dopo notti insonni è tornato a dormire con noi in un lettino e ha iniziato ad aver paura del buio e a stare da solo. Nel frattempo abbiamo avuto un altro bambino e li abbiamo spostati entrambi in cameretta ma le notti sono un incubo non dorme più nessuno

    • Gent.le Michela,
      credo possa essere utile recuperare alcuni punti di riferimento…..vorrei sapere se possiamo identificare come punti critici il trasloco (dove suo figlio sembra riperdere la capacità di dormire da solo) e la nascita del fratellino (che mi pare faccia perdere a vostro figlio la possibilità di rassicurarsi attraverso il lettino che avevate messo nella vostra camera.
      Se le cose stanno così, mi pare che vostro figlio espliciti una difficoltà nel vivere le separazioni…..si tratterebbe di capire se voi genitori avete riscontrato già in altri ambiti una sua fragilità in tal senso (mi riferisco all’epoca dei risvegli notturni di cui mi ha raccontato).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  42. Buonasera dottore. Mi chiamo Giovanni, papá di una ragazzina di circa 12 anni non ancora signorina. Il problema che abbiamo da qualche mese corrisponde al fatto che da gennaio ci siamo trasferiti in un appartamento in affitto dopo circa due anni di convivenza con i miei genitori. Questa convivenza dovuta al mio lavoro ha fatto si che in due anni mia figlia non ha piu dormito sola nella propria stanza. O dormiva con la nonna o voleva stare nella stanza con noi possibilmente cercando un contatto fisico. Da quando siamo venuti in casa nuova la bambina pretende o che la mamma stia con lei nella stanza o di dormire con noi nel lettone. Abbiamo provato più volte a cercare di capire i motivi e lei una volta diceva di aver paura di giochi stupidi che facevano a scuola oppure di stare sola in stanza. Noi crediamo che il suo problema sia dovuto al fatto che un anno fa mia suocera ha avuto una ischemia semiparalizzandola e che mia moglie si sia dovuta assentare frequentemente per assistere sua mamma. La bambina ha già i primi sintomi premestruali e comunque ora ha serie difficoltá ad addormentarsi sola, quando lo fa poi la notte ce la ritroviamo nel lettone. La bambina a scuola ha già parlato con una psicologa e ora siamo in attesa che la dottoressa convochi mia moglie. Cosa ne pensa?

    • Gent.le Giovanni,
      credo che vada fatta una valutazione psicologica specifica per determinare non tanto le cause dei problemi di addormentamento (che sono un sintomo), ma piuttosto per verificare che la personalità prepubere sia sufficiente strutturata per far fronte “alla crisi” evolutiva che l’entrata nel l’adolescenza comporta. Spesso (ma non sempre) il sintomo dell’addormentamento in età preadolescenziale può indicare un arresto in una o più aree dell’esperienza psicologica della preadolescente.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • La ringrazio vivamente, provvederemo ad effettuare una valutazione psicologica a breve termine.
        La terrò informata sugli sviluppi.
        Le auguro buon lavoro.

  43. Dottor Mattioli buonasera, da circa due mesi abbiamo un problema con nostro figlio Tommaso di 5 anni e mezzo. E’ il secondo di tre figli, Giacomo di quasi 10 anni ed Emanuela di 4 anni. Alla nascita di Emanuela, lui aveva 20 mesi, ha iniziato ad avere risvegli violenti notturni (veri e propri pavor) che siamo riusciti a comprendere e superare con l’aiuto di una psicologa. Questi episodi oramai da tempo si sono ridotti solo a casi in cui è particolarmente stanco o quando non ha fatto il riposino pomeridiano. Dormono tutti e tre nella stessa cameretta, e fino a due mesi fa dormiva tutta la notte nel suo lettino senza mai svegliarsi. Adesso la situazione sta degenerando: siamo passati da qualcosa che somigliava all’insonnia e alla difficoltà ad addormentarsi, con conseguente trasferimento nel lottone, a veri e propri “capricci” x cui non vuole addormentarsi nel suo lettino perchè dice di avere paura di stare da solo visto che i fratellini dormono..Insiste x trasferirsi nel nostro lettone..e in effetti trascorre li tutta la notte, visto che il suo è un vero e proprio turbamento di cui però non riusciamo a comprendere la causa. Sperando di ricevere suggerimenti la ringrazio anticipatamente

    • Gent.le Sandra,
      dovrebbe chiarirmi la questione dei Pavor, e sopratutto cosa le diceva la psicologa al riguardo. In linea teorica durante il Pavor non avviene nessun risveglio….da quello che lei mi scrive, sembrerebbero più incubi….

      Mi faccia sapere

      dr. Mattioli

  44. Gentile dottor Mattioli, forse non mi sono spiegata bene. Quelli che ha attualmente sono veri e propri risvegli consapevoli o difficoltà a prendere sonno per varie paure legate ai sogni che potrebbe fare o al fatto che resta da solo, mentre da piccolo i pavor consistevano in stati di fortissima agitazione in stato di incoscienza che si presentavano al massimo un’ora dopo che si era addormentato.
    Sono due situazioni completamente differenti, ma ho pensato che fosse importante farle presenti. Riguardo i pavor, grazie all’aiuto della psicologa ero riuscita ad individuare le situazioni di forte stress emotivo che viveva Tommaso. Le prime settimane dopo dalla nascita della sorellina,nel corso della giornata, pensavo fosse meglio non tenerlo costantemente con me per non fargli vivere la frustrazione del non poter godere della mia presenza in modo esclusivo…ma evidentemente la cosa lo danneggiava enormemente, visto che puntualmente si verificavano questi eventi… La cosa si è normalizzata fino all’addio al ciuccio 6 mesi dopo che ha fatto riemergere le stesse situazioni di pavor. Nel tempo sono quasi scomparse del tutto, fatta eccezione per dei giorni in cui è particolarmente stanco, e arriva alla buonanotte senza aver riposato il pomeriggio.
    Il problema attuale è l’agitazione che gli crea addormentarsi nel suo lettino o svegliarsi subito dopo per correre nel lettone perché spaventato dalle cose più disparate: insetti, rumori, ombre o semplicemente il fatto di sapere che i fratellini dormono e lui è solo. Nel lettone tutte le sue paure si dileguano.
    La ringrazio anticipatamente per l’interessamento.
    Sandra.

    • Gent.le Sandra,
      la sua risposta mi spingerebbe a farle delle domande di approfondimento che per quantità e qualità mi pare necessiterebbero di un colloquio strutturato. Alla luce di questo, allora, le farò una domanda mirata, le chiedo come mai non sta continuando ad affrontare questi problemi con la psicologa che l’ha seguita per i pavor di suo figlio…..le chiedo questo perché a mio avviso quando mi dice che la psicologa l’ha aiutata ad individuare le situazioni di forte stress che suo figlio viveva, pone un problema di valutazione; in linea teorica i pavor non dovrebbero avere delle cause psicologiche (o ambientali), per cui quello che risulterebbe cruciale oggi è capire che valutazione ne fa (delle problematiche da lei descritte) la psicologa che l’ha seguita.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  45. Salve,
    vorrei chiederLe consiglio anche io.
    Ho una bambina di due anni di nome Asia: è una bambina che si è sempre mostrata tenace, caparbia e molto energica.
    Da quando aveva 6 mesi ha sempre dormito nel suo letto, in camera sua.
    Mi capitava a volte a causa di influenza e febbre di tenerla con me nel lettone per controllarla meglio in quanto soffre di crisi convulsive febbrili benigne. Passato il periodo della febbre è sempre tornata nel suo lettino.
    Ora da qualche settimana a questa parte non sono più in grado di farla tornare lì. Vuole solamente stare nel nostro lettone e ha sempre bisogno di qualcuno che rimanga con lei. Anche durante la notte si accerta sempre di avere qualcuno di fianco.
    Non riesco a capire cosa possa essere cambiato. A volte ho la sensazione che possano essere capricci, altre mi sembra invece una sorta di paura… Putroppo è ancora piccina per cui fa fatica a spiegarmi bene ciò che prova… Come posso aiutare mia figlia?

    • Gent.le Giorgia,
      mi potrebbe spiegare nel dettaglio che cosa intende per crisi convulsive febbrili benigne, e sopratutto, mi può dire chi ha fatto questa diagnosi?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Ad agosto dello scorso anno durante la notte in un periodo di malattia ha avuto una convulsione.
        Abbiamo chiamato il 118 perchè ci siamo molto spaventati e siamo stati ricoverati 3 giorni in ospedale per accertamenti.
        Ovviamente a parte io e suo padre, nessuno ha assisto all’evento ma dalla nostra descrizione ci hanno spiegato essere crisi convulsive legate unicamente alla febbre o meglio ai suoi sbalzi troppo repentini.
        Ultimo episodio meno di un mese fa sempre legato ad uno sbalzo di temperatura dovuta alla febbre… in mezz’ora è passata da 37.7 a 39.3 e quindi ha avuto una piccola crisi.

        • Gent.le Giorgia,
          visto quello che mi ha scritto, credo che il consiglio più utile che le possa dare è quello di rivolgersi ad uno Psicoterapeuta dell’Infanzia della sua zona, perché possa valutare “se e come”, le crisi convulsive di sua figlia, possano influenzare o alterare il senso di sicurezza e protezione che sta sviluppando nella fase evolutiva in cui si trova.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  46. Buongiorno Dr. MATTIOLI,

    Inizio col ringraziarla a nome di tutti i genitori che come me cercano un supporto o una semplice indicazione…è molto di aiuto.

    Siamo genitori di una bimba di 2 anni che da i primi giorni di vita ha dimostrato la necessità di un contatto con me (la mamma) , piuttosto costante…ed io ho cercato di soddisfarlo (x lei ma anche per sopravvivenza nostra che ci alziamo alle 6 tutti i giorni…dopo aver provAto a fatua addormentare da sola senza successo, quando ho ripreso a lavorare abbiamo lasciato che stesse nel lettone con noi….la bambina voleva addormentarsi sempre al seno e dopo tentativi di togliere questo rituale falliti, ho lasciato che continuasse così.

    Oggi, 2 anni e 1 mese ho deciso di interrompere allattamento per via di un viaggio di lavoro che affrontero’ a fine giugno…ed oggi ho provato dopo averle spiegato che è grande abbastanza per non prendere la tetta ecc da qualche tempo, a rifiutare con dolcezza ma fermezza di attaccarlo. ..premetto che durante il giorno sta con la nonna e quando è stanca si lascia addormentare tranquillamente…ma ovviamente quando vede me vicino sa che ho ciò che desidera…il fatto è :
    Se adesso riuscirò a togliere il seno, come consiglia di provare ad aiutarla ad addormentarsi da sola? Prima mi stendeva sul futon in cameretta sua, la attaccava al seno e quando si addormentava andavo via….adesso è crollata dopo mille tentacoli e resistenze con noi sempre sul furono e il tablet coi cartoni ( cosa sbagliata lo so, ma x il primo giorno di distacco dal seno eRo in difficoltà )

    Grazie e mi scusi per la lungaggine

    • Gent.le Micol,
      innanzi tutto mi sembra utile dire a lei e a chi leggerà il post in seguito, che l’allattamento prolungato fino al secondo anno di età io di solito non lo consiglio, e non lo consiglio perché mi sembra che ritardi le fasi di separazione ed individuazione che sono necessari per la costruzione di un senso di Se sicuro e tendenzialmente autonomo.
      Prima di prendere in esame la questione del dormire, sarebbe necessario capire che cosa l’ha spinta verso un allattamento così prolungato.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

    • Mai avrei pensato che questo potesse influenzare il suo senso di sicurezza.
      Avrei potuto pensare alla crescita, all’asilo…
      La ringrazio moltissimo per il suo consiglio e sicuramente ci rivolgeremo a qualcuno.
      Grazie mille.

      • Gentile Dottore sono mamma di due figli di 14 e 7 anni che hanno ciascuno una propria cameretta da quando ci siamo traferiti, circa 3 anni fa. Il figlio maschio di 7 anni prima dormiva in camera con noi genitori ma nel suo lettino per mancanza di spazio. A casa nuova ha cominciato subito a dormire da solo, dandoci la buonanotte e dormendo tutta la notte senza problemi, addirittura quando si svegliava se trovava noi ancora addoementati andava da solo in salotto e accendeva la tv. Da circa 6 mesi la situazione è precipitata: non si addormenta se non sono seduta perlomeno in fondo al suo letto, ha frequenti risvegli in cui mi chiama e si riaddormenta solo se mi metto a letto con lui. Ho provato a leggergli favole, a parlare delle paure, ma niente sembra funzionare, non si addormenta nemmeno se sono nella stanza adiacente con le luci di casa accese. Dice di aver paura dei passi, dei rumori, del buio e che gli manco. C è da aggiungere che è dolcissimo, brillante a scuola ma morbosamente attaccato a me, é sempre oppositivo e a volte anche aggressivo e si rifiuta categoricamente di fare cose a mio avviso per timore di fallire(per esempio non vuole andare in bici).
        Non so più che atteggiamento avere perché sarebbe comodo metterlo nel lettone e via ma vorrei che lui crescesse in modo sereno e emancipato e avesse con me un rapporto sano.
        La ringrazio anticipatamente

        • Gent.le Marzia,
          a 7 anni le sconsiglio proprio di metterlo nel lettone. Questo attaccamento morboso che ha nei suoi confronti andrebbe modulato, e la persona che la potrebbe aiutare in questo è il papà del bambino. Cosa pensa suo marito della situazione? E sopratutto ha qualche idea da mettere in atto?

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  47. Gent. Dottor Mattioli sono la mamma di un bimbo di 2 anni e 3 mesi. E un bimbo dolce e simpatico e furbo e intelligente.. sta imparando a chiacchierare e si diverte a capire che da una sua frase risultano delle azioni e emozioni su di joi. Da neonato soffriva di reflusso gastro esofageo e poiché aveva proprio dei vomiti a getto tra una poppata e l altra abbiamo deciso con mio marito di metterlo nel lettone per controllarlo. Più avanti, una volta svezzato, l abbiamo messo nel lettino jn camera con noi .. siamo riusciti dopo aver assistito a pianti infiniti a farlo addormentare sfinito nel lettino con noi vicini a lui (io o mio marito in base ai turni che faccio.. sono infermiera e lavoro in ospedale).. dopo un paio di sere simili finalmente acconsentì a farsi mettere nel lettino per la nanna senza piangere e noi sempre a fianco a lui finche non si addormentava.. a volte ci impiegava anche 2 ore!! E quindi chi stava con lui puntualmente si addormentava e addio vita di coppia e lavori di casa o semplicemente un film e relax serale.. così abbiamo deciso di metterlo in cameretta.. a mio figlio piace giocare in cameretta anche se preferisce se ci stiamo con lui oppure portare i giochi in cucina x stare con noi. Anche lì un paio di sere di pianti finché ha accettato il compromesso di addormentarsi con noi a fianco.. adesso vorrei tanto che si addormentasse da solo.. mio marito ci riesce.. di nuovo lasciandolo piangere all inizio poi tranquillo si addormenta.. con me è una tragedia piange e strilla ..”mamma vieni” .. ho provato con metodo estevill.. il risultato è che il momento della nanna si allunga di molto e lui singhioza nel sonno tutta la notte . Premetto che a parte la fase dell addormenta mento ha sempre dormito tutta la notte . Patisce quando vado via per fare la notte in ospedale ma ultimamente sembra quasi accettarlo nel senso che mi saluta triste . Chiedo scusa per il lunghissimo messaggio ma preferivo non tralasciare nulla.. quello che mi spaventa è che possa restare traumatizzato dalla messa a nanna.. e vederlo triste nel lettino accettare che la mamma lo lasci addormentarsi da solo. Sto iniziando a credere che il problema sia più mio.. che ho paura che un trauma infantile possa creare al mio bimbo problemi in futuro. La ringrazio tanto se mi risponderà . Buon pomeriggio. Valentina

    • Gent.le Valentina,
      non ho capito che età aveva vostro figlio quando avete provato a farlo addormentare da solo nel lettino in camera vostra.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Buongiorno Dottore, il bimbo è stato messo a dormire nel lettino in camera nostra intorno ai 6 mesi perché prima dormiva sempre in camera nostra ma nella navicella del passeggino, addormentandolo prima in braccio. A parte i primi mesi che,come le ho scritto nel precedente messaggio, dormiva con noi per il problema del reflusso. Poiché iniziava a stare seduto o comunque provava a sedersi e comunque iniziava a stare stretto nella navicella , per maggiore sicurezza l’abbiamo messo nel lettino, che ha le sponde alte. In pratica l abbiamo sempre fatto addormentare prima in braccio finché non era diventato troppo pesante per passare fino a 50 minuti a passeggiare per casa per farlo dormire. Credo sia stato intorno all ‘ anno che ci siamo convinti a metterlo ancora sveglio nel lettino per farlo addormentare a fianco a noi ma senza estenuanti passeggiate notturne.. con il risultato di averlo lasciato piangere per almeno un’ora di fila la prima notte.. pian piano in un paio di giorni sembrava essersi convinto ad addormentarsi nel lettino ma ci impiegava tantissimo tempo perché giocava e chiacchierava .
        Adesso sono 2 sere che ho tentato nuovamente di restare in camera sua , lo metto nel lettino sveglio e leggiamo un paio di libricini, poi con un peluche che suona ninna nanne e ha una luce soffusa spengo la luce e tra i libri e canzoncine del peluche impieghiamo un’ora, a volte di più prima che dorma. Però almeno così non urla e non si dispera.. insomma quando le ho scritto il messaggio precedente il bimbo pur di tenermi in cameretta con lui mi teneva il braccio e chiudeva forte gli occhi (come per dire”mamma dormo ma resta qui”) oppure appena rientravo in cameretta mentre piangeva si rimetteva giù ma non riusciva a dormire e si girava continuamente per vedere se fossi ancora lì .. Inoltre si svegliava la notte urlando con il risultato che lo mettevano nel letto con noi per dormire ancora un po ‘ prima di andare a lavoro. Adesso che sono tornata ad aspettare che si addormenti in cameretta dorme tutta la notte. Chissà se ho fatto la cosa giusta. La ringrazio infinitamente Dottore, attendo una sua gentile risposta. Buona giornata.

        • Gent.le Valentina,
          mi dovrebbe die se nei primi mesi di vita addormentavate vostro figlio in braccio solo la sera, oppure se questa cosa accadeva anche durante il giorno.

          Saluti
          dr. Mattioli

          • Accadeva anche di giorno nel senso che spesso dopo la poppata si addormentava in braccio a me o mio marito seduti sul divano oppure si addormentava sulla sdraietta.. in ogni caso l’atteggiamento di mio figlio era identico sia nei miei confronti che in quelli di mio marito che spesso gli dava la poppata con il biberon. Grazie. Valentina

          • Dottore ho dimenticato di dirle inoltre che mio figlio per la nanna del pomeriggio si addormenta senza problemi in massimo 5 minuti. Addirittura anche senza la mia presenza. In quei giorni in cui cercavo di farlo addormentare da solo in cameretta invece ha pianto anche di pomeriggio, stesse scenate della Sera, anche se si addormentava lo stesso jn tempi brevi. Questa cosa in quei giorni non è successa al pomeriggio se faceva il riposino pomeridiano da mia mamma ( lo guarda lei quando lavoro) e quindi con lei si metteva giù e la lasciava uscire dalla stanza. Grazie ancora. Valentina

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Valentina,
            non posso che constatare che con le ulteriori cose che mi scrive io sarei portato a farle ulteriori domande di approfondimento, per cui, credo che la cosa migliore (nel coso lo riteniate opportuno) sia quella di chiedere un consulto ad uno psicoterapeuta dell’infanzia della vostra zona. La mia attenzione si focalizza sui rigurgiti che diventavano vomiti e la vostra scelta di metterlo nel lettone per controllarlo. Mi pare che le cose nascano da lì, anche se però non riesco a farmi un idea sulla possibile prevalenza della componente del comportamento appreso (ovvero di avvertire la vostra vicinanza per addormentarsi), oppure se tenda a prevalere il significato psicologico che suo figlio tendeva ad attribuire alla situazione (lo fanno anche i neonati). A mio parere una distinzione di questo tipo sposta l’accento dalla possibilità di attuare delle cose da fare con vostro figlio, rispetto, alla possibilità che ci siano delle cose da capire da parte di voi genitori nel rapporto con vostro figlio (riguardante il tema dell’attaccamento).

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  48. Gentile Dottor Mattioli, mia figlia ha 7 mesi e da quando è nata ha sempre dormito tra le mie braccia ma sempre piangendo prima di addormentarsi. Da 3 giorni a questa parte la sto mettendo nel lettone abbracciata a me, ma comunque mi fa dei pianti esagerati prima di crollare. Vorrei lasciarla sola per addormentarsi ma piange così tanto che comincia a tossire e sembra quasi li manchi l’aria da quanto piange. le sto dando anche della pianta flora incarnita per rilassarsi prima di dormire ma niente sembra funzionare non riesce a dormire. Potrebbe perfavore darmi un consiglio su come insegnare alla mia bambina ad addormentarsi? Lasciarla piangere tutto il giorno serve a qualcosa? o potrebbe peggiorare la situazione?

    • Gent.le Leila,
      per dirle qualcosa in merito alla sua domanda, avrei bisogno di sapere qualcosa sull’allattamento (come sta andando, ha già iniziato lo svezzamento, ecc….). Quando mi dice che sua figlia si addormenta solo tra le sue braccia vuol dire che si addormenta solo dopo o durante l’allattamento?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  49. Dottore ho un bambino di 7 anni che da quando e’ nato fin dalle prime ora dalla nascita piangeva appena veniva staccato da me. Poiche mio marito va a lavorare alle tre di notte sempre per evitare che il bambino piangesse troppo e mio marito non riuscisse a dormire a sufficienza allora assecondavo il bambino e lo mettevo a dormire con me. Intanto passavano mesi e anni e sempre cosi e anche a due tre anni lo mettevamo in lettino accanto a noi ma lui si addormentava solo in mezzo a noi sentendo il contatto. Poil’anno scorso abbiamo deciso di farlo dormire in cameretta dove dorme l’altro figlio di 17 anni e si addormentava solo se io o il papa si adormentasse vicino poi come uno di noi se ne andava a dormire in camera nostra lui o veniva da noi o si ficcava nel lettino del fratello…insomma non ce la facciamo piu tanti troppi tentativi ma non si fa capace a dormire da solo!

    • Gent.le Emanuela,
      mi pare che in tutti questi anni non è stato affrontato (o non si è trovato una risposta) al quesito del perché suo figlio piangeva quando veniva staccato da lei. Purtroppo, mi pare che il problema è semplicemente stato rimandato, e non credo che con il passare del tempo suo figlio abbia acquisito la “capacità” di non avere bisogno del vostro contatto. Ho l’impressione che l’unico consiglio utile che le potrei dare, è quello di rivolgersi ad uno psicoterapeuta per l’infanzia che la possa aiutare ad affrontare il problema del contatto (che è una problematica che riguarda il tipo di attaccamento che si è creato tra lui e voi).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  50. salve dottore sono una mamma di tre figli 4 6 8 anni..la grande di otto anni mi ha sempre dato qualche problema fin da piccola ha sempre avuto paura dei rumori forti ma soprattutto dell’acqua…è sempre stata molto timida e introversa anche a scuola ha qualche difficoltà..e quando viene rimproverata si chiude..e non riesce a reagire..io spesso ho sbagliato forse mostrandomi dura cercando di spronarla…ma non è successo anzi si è chiusa di più….adesso da qualche giorno non riesce a dormire la notte nella sua stanza..piange avendo paura di stare da sola..mi dice che ha paura ma non sa di cosa…sotto mia insistenza mi dice forse dei ladri…però continua a ripetermi che vuole stare con me e che vuole a me nonostante tutto io sono la con lei…ecco io non so cosa fare se obbligarla a stare nella sua camera e a farla calmare da sola spiegandole che non c’è niente di cui avere paura e che se ha bisogno sono li…oppure mettermela nel lettone con me…cosa che spesso faccio perché nel mio letto si addormenta subito….nella sua camera non vuole nemmeno entrare perché sa che io dopo che si addormenta vado via…le devo anche dire che il rapporto mio e di mio marito è molto combattuto ci sono forte reazioni di urla e spesso gli dico di andarmene davanti ai miei figli….io spesso sono cosi nervosa che magari non rifletto che dovrei evitare davanti a loro…non so se è questo…Dottore ho cercato di spiegare più o meno quello che succede…spero mi possa dare un consiglio o magari dirmi se è il caso di contattare uno specialista…grazie

    • Gent.le Rosaria,
      innanzitutto eviterei il lettone per una bambina di 8 anni, questo non va proprio bene, come dall’altra parte se il clima in casa è teso, certamente questo contribuisce allo sviluppo delle paure. Se vede che i litigi tendono a ripetersi (di fronte ai figli) sarebbe bene che lei e suo marito riusciate a ritagliarvi dei momenti solo vostri dove magari (anche) litigare, ma non alla loro presenza. Comunque sia, credo sia utile che si rivolga ad uno psicoterapeuta per l’infanzia, il problema del dormire oramai a 8 anni non può essere considerato “solo” un abitudine scorretta, ma sicuramente riflette un disagio interno che la bambina sta vivendo.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  51. Salve;
    abbiamo un bambino di 5 anni che fino a 3 anni ha dormito nel lettone con noi, dopo di che abbiamo arredato la sua camera con un letto grande e mobili da ” Bambino grande” e siamo riusciti a spostarlo nella sua cameretta ma non riesce a dormire da solo lo stesso, devo sdraiarmi insieme a lui per farlo addormentare.
    All’inizio riuscivo a tornare nel mio letto appena si addormentava, ma adesso si sveglia di notte e inizia a piangere e dirmi che ha tanta paura ( dei ladri, dei mostri, dei fantasmi) e mi fa sentire in colpa perché l’ho lasciato da solo.
    Ha tanta paura del buio quindi tengo accesa la lampadina piccola e la porta della sua camera chiusa ma lo stesso continua a dire che ha paura e si nasconde sotto il cuscino. Da qualche giorno non vuole nemmeno andare in bagno da solo.
    Sono tanto stanca, noi parliamo tanto con lui e proviamo ad spiegarli che i mostri e fantasmi non esistono e che non deve avere paura dei ladri perché ci siamo noi a proteggerlo ma non cambia nulla, appena si spengono le luci tutto ricomincia ancora, come o cosa possiamo fare per aiutarlo ad essere più sereno, ad addormentarsi da solo?.

    La ringrazio in anticipo del suo aiuto.

    • Gent.le Lucia,
      il problema andrebbe ricercato nella motivazioni che vi hanno spinto a far sì che vostro figlio dormisse nel lettone insieme a voi fino ai 3 anni….ora mi pare chiaro che suo figlio non ha sviluppato la capacità di viversi separato da voi, e la sola idea, sembra trasformarsi per lui in fantasmi o mostri.
      Se vuole, mi scriva pure qualcosa in proposito.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  52. Buongiorno Dottor Mattioli, il mio bimbo di sei mesi ha difficoltà ad addormentarsi da solo e anche nel lettone. Dorme pochissime ore al giorno mentre durante la notte si sveglia spesso e cerca di fare il possibile per non riaddormentarsi. Lui dorme nella culla fino al primo risveglio che avviene intorno alle due per poppare, in seguito passa nel lettone. Mi piacerebbe renderlo autonomo nell addormentarsi ma non so proprio come fare. Grazie

    • Gent.le Amalia,
      mi dovrebbe dire se ha già iniziato lo svezzamento, e sopratutto, mi dovrebbe spiegare in modo più dettagliato che cosa intende quando dice che “mi piacerebbe renderlo autonomo nell’addormentarsi”.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  53. Buongiorno dottore,
    ho un bambino di otto anni sempre sorridente, solare, bravissimo a scuola, curioso e amante della lettura. E’ sempre stato abituato a stare lontano da noi che lavoriamo, va tranquillo a scuola e ai campi estivi e non ha mai avuto problemi di relazione. Peccato che quando arrivi la sera diventi un bambino completamente diverso. Non riesce ad addormentarsi da solo, si sveglia di continuo, ha sempre bisogno di sentire qualcuno vicino e io faccio avanti e indietro tutta la notte fino a quando, sfinita, lo lascio nel lettone. Mio marito non ha alcun problema a lasciarlo dormire tra noi ma io credo che ormai sia il momento di vincere questa battaglia. Se gli chiedo di cosa ha paura non sa rispondermi con esattezza, dice che qualche volta sogna dei grossi serpenti che sbucano fuori dall’armadio e dalle pareti. Per completare il quadro aggiungo che non ha mai dormito bene, fin da quando era neonato: ci mettevo ore a farlo addormentare e non appena mi allontanavo si risvegliava. Praticamente non è mai cambiato nulla. Anche io soffro da sempre di sonno leggero, e mi risveglio molte volte nel sonno da sempre, però non ho mai avuto incubi o paure particolari. Come possiamo aiutarlo? Lui è consapevole che questa cosa non va bene ed è grande ma non sa come affrontarla… minacciarlo di non lasciargli più l’ipad ( dove vede documentari e cartoni giapponesi) può essere utile? grazie

    • Gent.le Serena,
      innanzitutto cercherei (per quanto possibile) di uscire dall’ottica della battaglia. Purtroppo un bambino di 8 anni che è costretto a dormire nel lettone con i genitori, ha già cronicizzato il problema. Mi può dire a che orari e per quanto usa il tablet? Lei sa quale tipi di giochi fa? Video?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  54. Gent.mo Dott. Mattioli, anche stanotte, come da quasi tre mesi, mi ritrovo al fianco di mio figlio di 9 anni che non riesce più a dormire da solo.
    Premetto che fin dall’età di 2 anni e mezzo ha sempre dormito da solo nella sua cameretta senza problema alcuno.
    Tutto é iniziato a giugno quando durante il campo estivo, ha conosciuto e giocato ad un gioco sul tablet di un suo amico che sembra essere alquanto spaventoso (si tratta di “Five Nights at Freddy’s”). Da allora ha cominciato ad avere strani comportamenti come aver paura di andare persino da solo in bagno, anche di giorno.
    Ne abbiamo parlato e sa che tutto nasce da quel gioco, ma nonostante il fatto che dopo pochissimo non ha più avuto modo di giocare a quel gioco, e le nostre continue chiacchierate sull’argomento in cui lo invito a distinguere tra realtà e immaginazione, continua a provare paura specie con l’arrivo della sera. All’inizio dormivo con lui con la speranza che gli passasse presto ma ora che inizio a rifiutarmi, spiegandogli quanto irrazionali siano le sue paure, perde il controllo ed inizia a piangere letteralmente terrorizzato. Non so più che fare anche perché ultimamente sto facilmente perdendo la pazienza anch’io, ma non vorrei mai che qualche mio atteggiamento sbagliato in questa fase già così delicata, potesse peggiorare la situazione. Ad oggi continuo a controllare l’utilizzo che ne fa del tablet ma vedo che oltre a giochi e video “tranquilli”, non si spinge… La prego mi dia una dritta su come posso aiutarlo ad uscire da questa situazione che lo fa stare molto male.
    La ringrazio fin da subito per l’attenzione che mi vorrà concedere.

    • Gent.le Nunzia,
      la sua descrizione è molto accurata, però mi dovrebbe dire cosa pensa suo marito della situazione, e quale posizione tiene nei confronti di vostro figlio.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Grazie dottore, un paio d’ore tra pomeriggio e dopocena, d’estate meno perchè scende in cortile a giocare…

        • Gent.le Serena,
          non so per quale motivo ma il suo post mi è risultato visibile solo ieri….immagino che la situazione in un qualche modo si sarà evoluta…..veda lei se vuole fare un aggiornamento sulla situazione attuale.

          Saluti
          dr. Mattioli

  55. Buongiorno Dottore,
    sono mamma di due bambine.
    La piccola Gaia (2 anni tra poco) no presenta particolari situazioni..
    La grande, Aurora, 5 anni e mezzo, invece, è sicuramente sempre stata “vittima” di tutte le mie insicurezze: ha dormito spesso con noi da piccola, l’ho allattata a lungo (quasi 2 anni) e ora non c’è ovviamente verso di farla dormire una notte intera nel suo letto, nemmeno mettendole vicino la sorellina.
    Si addormentano entrambe in cameretta, ciascuna nel proprio letto, con la nostra presenza ma poi Aurora dopo 3-4 ore la ritroviamo nel nostro lettone.
    Sono anni che proviamo a convincerla, senza successo.
    Aggiungo che sono un paio d’anni che balbetta notevolmente. Lo scorso anno la Logopedista mi disse che era troppo presto, ma quest’anno vorrei riprovare.
    Volevo un suo consiglio ed eventualmente capire se era possibile vedersi, io abito in provincia di Varese.
    Grazie mille.

    • Gent.le Silvia,
      leggendo la sua descrizione le avrei detto di contattare uno psicoterapeuta dell’infanzia della sua zona…..ma visto che abita in provincia di Varese, mi contatti pure, così cerchiamo di approfondire la situazione che mi ha descritto.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  56. Salve dott.sono la mamma di due bambini il piccolo di 2 anni e l’altro di 5 anni. Entrambi hanno sempre dormito nelle rispettive culle nella nostra camera,ma da quando siamo tornati dalle vacanze ho tolto le culle e sto cercando di farli dormire nella cameretta.con il piccolo nn ho problemi ma con l’altro nn ci riesco. Quando si addormenta lo metto nel suo letto ma dopo qualche ora si sveglia e corre da me …ritorniamo nel suo letto gli faccio compagnia fino a quando nn si riaddormenta ma dopo un po ritorna da me.prima diceva che erano i pupazzi che lo guardavano che lo intimorivano ma anche eliminandoli mi trova un’altra scusa. ..nn so proprio cosa fare .e inoltre anche quando deve andare in bagno nella maggior parte delle volte mi chiede di accompagnarlo…ma il fatto di accompagnarlo in bagno lo chiede già da un anno più o meno.spero in una sua risposta è consiglio .grazie

    • Gent.le Brunella,
      le dico quello che non ho capito in quello che mi ha scritto…..mi pare che i due bambini hanno 3 anni di differenza, però mi dice che entrambi dormivano nelle loro culle dentro la vostra stanza…..cosa vuol dire? Possibile l’uso della culla per un bambino dai 3 anni in su?
      L’altra cosa che mi dovrebbe dire è come mai il bambino più grande lo facevate dormire nella vostra stanza?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  57. Buongiorno dottore, sono padre di un ragazzo di 13 e una ragazzina di 10 anni. Siamo una famiglia tranquilla e affettuosa. I ragazzi hanno dormito insieme nella loro cameretta dalla nascita della più piccola. Ora su richiesta del ragazzo, abbiamo separato le camere: la ragazzina è rimasta nella cameretta originale e il ragazzo ha cambiato stanza. Il problema ora è nei risvegli notturni della ragazzina che poi non riesce più a prendere sonno perchè gli manca il fratello e viene a svegliarci. Sottolineo che lei è molto sensibile e lui non si è mai svegliato di notte quando lei non stava bene o si svegliava per un incubo (non credo manchi la sua presenza ‘attiva’). Abbiamo cercato, insieme a mia moglie e amorevolmente, a farle descrivere la sua paura ma lei dice solo che le manca il fratello. Ha qualche consiglio? Grazie, saluti.

    • Gent.le Francesco,
      innanzi tutto direi che andrebbe chiarito (e sopratutto capito), cosa intende vostra figlia quando dice che le manca il fratello. Va chiarito se la mancanza del fratello è situazionale, ovvero, vostra figlia per ora non riesce a vivere la separazione nel dormire dalla presenza del fratello…..oppure….se il fratello riveste per la sorella di un importanza eccessiva, ovvero se è più importante delle amiche o degli amici, ecc…. Questa distinzione permetterebbe di capire quale strada seguire.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  58. Quando è nato il fratellino lui nn aveva ancora 3 anni…la cameretta nn era ancora pronta e quindi ho lasciato entrambi in camera da letto .adesso mi sembrava opportuno fare questo passo…ma senza successo come ho detto prima.la notte continua ad alzarsi e avvenire nel mio letto .gli ho chiesto il motivo è lui mi risponde che vuole stare con me xke ha paura.

  59. Gli ho chiesto di cosa avesse paura …dice dei pupazzi (che ho eliminato),di alcune cose che erano in camera (anche eliminate)..nn so più che fare

    • Gent.le Brunella,
      dalle risposte che ha dato alle mie domande, sono portato a desumere che le paure di suo figlio siano dovute ad un problema di separazione psicologica (forse dovuto ad un attaccamento insicuro). Per poterle dire qualcosa di più preciso dovrei farle domande molto specifiche e dedicare un tempo che fuoriesce dagli ambiti delle risposte di questo blog. Le consiglio pertanto di contattare uno psicoterapeuta per l’infanzia della sua zona che vi possa aiutare ad affrontare nel migliore dei modi questa difficoltà.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  60. Buongiorno dottore, ho una figlia di 7 anni che ha difficoltà ad addormentarsi ed ha continui risvegli notturni. Le spiego meglio… io e la madre siamo separati da 3 anni e mia figlia ha sempre frequentato casa mia due…tre volte alla settimana fermandosi a dormire (dormiva con me nel letto matrimoniale). Nell’ultimo anno ho cominciato a farla addormentare nella sua cameretta con qualche difficoltà, ma prendeva sonno con aiuto di fiabe e carezze. Da qualche mese in casa è entrata la mia compagna e saltuariamente si ferma a dormire in casa con noi aspetto non imposto ma deciso tutti insieme. Mia figlia conosce la mia compagna da più di un anno e fortunatamente c’è un bel feeling. Ora ho una situazione da due settimane piuttosto difficile da gestire, la piccola ha paura di andare a dormire e di notte si sveglia 2/3 volte durante le quali io vado ad addormentarla ma passa anche mezz’ora prima che lo faccia…appena mi alzo per tornare in camera mia si alza e mi chiede dove vado? Sembra stia vivendo uno stato di malessere pesante, io ho chiesto che paure ha e la sua risposta è sempre la medesima “ho paura di dormire sola”. Aggiungo che quando dorme dalla madre dorme assieme alla sorella oppure mamma nel letto matrimoniale. Riesce ad aiutarmi? Grazie e buona giornata.

    • Gent.le Daniele,
      la situazione è sicuramente complessa, abbiamo due ambiti che non vanno distinti, il come sua figlia dorme a casa con lei, e il come dorme a casa della madre. Al di là di tutto, quello che emerge (mi pare) è che sua figlia è arrivata ai 7 anni senza una autonomia nel dormire…..e il problema è che sua figlia ha già cristallizzato questa situazione (direi che si è in ritardo di quasi 5 anni)……dico questo non per allarmare, ma per inquadrare bene la situazione (sempre che i dati che ho letto io li abbia capiti correttamente). Prima di tutto cercherei di capire come mai (nonostante le vicissitudini matrimoniali) lei e la mamma di sua figlia siete arrivati così tardivamente a porvi questo problema? Anche la mamma la vede come lei?

      Se vuole mi faccia pure sapere….

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  61. Buona sera Dottore, le scrivo per questo problema.. il mio bimbo ha 17 mesi da quando ne aveva 8 dorme nella sua cameretta(premetto che da qnd è nato dorme nel suo lettino mai con noi a parte qlc raro caso di malattia o dolori) e da un mesetto dopo lo spostamento ha iniziato a dormire tutta la notte senza risvegli dalle 21.30 alle 07.30 8 circa.. ad agosto siamo stati 1 mese in ferie io e lui coi miei genitori e ha dormito sempre nel suo lettino in camera con me e gli ultimi 15 gg ci ha raggiunti il papà, da qnd siamo rientrati i primi di settembre ha iniziato a svegliarsi molto spesso la notte e far fatica a riaddormentarsi.. quando stava ricominciando a dormire tutta la notte senza risvegli abbiamo dormito una notte fuori casa in albergo (il 16) lui sempre nel lettino in camera con noi e una volta rientrati ha ricominciato a svegliarsi per sempre più tempo. .. Tanto che ormai è arrivato a svegliarsi dopo 5 ore di sonno e a fare visibilmente fatica a riaddormentarsi. Rimane sveglio anche per più di un’ora perché deve controllare che non usciamo dalla cameretta e appena non ci vede ricomincia a piangere e si alza. Alla fine dopo 2/3 risvegli o 1un’ora o più di ninne nanna e lo coccole lo portavano stremati nel lettone.. tanto che da questa notte abbiamo deciso di rispostare il lettino in camera da noi.. abbiamo sbagliato secondo lei? Da cosa possono essere causati questi risvegli? Può essere che non voglia stare da solo? Tra quanto potrei riprovare a spostarlo nella sua camera? E se non funziona nemmeno così cosa posso fare? Grazie mille! !

    • Gent.le Francesca,
      tenga presente che dormire per un mese (nel periodo estivo) nella camera dei genitori, non significa automaticamente che al vostro rientro, lui si renda disponibile, o sia capace di vivere questa separazione, anche se avevate un esperienza positiva prima della vacanze. Provate a darvi un mese di riambinetamento a casa, e poi provate lo spostamento, così come avete fatto in precedenza.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  62. Gent.mo Dott. Mattioli, mi chiamo Agnese ed ho 47 anni.
    Leggo con interesse i suoi consigli sul sonno dei piccoli e trovo molte risposte al disagio mio e di mio marito per la mancanza di serenità notturna del nostro bimbo di 4 anni e 1/2 ma, visto che ogni storia è un’esperienza unica, le racconto i dettagli che ci riguardano.
    Siamo una coppia adulta che dopo 25 anni di matrimonio ha deciso di avere un figlio. Siamo stati fortunati ed è arrivato con parto cesareo programmato un bimbo sano e bello (come pensano tutti i genitori). Sin dall’ospedale i suoi riposi erano agitati, scatti continui e risvegli ogni 15/20minuti. Dopo vari controlli (elettroencefalogramma- elettrocardiogramma- analisi metaboliche ed ecografia addome) che non hanno rilevato altro che il solito reflusso, sono andata avanti circa un anno tra l’andare avanti e indietro tra camera e cameretta anche 20/25 volte a notte (toccava quasi sempre a me perché il papà svolge una attività con sveglie prevalentemente notturne mentre io mi occupo della casa avendo lasciato con gioia il lavoro). Su consiglio della pediatra che mi ha visto non in forma (ho cominciato a soffrire di tachicardie gravi che mi hanno portato ad avere 2 ischemie cardiache e ora mi curo con farmaci e con ottimi risultati), e ci ha spiegato che si trattava di una malsana abitudine che gli avevamo dato noi, siamo andati per una settimana alla nostra casa del mare (condominio disabitato) e l’abbiamo lasciato piangere e urlare tutta la notte per 5 giorni senza intervenire con ciuccio o biberon, al sesto giorno abbiamo dovuto desistere perché il bimbo era disidratato e aveva i capillari degli occhi tutti rotti, febbre e convulsioni. Al pronto soccorso lo hanno trattenuto per una notte ed io e il papà abbiamo sentito un forte senso di colpa.
    Abbiamo parlato tra di noi e abbiamo deciso di mettere la culla in camera quando ormai aveva 1 anno (nonostante io fossi preoccupata che il pianto potesse disturbare le poche ore di riposo di mio marito) ma nonostante ciò i risvegli sono continuati ininterrottamente fino all’età di 4 anni calando però fino a 7/10 a notte. L’unico sedativo è rimasto un sorso di latte allungatogli nel lettino affiancato al letto matrimoniale (anche noi crediamo più un abitudine che una necessità).
    Improvvisamente 6 mesi fa, per una notte, non si è mai svegliato: GIOIA pura!!!
    Poi in seguito massimo una o 2 volte a notte ma per le normali necessità :acqua e pipì.
    Qualche settimana fa siamo andati tutti e tre a comprare la nuova cameretta con letto singolo e lenzuola colorate, è stata montata e lui ne ha parlato con serenità a tutti, poi la prima notte è ricominciato tutto daccapo nello sconforto generale.
    Tra i 10 e i 15 risvegli notturni (non sempre con pianto ma quasi sempre con sogni agitati nei quali parla e rivive le esperienze della giornata) nei quali ci raggiunge in camera e chiede conforto. Puntualmente o io o il padre lo riaccompagniamo restandogli accanto per qualche minuto, si riaddormenta e dopo 15 – 20 minuti ricominciano le urla nelle quali ci chiama forte oppure viene in camera silenziosamente sperando di non farci svegliare e si accuccia ai piedi del letto portandosi dietro il cuscino e le pantofole!
    Ne abbiamo parlato ovviamente con lui e ci dice che non gli piace stare da solo, non parla di paure, infatti va da solo al bagno di notte accendendo le luci sul precorso e ritorna in cameretta ma quando si sveglia dice che aspetta che il padre vada al lavoro per farmi compagnia perché forse io potrei avere paura! Abbiamo notato che pur essendo un bimbo vivace e allegro preferisce attività o molto fisiche (corse e lotte con amichetti vari) o molto meditative (adora le visite museali che segue con interesse esprimendo tutte le sue curiosità e richiedendoci continui approfondimenti).
    Abbiamo timore che il suo problema sia il distacco da noi genitori e soprattutto da me che gli dedico davvero tutto il mio tempo.
    Ha frequentato il nido dai 18 mesi ma dall’età di circa 2 anni ha paura (parole sue) dei bottoni che dice “fanno male ai bimbi”!!!
    Ho affrontato l’argomento con le educatrici del nido all’epoca ma non siamo riusciti a capire l’evento che ha scatenato questo disagio. Non vuole indossare nulla con bottoni ed asole (piange urla e si strappa i vestiti di dosso) ma non sa neanche lui da dove arriva questa paura, la pediatra ci ha indirizzati alla psichiatria infantile ma lì ci hanno detto che non sanno come affrontarlo e dove inquadrarlo (età 4 anni e 1/2) visto che non ha altri disturbi e/o manie…mah?!? Quando gli chiedono il motivo lui non sa dirlo ed inventa qualsiasi cosa per non parlarne più, accondiscendendo a qualsiasi risposta plausibile ( spavento causato da cartoni animati, storie con bottoni, bambini cattivi, mostri, adulti cattivi).
    Il problema ci hanno assicurato che passerà da solo ma intanto comincia ad essere limitativo e poco pratico per la scelta degli abiti.
    Intanto il disagio del sonno resta il problema che preoccupa di più tutta la famiglia, credo anche il piccolo che si rende conto che sta crescendo e gli si chiede di essere ancora più autonomo ma non riesce proprio a staccarsi dalle sicurezze che i genitori gli trasmettono. Lo abbiamo iscritto a diversi corsi extrascolastici a scuola quest’anno ci va ancora più volentieri (II anno materna ) perché è tra i bimbi più grandi in una sez. eterogenea.
    Le chiedo un consiglio che ci aiuti ad affrontare nel modo più corretto questo disagio scusandomi se sono stata troppo lunga ma spero di aver approfondito abbastanza la storia
    La ringrazio per la paziente lettura e la saluto con simpatia.
    Agnese

    • Gent.le Agnese,
      dopo aver letto attentamente il suo scritto, mi sento di consigliarle di contattare uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia, ma che abbia un orientamento psicoanalitico. Di solito non do mai consigli sul l’orientamento del professionista, ma quello che mi ha raccontato della Neuropsichiatria, unendola alle considerazioni che deduco da quello che lei racconta (ad es. la fobia dei bottoni), credo che un approccio di psicoterapia psicoanalitica sia essenziale per inquadrare correttamente la situazione. Nel caso faticasse a trovare uno psicoterapeuta con queste caratteristiche, mi contatti pure tramite mail, indicandomi la sua zona di residenza, ed io potrò vedere se riesco a darle un nominativo utile.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  63. Grazie Dott. Mattioli, mi metterò subito in cerca del professionista e se dovessi aver problemi la contatterò in privato per un orientamento mirato.
    Cordiali saluti. Agnese

  64. Gent.mo dott. Mattioli, mi chiamo Claudia e ho 34 anni. Mio marito ha anche lui 34 anni e abbiamo una bambina di due anni. Lei é allegra, socievole, non ha avuto difficoltà nella maturazione del linguaggio, canta parti di canzoncine, ha già tolto il pannolino da circa due mesi (la notte ancora glielo metto), ha camminato da sola intorno ai 14 mesi, prima ha gattonato; mangia con appetito, anche se non sempre da sola. Tasto dolente: il sonno. Le spiego la nostra situazione, che non so se possa avere influenza nella difficoltà di mia figlia a dormire da sola. Mio marito va periodicamente via per lavoro: alterna periodi in cui lavora in sede e torna a pranzo e a cena, ad altri in cui si assenta da casa anche per due settimane. Io sono una libera professionista, e ho potuto godere di una maternità prolungata, tanto che sono tornata al lavoro quando mia figlia ha compiuto 10 mesi. In quell’occasione, ho cominciato a lasciare la piccola con una signora, fidata e assolutamente adeguata al compito. Solo occasionalmente mia figlia sta con i nonni, per lo più sta con noi e principalmente con me. La bambina ha dormito in camera con noi, nel suo lettino (solo raramente nel lettone con noi) per tutto il primo anno di vita; poi le abbiamo preparato un lettino (tipo montessoriano per renderle semplice la salita e la discesa) nella sua cameretta. Da un paio di mesi lo abbiamo sostituito con un lettino a una piazza. Il problema é che mia figlia ha sempre dormito in collo o con le poppate. La pediatra ha caldeggiato l’allattamento a richiesta per tutto il primo anno, io concordavo, e ora mi ritrovo a fare grande difficoltà a gestire i risvegli notturni senza poppata. Il problema c’è solo di notte perché poi di giorno lei si addormenta in braccio con un carillon, ma per addormentarsi la sera o durante i risvegli notturni non sente ragioni. Devo addormentarmi con lei nel suo lettino, e quando lei si sveglia e non mi trova, piange. Ho provato a proporle le favole, ma benché interessata, capisce che io provo a cambiare questa abitudine e si ribella. I risvegli ci sono sempre stati, noi non dormiamo quattro ore di fila da quando lei é nata, ma in altri periodi lei si riaddormentava anche con il padre. Ora invece vuole solo me e si sveglia sempre piangendo. Io non so se sono io troppo esigente, e chiedo “troppo”a una bimba di due anni, che ha già sufficienti autonomie. Non so se lei ha paura di qualcosa, o se questa situazione è solo il frutto di abitudini ormai radicate, che prima andavano bene ma che ora non sono più funzionali. Ma allora perché facciamo tanta difficoltà a cambiarle se non vanno più bene?
    Scusi la lunga mail, ho cercato di darle un quadro più possibile esaustivo. La ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

    • Gent.le Claudia,
      mi può spiegare cosa vuol dire “ha sempre dormito in collo??”.

      dr. Mattioli

    • Gent.le Claudia,
      mi può dire cosa significa “ha sempre dormito in collo?”.

      dr. Mattioli

      • Ha sempre dormito in braccio in fase di addormentamento. Mia figlia ha sofferto di reflusso, e il Gastroenterologia ci disse di tenerla in braccio almeno una quarantina di minuti dopo ogni poppata… Naturalmente la piccola si addormentava durante questo tempo. Noi poi la rimettevamo nella sua culla. Da allora però lei non è mai riuscita ad addormentarsi da sola, soltanto in macchina succede.

        • Quello che lei descrive e’ un comportamento dal quale sembrerebbe che sua figlia non può (per ora) essere svezzata. Le faccio notare che quando mi dice che di giorno non ci sono problemi “perché si addormenta in braccio” con un carillon….ecco, io partirei da lì……innanzi tutto partirei dal fatto che sua figlia necessita di un contatto fisico per addormentarsi, un contatto regressivo (non basta la mano o la presenza), ma è come se ci dovesse essere un contatto con tutto il corpo della mamma. Partendo da questa ipotesi, non mi occuperei (per ora) della notte, ma piuttosto mi occuperei dell’iniziare a favorire il riposino diurno, con un contatto che coinvolga sempre meno il corpo della mamma, cercando di arrivare ad un addormentamento nel proprio lettino che diventi sempre di più autonomo. Solo in un secondo momento, quando la bambina avrà interiorizzato questa sua capacità, allora si potrà tentare di svezzarla anche di notte.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  65. Grazie dottore, la ringrazio davvero per la disponibilità e la cordiale professionalità. Cercherò di mettere in pratica quanto da lei suggerito. La terrò aggiornata sugli sviluppi futuri. Buon pomeriggio e buon lavoro.

  66. Buongiorno dottore,
    Le scrivo perché da circa un mese (da quando è ricominciata la scuola) il mio bambino di otto anni si sveglia una o due volte durante la notte e non riesce a riaddormentarsi se non dopo parecchio tempo.
    In genere i risvegli sono due, il primo verso l’una e il secondo verso le quattro.
    La sera si addormenta da solo verso le 21.45 anche se vuole che io stia nella mia camera, attigua alla sua.
    Gli ho chiesto se avesse qualcosa e mi ha detto che ha paura perché a scuola alcuni amichetti hanno raccontato storie paurose. Prima c’era una nonna pazza che uccide la famiglia, adesso siamo all’ombra nera con gli occhi rossi che si intrufola in casa.
    Gli ho chiesto se ha qualche altra paura di cose più reali ma mi ha detto di no.
    Sono un po’ preoccupata perché non ha mai avuto questo genere di problemi, quando era più piccolo restavo vicino a lui fino a quando non si addormentava ma da tempo ormai era tranquillo, si svegliava per fare pipì o bere e tornava a letto da solo senza problemi, aveva una piccola lucina in camera e gli bastava, ora vuole accesa la luce del bagno e chiuse alcune porte.
    Vorrebbe venire nel lettone ma non può per un problema di allergia agli acari, così mi chiede di mettermi accanto a lui.
    A volte aspetto per vedere cosa succede sperando che riesca da solo ma dopo un oretta nella quale non si riaddormenta vado.
    A volte se l’indomani non ha scuola lo lascio riaddormentare da solo ma lo sento che si gira, si rigira e sbuffa.
    La pediatra da due settimane mi ha dato uno sciroppo naturale con magnesio ma ad ora non fa nulla.
    Può darmi dei consigli?
    La ringrazio molto
    Cordiali Saluti
    Alessandra

    • Gent.le Alessandra,
      lei sa se per caso suo figlio ha accesso ad un tablet suo o di suoi amici dove possa avere accesso a you tube? Le chiedo questo per togliere l’eventualità che le storie che suo figlio le ha raccontato non abbiano un corrispettivo di filmati visti su internet. Non è infrequente che ci siano dei bambini che vedono filmati con altri bambini (che credono veri) e ne rimangono molto spaventati.

      dr. Mattioli

      • Gent.le dr Mattioli,
        ho chiesto al bambino da dove provenissero queste storie e in effetti mi ha detto che sono giochi o filmati che i suoi amici hanno visto su youtube.
        Lui a casa non ha libero accesso ad internet e quindi lo escludo, quando gioca a casa degli amici non ha mai raccontato di essere andato su youtube ma non posso escluderlo.
        La prima notte nella quale sono cominciate queste paure si è svegliato spaventato anche perché il cuore gli batteva fortissimo, sicuramente una causa scatenante in un momento preciso c’è stata. Il mio timore è che passate queste paure, speriamo presto, il ritmo del sonno rimanga compromesso. Stanotte essendo stanca io per prima ho dormito con lui, probabilmente non avrei dovuto, ma non si è mai svegliato nemmeno per bere o fare pipì.
        Di nuovo mille grazie
        Alessandra

        • Gent.le Alessandra,
          credo sia utile ricostruire nel dettaglio (insieme a suo figlio) dove lui ha ascoltato queste storie, e sopratutto, il perché le ritiene vere. Chiarito questo punto, va aiutato a capire un punto di vista alternativo, ovvero il perché “invece” queste storie non sono reali.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

  67. Dottore buongiorno ho un bimbo di 10 anni.. adottato da quando aveva un mese… da sei forse sette anni durante la notte ce lo troviamo in mezzo al letto. Non si addormenta mai da solo vuole sempre qualcuno al suo fianco di preferenza mio marito. Se solo ci si sposta dalla sua camera finchè ancora non è addormentato lui si alza e ci chiama insomma ci vuole li attaccati a lui. E di notte (salvo qualche rara eccezione) viene nel nostro letto.
    abbiamo affrontato con lui il problema molte volte in vari modi. Lui dice che ha paura della notte, del buio (lasciamo sempre lucina accesa sul suo comodino). Poi le paure cambiano: i terroristi, il terremoto. E’ un bambino molto impegnato con sport calcio, scout, amici è allegro e anche molto indipendente: da due anni trascorre d’estate una settimana da solo con gli scout lontano dalla famiglia e torna carico e felice. Dorme anche fuori casa dagli amici. Il problema è quando è in famiglia. Io e mio marito siamo affiatati ci vogliamo bene. Ritengo respiri un clima di serena vita familiare. Non sappiamo che fare, Abbiamo preso anche un cane e per qualche giorno da quando era arrivato il cucciolo nostro figlio è rimasto tutta la notte nel suo letto. Poi ha ripreso la vecchia abitudine. Non riusciamo a spezzare questa routine. cosa ne pensa grazie francesca

    • Gent.le Francesca,
      da quello che mi racconta è come se suo figlio mettesse nel problema del dormire, il problema delle sue origini (da dove viene, perché i suoi genitori non lo hanno tenuto, ECC….). Se quello che dico fosse vero, allora non si tratterebbe di un problema di abitudini, ma di un problema di una parte del suo Se’ arcaico, la sua storia. In questo senso allora, sarebbe utile una consultazione con uno psicologo dell’infanzia per valutare se non sia il caso di aiutare suo figlio ad affrontare questo tema.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  68. Buonasera dottore…la nostra primogenita di 8 anni e mezzo, ci sta dando molti pensieri. La bambina fin dalla nascita, non ha mai avuto un buon rapporto con il sonno. Fatica ad addormentarsi da sola, il suo sonno è agitato e discontinuo. Ha paura del buio, dei ladri, del terremoto. Quello che più mi ha lasciata perplessa è che qualche giorno fa, dormivamo insieme , quando alle 4 e 40 del mattino c’ è stata una leggera scossa di terremoto. Io ho il sonno molto leggero e l’ho sentita… Subito dopo ho guardato mia figlia e l’ ho trovata sveglia e terrorizzata. Ma non era assolutamente una scossa da svegliare una persona immersa in un sonno profondo. Allora ho compreso che lei è sempre vigile, anche quando dorme. Motivo per cui durante il giorno è spesso distratta e poco concentrata. Ora io non sono una mamma che ha paura di tutto , né tantomeno le inculco pensieri sulla morte e cose simili. Tre anni fa l’abbiamo portata da una psicologa , la quale ha sostenuto il forte carattere della bambina in grado di manipolare. Io le assicuro che quando è il momento di dormire, mia figlia trema e non sta fingendo. Oramai non dorme profondamente neanche in presenza nostra. E’ disposta a farsi mettere in punizione pur di non rimanere da sola. Abbiamo una casa a due piani…lei , né scende né sale da sola. Non va in bagno da sola. Adesso ha un fratello di tre anni che sta influenzando moltissimo, nonostante io l’abbia pregata di non farlo. Dottore ma che dobbiamo fare? Io davvero non so se devo farle compagnia aspettando che passi( intanto sono passati anni ed è peggiorata) …o se devo arrabbiarmi , fare il cuore duro anche se è terrorizzata….grazie anticipatamente.

    • Gent.le Roberta,
      le devo dire che mi sento d’accordo con la sua osservazione, è molto probabile che sua figlia rimanga in uno stato di prolungata vigilanza, e che probabilmente, con molta fatica, riesca ad accedere al sonno profondo (e questo è un problema rilevante). Non mi sento di darle nessun consiglio (sul sonno di sua figlia) perché la situazione andrebbe valutata nei dettagli e questo esula dalle mie possibilità attraverso il blog. Visto che ha già avuto un esperienza (mi pare non positiva) con una psicologa, allora le posso consigliare di contattare uno Psicoterapeuta specializzato nell’infanzia (lo psicologo e lo psicoterapeuta hanno competenze diverse) di orientamento psicoanalitico….le specifico l’orientamento perché credo che questo permetta di valutare la situazione con la giusta attenzione e con la possibilità di avere delle indicazioni chiare rispetto al percorso da fare. Se faticasse a trovarne uno, mi contatti pure tramite mail indicandomi la vostra zona, ed io posso vedere se le posso indicare qualcuno che appartiene ai miei contatti.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Buongiorno dottore, tante grazie per la celere risposta che certamente ci sarà di grande aiuto…ascolteremo il suo consiglio. Distinti saluti

  69. Buonasera Dottore, mio figlio ha 5 anni e ha risvegli notturni che lo portano nel lettone, in lacrime. Si addormenta sempre sul divano, poi lo metto nel suo letto, ma dopo un paio d’ore si sveglia e viene da noi con il suo peluche! All’imbrunire ha paura di andare nella sua cameretta da solo, anche solo per prendere un gioco, anche per andare al bagno vuole compagnia! So che ha paura del buio, dei fantasmi e dei lupi. Ha qualche consiglio per me?
    Grazie
    Cordiali Saluti
    Manuela

    • Gent.le Manuela,
      suo figlio si trova nel periodo edipico, per cui innanzi tutto, andrebbe capito come lui ha fatto fronte alla constatazione che mamma e papà hanno comunque un rapporto “tra di loro” che dovrebbe avere un certo grado di indipendenza, e da cui lui è escluso…….ritiene che vostro figlio abbia incontrato questo aspetto della relazione? Se si come l’ha elaborata?(i problemi del dormire c’erano anche prima dei 3 anni??).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  70. Gen.le dr Mattioli,
    Sono Simona, ho 2 bambine di 3 e 5 anni. La piu grande mi da problemi per dormire da sola. Io sono un’infermiera turnista e faccio anche il turno notturno. Mia figlia è nata prematura per il primo mese della sua vita è stata in ospedale. È sempre stata nella nostra camera nel suo lettino, fin quando 6 mesi fa abbiamo cambiato casa e le abbiamo fatto la propria camera insieme alla sorella. La piu piccola non ha problemi si addormenta da sola e rimane nel suo letto, metre lei inizia a lamentarsi a piangere. Allora cerco di farla addormentare, ma ha il sonno leggerissimo e appena mi alzo, piange disperata, un pianto inconsolabile. A volte rimane senza fiato. Lo fa anche di notte sembra una sirena, svegliando anche la più piccola. Così ci dividiamo, mio marito con una e io con un’altra. Purtroppo facendo abituare così anche la più piccolina. La bambina mi dice che ha paura dei mostri, ma mi sembra più una scusa, mi chiede spesso quando morirò e quando diventerò vecchia, mentre a mio marito no. Al padre è legatissima, e ha una preferenza nei suoi confronti. È una bambina vivace allegra espansiva, va a scuola con piacere, pratica sport 2 volte a settimana nei limiti della sua età. Non ha avuto problemi di salute a parte la prematurità alla nascita. Ha lasciato con difficoltà il ciuccio, con il pannolino nessun problema. Preferisce gli amichetti maschi e i giochi da maschietti. Grazie mille.

    • Gent.li Simona,
      da quello che mi scrive sembra che il sintomo di sua figlia sia legato alla situazione Edipica, ovvero al come lei sta vivendo il dover dividere il rapporto privilegiato con un genitore (il padre?) con l’altro genitore e la sorellina. Il punto che andrebbe capito mi pare questo, il sapere cosa vi ha impedito di far dormire vostra figlia in una stanza “sua” prima dei sei mesi fa…..

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  71. Dott.Mattioli innanzitutto grazie per la risposta. È stata una mia scelta egoistica, visto la prematurità della bambina, ho preferito farla dormire nella nostra stanza. E così abbiamo continuato, anche con l’arrivo della seconda. Un po’ per pigrizia un po’ perché faceva piacere anche a noi averle vicino….
    E poi abbiamo cambiato casa e abbiamo cercato di farla abituare alla nuova situazione. Con scarsi risultati.
    Grazie in anticipo. Simona.

  72. Gentile Dottore
    sono una mamma di una bimba di 3 anni e 3 mesi
    Fin dall’inizio io e il papà siamo sempre stati d’accordo nel non farla dormire con noi nel lettone soprattutto per poter mantenere la nostra intimità e i nostri spazi almeno nelle ore notturne. A tre mesi già dormiva nella sua stanza da sola e mi alzavo io per allattare quando era necessario.
    Quando poi ho smesso di allattare non si è praticamente mai svegliata di notte, solo in casi di influenza. Dunque sempre tutto bene fino ai 3 anni…. In particolare dopo una vacanza di 2 settimane in cui dormiva nel suo lettino nella nostra stanza , insisteva nel venire nel lettone e noi per stanchezza abbiamo ceduto qualche volta… Ma da lì è sempre stato più difficile. Negli ultimi 3 mesi infatti si addormenta nel suo letto con le solite favole e sempre alla stessa ora (intorno alle 21) ma poi a una certa ora della notte si sveglia e ci cerca. Soprattutto cerca me. A volte insistiamo che rimanga nel suo letto, altre volte per stanchezza cediamo e viene da noi. Ma la situazione sta sempre più peggiorando… Quando a volte il papà o io ci ritroviamo nel suo letto e lei nel nostro con uno di noi, ci rendiamo conto che la situazione non va per niente bene… Sicuramente mi parla di paure, di streghe, di mostri.. ma non comprendo se è solo un capriccio o cosa… Ha qualche suggerimento? la ringrazio infinitamente.

    • Gent.le Alessandra,
      mi dovrebbe dire se a vostro parare la bambina ha sviluppato un attaccamento privilegiato per uno di voi due (genitori).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Gentile Dottore,
        direi che la bimba è attaccata ad entrambi però probabilmente più a me. Di notte chiama soprattutto me. E a volte se va il papà chiede comunque di me. Grazie mille

        • Allora…..le potrei consigliare di porre attenzione nel quotidiano della bambina, quali possono essere le situazioni in cui lei (sua figlia) intrattiene con lei (mamma) momenti di particolare attaccamento (positivi o negativi che siano). Di questi momenti, dovrebbe individuare quelli in cui lei (mamma) avverte che sua figlia esagera, che la stancano, che non sopporta, ECC….. Su questi dovrebbe fare intervenire un’altra persona (preferibilmente il papà) in modo tale da stemperare e modulare le situazioni. Se la mia ipotesi è corretta, dopo un po’ di tempo, dovrebbe essere più facile gestire le problematiche di sonno di sua figlia.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

          • Gentile dottore, scusi nel ritardo della mia risposta. La ringrazio infinitamente per i suoi consigli. Li ho già messi in pratica e a me pare proprio che piano piano stia funzionando. La ringrazio nuovamente! A presto alessandra

  73. Gentile dottore sono la mamma di un bambino di 2 anni e 3 mesi molto molto vivace ed intelligente. Purtroppo dopo la nascita del mio bambino ho sofferto di depressione post partum che ha ritardato in qualche modo l’attaccamento a mio figlio. Il parto è stato lungo e traumatico e l’allattamento è andato male da subito. I primi mesi mio figlio piangeva continuamente anche se la notte perlopiù dormiva. Ho messo Federico a dormire nella sua cameretta a tre mesi di vita. Poco dopo sono iniziati i risvegli notturni che è nel giro di un paio di mesi sono arrivati ad avere una frequenza anche di ogni mezz’ora. Quando il piccolo ha fatto 9 mesi ho spostato nuovamente il lettino nella nostra camera. Ci è voluto un po’ di tempo ma intorno all’anno Federico ha preso a dormire di nuovo quasi tutta la notte con solo due o tre risvegli.
    Insomma, tra la depressione e il sonno mancato ricordo quei primi mesi con molto dolore. Attualmente Federico dorme ancora accanto a noi nel suo lettino con le sbarre, senza alcun risveglio perlopiù. Ho tentato verso i 20 mesi di spostarlo nella sua cameretta e non ha opposto resistenza ma semplicemente ha ripreso ad avere molti risvegli durante la notte, reclamando la mia presenza accanto a lui. Per questo per il momento abbiamo deciso di tenerlo accanto a noi perché risulterebbe troppo stancante passare le notti a fare la spola tra camera sua e camera nostra ( peraltro distanti tra loro)… mi domando però se è la cosa giusta. Aggiungo anche che durante il periodo in cui Federico dormiva nella sua cameretta, durante il giorno il suo comportamento era peggiorato moltissimo: capricci a non finire, svogliatezza, inappetenza, ecc…
    Una volta rimesso a dormire vicino a noi l’incubo era come finito e tutto è tornato alla normalità. Non posso però fare a meno di chiedere se dovrei insistere per farlo dormire in cameretta o dovrei invece continuare ad assecondare l’esigenza di dormire vicino a noi. Per noi averlo nella nostra stanza non costituisce un problema, il mio unico dubbio è relativo al fatto che possa non essere una soluzione adatta alla sua crescita. Non nascondo che per me è una comodità averlo accanto… dorme bene lui ma dormo bene anch’io! A volte penso che è come se dovessi recuperare il tempo perso all’inizio..
    Insomma, vorrei un suo parere in merito. Grazie infinite per l’aiuto. Valentina

    • Gent.le Valentina,
      mi spiace risponderle solo ora, ma avevo sospeso la mia attività per le vacanze…..
      In riferimento a quanto lei mi ha scritto, direi che il punto che andrebbe chiarito (prima di poter dire qualcosa su suo figlio), sarebbe quello di sapere se lei ha fatto un qualche tipo di lavoro psicologico per uscire dalla depressione post partum.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  74. Gent.mo Dottor Mattioli, grazie per la Sua disponibilità. Non ho fatto nessun lavoro, nel giro di qualche mese grazie al supporto della mia famiglia e a qualche integratore alimentare la situazione è migliorata fino a tornare alla normalità intorno ai 10 mesi di mio figlio. Da allora sono la “Valentina di sempre”, ho accettato il carattere super vivace di mio figlio ed ho assimilato l’idea che il bambino che immaginavo in gravidanza non somigliasse nemmeno lontanamente a quello che è in realtà. Credo che il punto in realtà sia proprio questo: è come se mi fossi “innamorata in ritardo” di mio figlio. È solo dopo aver iniziato ad uscire dalla depressione che ho sentito il vero attaccamento nei suoi confronti ed è come se al momento sentissi di dover in qualche modo recuperare il tempo perduto. Non riesco a pensare di farlo dormire in un’altra stanza.

    • Gent.le Valentina,
      le consiglierei di contattare uno psicoterapeuta specializzato nelle problematiche infantili della sua zona, per far fare una valutazione della situazione. L’obiettivo è quello di cercare di capire quanto le problematiche del dormire di suo figlio “dipendano” da caratteristiche proprie del bambino, o quanto invece possono dipendere dal tipo di dinamica famigliare che si è instaurata. Riuscire a capire questo, permetterebbe di capire al meglio quali tipi di interventi possono essere migliori in questa situazione.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  75. Cordiali saluti.

  76. Buongiorno dottore, sono Cristina la mamma di Giovanni che ha 4 anni e mezzo. Vorrei chiederle un consiglio, per la nostra situazione che sta diventando molto pesante per me è di conseguenza per mio marito, perché io non dormo più da una settimana, ma letteralmente non dormo più, se non 2 ore, le spiego cosa succede.
    Giovanni fino ad una settimana fa, dormiva in camera con noi , per il semplice fatto che non avevamo una stanza in più se avevamo il mutuo da pagare , quindi non potevamo neanche cambiare casa così facilmente, però dormiva nel suo letto e soprattutto si addormentava da solo, ogni tanto ci chiamava ma io andavo lì chiedevo cosa succedeva , bacio e nanna! Ora abbiamo cambiato casa e lo avevamo comunque preparato nei mesi precedenti al nostro trasloco, ha scelto lui i mobili della sua camera, ha scelto i colori della parete, delle lenzuola , ha scelto lui le lucine per il buio, solo che va a letto ( con la nostra routine) , ma poi incomincia a chiamare , dice che non vuole stare da solo, che vuole me ect ect , come faceva prima, solo che ora si sveglia all’ una /2 e Dalle 5 5/12 e’ un continuo chiamare mamma! Io vado da lui, lui dice che vuole me, mi chiede se lo sento quando lo chiamo, io gli rispondo ” certo amore sono qui” , poi vado a letto e ricontinua dice che non vuole dormire da solo, che ha paura delle ombre e di spegnere la lucina, io faccio così, poi mi richiama che ha paura del buio e di riaccendere la lucina, e faccio così, poi mi richiama e mi dice che ha paura dei pipistrelli del buio e della luce, e che vuole me! Continua a dirmi se io lo sento quando mi chiama! Continuiamo così fino alle 5, io non vado nemmeno più in camera, mi fermo sul divano! Ma non voglio cedere nel portarlo nel lettone o di andare a dormire con lui, perché farei passi indietro e mio marito è d’accordo con me! Ora la mia domanda è sto facendo bene? Come posso rendergli e renderci la notte, davvero una bona notte!? Anche perché poi la sveglia suona ed io non riesco a fare più mette perché dormire 2 ore a notte non ce la faccio! La ringrazio se vuole consigliarmi buon lavore

    • Gent.le Cristina,
      nonostante suo figlio sia stato preparato al trasloco, ed abbia partecipato attivamente nel preparare la sua cameretta, la problematica che lei descrive mette in evidenza un attuale problema di “attaccamento”. Visto che l’età del bambino, è quella della “situazione Edipica”, diventa particolarmente rilevante il cosa pensa suo marito della situazione, come la sta vivendo, e sopratutto, se ha alcune idee sul cosa fare per modulare questa continua richiesta di vicinanza che suo figlio le rivolge.
      Per poterle dare alcune indicazioni ho dunque bisogno di sapere il punto di vista del papà.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  77. Gentile dottore
    le parlo di noi: mia figlia ha nove anni, è stata allattata al seno per venti mesi, la prima infanzia è stata serena e regolare dal punto di vista della crescita e del sonno. Dormiva due tre ore a notte ed io allattavo a richiesta.
    Intorno ai dieci mesi ha cominciato a dormire circa 6 ore di seguito.
    Purtroppo il padre per motivi di lavoro è stato poco presente a causa di lunghi viaggi e quando rientrava non era affatto propenso a partecipare alla gestione della bambina che ho sempre seguito io. Fino a circa tre anni è stata nel suo lettino in camera nostra poi è stata trasferita nella sua cameretta. Io l’ho sempre addormentata con favole e coccole e una volta addormentata durava fino al mattino. Quando aveva circa 4 anni io e mio marito abbiamo avuto problemi a causa di questa sua assenza nei confronti della figlia ed i nostri problemi hanno aumentato la sua distanza dalla bambina. Lui litigava con me e restava distante anche dalla figlia. Abbiamo iniziato a farci seguire da uno psichiatra per problemi di coppia e per problemi suoi nelle relazioni.
    Questo ha portato pochi frutti al nostro rapporto e pochi al rapporto padre figlia. La.questione centrale purtroppo è che io ho sempre gestito da sola tutto di mia figlia con la conseguenza della creazione di un rapporto simbiotico che ha aumentato nella bambina questo bisogno di contatto. Ho lavorato tanto per farla cescere in modo equilibrato ( frequentazioni, attivita ecc) A scuola e nelle relazioni è equilibrata e serena, studia con profitto, fa sport ecc ma resta sempre la questione che da quando aveva circa 4 anni ha bisogno di me per addormentarsi. Parlandole dice di capire la necessita di crescita di una bimba della sua età, la necessita dei miei spazi personali serali che sono praticamente azzerati ma poi non riesce a mettere in pratica quello che “concordiamo” Io ammetto che per stanchezza e solitudine spesso ho ceduto anche per sopperire alla forte assenza del padre e forse ho sbagliato…
    Premettendo che la bambina ha sempre avuto molto bisogno di contatto e che i problemi coniugali hanno amplificato questa necessità come crede che io possa risolvere? Le dico che ho anche paura che la bambina sviluppi un egocentrismo che poi in età adolescenziale possa sfociare un narcisismo. Questo è il disturbo che m è stato diagnosticato a suo padre. La prego mi dia un parere grazie.

    • Gent.le Annamaria, la sua descrizione è molto dettagliata ed esauriente….direi che nelle sue parole si possono già trovare le risposte…..lo spazio che lei non ha per se’ stessa e la solitudine…..mi dice che ha lavorato tanto per far crescere sua figlia in modo equilibrato, ecco il problema appunto è che nonostante l’impegno e la sua dedizione, lei non può sopperire al fatto che sua figlia necessita di “vivere” i suoi genitori che la pensano e si occupano di lei, (non può farlo solo la mamma). Per modulare questa simbiosi con la figlia (visto che gli incontri di coppia non hanno dato un esito positivo) le consiglierei di contattare uno psicoterapeuta di orientamento psicoanalitico, per poter fare il punto su quello che lei “desidera e aspira” dalla sua relazione di coppia….credo che nel momento in cui lei possa chiarificarsi questi aspetti, allora la presa di sua figlia su di lei dovrebbe diventare meno intensa (meno simbiotica).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  78. Buongiorno,
    sono la mamma di una bimba di 5 anni che da natale improvvisamente non vuole piu’ dormire da sola.
    La bimba ha avuto un infanzia molto serena, ha un attaccamento molto forte con il papà perche’ e’ stato disoccupato nel periodo in cui la bambina aveva 1 anno, fino ai 3 anni circa, periodo in cui si e’ occupato di lei come una mamma.
    La bimba ha sempre dormito nel suo lettino, e dall’eta’ di un anno ha dormito nella sua stanzetta senza nessun problema. Unica cosa, si addormentava sempre col papà vicino.
    Dalla fine di dicembre circa sono iniziati i problemi. Nei giorni di natale ha dormito nel lettone con noi per una brutta influenza e da allora farla dormire e’ un delirio.
    Suo papà come ogni sera la accompagna a nanna e sta vicino a lei, ma se una volta bastavano 10 minuti e si addormentava, ora dopo tre ore e’ ancora sveglia, il papa’ in compenso e’ arrabbiatissimo e perde la pazienza, e se gli si dice di non arrabbiarsi per non farla agitare e’ anche peggio.
    La bimba ogni sera ci chiede di dormire nel lettone e ogni sera piange. Poi pero’ quando si addormenta tende a dormire tutta la notte nel suo letto. Quando capita che si sveglia non viene nel lettone ma chiama senza scendere dal letto perche’ vuole che il papa’ (e solo lui) vada da lei.
    Noi qualche volta la assecondiamo ma non vogliamo che diventi una cosa fissa.
    Ultimamente (comunque successivamente all’insorgere di questo problema)c’e’ stato un lutto in famiglia, del quale noi non abbiamo parlato molto in sua presenza ma ho notato che lei ci fa sovente domande sulla morte.
    La scorsa settimana e’ mancato anche il gattino di casa e questo sicuramente non aiuta, ma il problema si era verificato gia prima di questi due eventi.
    Noi abbiamo notato che negli ultimi mesi per andare in camera sua accende tutte le luci lungo il percorso ma se proviamo con lei ad affrontre l’argomento per capire cosa la turba lei divaga e comincia a dire sciocchezze o cambiare discorso (e il papa’ si arrabbia).
    In aggiunta tutto questo, negli ultimi mesi noi genitori stiamo affrontando alcuni problemi relativi al lavoro precario di mio marito, alla gestione degli orari scolastici dal momento che il nostro lavoro non ci permette di andarla a prendere all’uscita dell’asilo, ma nello stesso tempo non abbiamo le disponibilità economiche per assumere qualcuno che possa occuparsi di lei fino al nostro ritorno. I nonni sono praticamente inesistenti. Tutti questi problemi ci logorano un po’ l’umore ma cerchiamo di non parlarne in sua presenza.
    Noi non riusciamo a capire quale possa essere il problema, non riusciamo a capire se allo stato attuale conviene assecondarla e farla dormire nel letto nostro, o come conviene comportarci.
    Il papa’ e’ molto amorevole con lei e giocano tantissimo insieme, ma molto rigido nelle idee quindi tende ad arrabbiarsi subito per i capricci.

    Mi puo’ gentilmente aiutare a indirizzare questa situazione alla giusta risoluzione?
    Grazie

    • Gent.le Luana,
      mi dovrebbe dire alcune cose….mi dice se era un abitudine quella di far dormire sua figlia nel lettone in caso di influenza, o se invece è stata una cosa estemporanea? In entrambi i casi mi può dire il perché di quella scelta?
      Un altra cosa…..visto che il papà sembra avere un rapporto privilegiato con vostra figlia, come si spiega lui questi comportamenti?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  79. Gent.mo dott. Mattioli,
    innanzitutto grazie infinite per la risposta.
    Per rispondere alle sue domande, mia figlia si e’ sempre ammalata molto poco, a parte i vari raffreddori di poca importanza, ma quando la febbre e’ alta tende a delirare, quindi per maggiore sicurezza (e tranquillità nostra) in quei giorni l’abbiamo sempre fatta dormire con noi. Sara’ capitato forse due volte nell’ultimo anno, non di piu’.
    Il papà non si spiega questo cambiamento nel comportamento, esattamente come me. Anche ieri sera, nel suo lettino dalle 9.30, era stanca e si vedeva che cercava di dormire, ma alle 23 era ancora sveglia, e sistematicamente ci dice “se mi fai venire di la nel tuo letto io mi addormento subito”! Poi ha finito per addormentarsi, questa volta per fortuna senza piangere, ma era quasi mezzanotte. L’unica cosa che abbiamo pensato io e il papà e’ che in questo periodo noi siamo un po’ piu’ tesi e nervosi e che lei senta questo nostro stato d’animo.

    Saluti
    Luana

  80. Certo, si tratta di episodi di pavor, incubi e simili. Si siede sul letto, piange grida e poi non si ricorda nulla.

    Saluti.

    • A questo punto mi dovrebbe spiegare in che modo possiamo collocare i pavor notturni rispetto ai problemi del sonno che mi ha descritto….i pavor si presentano solo con la febbre alta, o ci sono stati altri episodi…e se si…quando sono iniziati?

      dr. Mattioli

  81. Forse non mi sono spiegata bene io al primo messaggio. Ho citato i pavor in risposta alla sua domanda del perche’ con la febbre la facevamo dormire con noi.
    Da quando ha un anno mia figlia ha sempre dormito nel suo letto senza problemi. Nel corso di questi anni le e’ capitato di dormire con noi solo in presenza di febbre alta in quanto ha episodi di pavor, ma in passato, ogni volta tornava a dormire nel suo letto senza fare capricci.
    Ha avuto una forte influenza nel periodo di natale e ha dormito con noi un paio di giorni. Da allora, a differenza delle volte precedenti, ha molte difficoltà a dormire, ogni sera piange che vuole venire nel nostro letto. Il periodo in casa non e’ dei migliori (come le avevo gia accennato). In realta’ i pavor con i problemi del sonno non c’entrano nulla, sono semplicemente il motivo per cui si e’ trovata saltuariamente a dormire con noi.

    Saluti.

    • Gent.le Luana, prendendo per buono che non c’e nessuna correlazione tra il problema della febbre alta (e il relativo pavor), e la comparsa dei problemi del sonno, allora sposterei l’attenzione sul rapporto tra il padre e la figlia. I 5 anni collocano la bambina all’interno del periodo della situazione Edipica, per cui un tema importante non può non essere il rapporto privilegiato con il genitore designato (in questo caso il padre), e di conseguenza, come questo rapporto possa incidere sugli equilibri della famiglia. Sorprende un po’ di come il padre che gioca molto con la bambina, sembra non riuscire a ad avere delle idee su quello che accade per il dormire; questo mi fa propendere per l’ipotesi che nel gioco ci sia attaccamento senza separazione psicologica. Se questa idea fosse corretta, allora andrebbero un po’ bilanciate le cose, la mamma, dovrebbe entrare un po’ di più tra i due, magari partendo dal gioco, per arrivare al fatto che il papà ogni tanto possa passare il testimone (alla mamma) del mettere a letto la figlia. Credo che l’allentamento della relazione di attaccamento con il padre, dovrebbe favorire il ripristino di un sonno tranquillo della bambina.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  82. Grazie mille per i consigli e la pazienza.
    La saluto cordialmente.
    Luana

  83. Gent.mo dott. Mattioli,
    sono la mamma di un bimbo di 5 anni e mezzo. Il bimbo è sereno, ha sempre dormito nella sua camera, ma da tempo (alcuni mesi) sono comparsi gli incubi e nel cuore della notte si intrufola nel lettone!!
    I veri problemi sono iniziati lo scorso mese, alla vista di un video di “alieni” da parte dei cugini adolescenti.
    Da allora non vuole più stare da solo in nessuna stanza, cosa mai e poi mai successa, chiede sempre la compagnia di qualcuno, è sufficiente anche la compagnia della sorellina più piccola, non va più in bagno da solo!! Non parla più della paura degli alieni, ora è diventata paura delle ombre, paura del buio, paura dei mostri. Se prima accettava le punizioni in camera da solo, ora una punizione simile lo fa quasi star male, piange ed urla disperato.
    La notte continua ad addormentarsi nella sua camera indistintamente con me o con il padre, anche se ci chiede continuamente di abbracciare i suoi genitori, ma intorno alle 3 di notte continua sempre ad intrufolarsi nel lettone. Preciso che la notte non chiama, né accende la luce, viene da noi e ce lo ritroviamo in mezzo!!
    Noi genitori in linea di massima siamo tolleranti e cerchiamo di supportarlo, ma a volte, esausti, non tolleriamo certi atteggiamenti. Può aiutarci? grazie per la disponibilità.

    • Gent.le Patrizia,
      mi può dire cosa dice suo figlio in proposito “sul perché” si sveglia alle 3 di notte, e sul perché non chiama ma si “intrufola” nel lettone?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  84. Gent.le dr. Mattioli,
    grazie per la risposta!!… il perché del risveglio è, a detta di mio figlio, sempre legato ai brutti sogni, mentre il fatto di intrufolarsi è legato ai nostri insegnamenti, poiché inizialmente si svegliava e ci chiamava, ma ciò comportava che anche la sorellina di tre anni più piccola, che dorme con lui in stanza, si svegliasse in lacrime, pertanto, dopo le nostre spiegazioni ha imparato ad alzarsi e a venire da noi da solo!!

    • Com’è il rapporto con il padre? Fanno delle cose insieme? Ci sono degli interessi comuni? Cosa pensa il papà delle paure che vostro figlio ha?

      dr. Mattioli

      • Il rapporto con il padre è ottimo!! Il papà è molto presente, la mattina si occupa lui del bimbo, lo sveglia lui con i loro rituali, lo prepara e vanno a scuola insieme, giocano molto insieme, purtroppo per tutto il pomeriggio il papà lavora, ma nonostante tutto è più che presente!!! Il papà su queste paure pensa sia una fase legata all’età e a tal proposito ha proposto al bimbo un premio se riuscirà a dormire per una settimana nel suo letto senza “farci visita”….stanotte però lo abbiamo ugualmente in mezzo!!…..secondo me sta diventando un’abitudine!!!!

        • Mi dovrebbe dire a quale dei due genitori vostro figlio è più attaccato, e chi tra voi genitori ha un aspetto più normativo nel vostro modo di educare.

          dr. Mattioli

  85. Buonasera Dottore,
    ho letto con interesse il suo articolo e la discussione perchè sto vivendo con la mia famiglia una situazione analoga a quella da lei trattata. Sono un padre (42 anni) di una bambina di 4 anni che dopo aver il primo anno circa dormito nel suo lettino dorme ormai stabilmente nel lettone con mia moglie (ed io spesso mi trasferisco a dormire sul divano) perchè – pur avendo provato (in quanto ha già un lettino nella stanza adiacente – non vuole dormire da sola. Con mia moglie abbiamo recentemente vissuto una situazione molto difficile in quanto in concomitanza delle ultime feste natalizie sono venuti alla luce una serie di problemi di coppia latenti (tra cui essenzialmente il fatto che si fosse creata una diade tra lei e nostra figlia e che secondo lei l’avessi sostanzialmente trascurata a causa del mio lavoro molto impegnativo) che mi avevano d’impeto fatto propendere a chiedere la separazione; abbiamo comunque deciso di fare una terapia di coppia – che stiamo tutt’oggi proseguendo – e, anche grazie ai consigli della terapista (psicologa), ma soprattutto grazie alla nostra volontà di non buttare all’aria il nostro rapporto le cose ultimamente sono migliorate. Tornando ora al discorso di nostra figlia, le abbiamo comprato recentemente una cameretta (che oltre al letto comprende anche il mobilio) che abbiamo scelto con lei e che a breve verrà consegnata e la faremo montare nella camera adiacente alla nostra dove già oggi ci sono i suoi giochi (e anche il lettino non utilizzato); come ci ha anche suggerito la terapista, nel momento in cui ci verrà consegnata e montata la cameretta nostra figlia dovrà “trasferirsi” dal lettone e dormire nel suo nuovo letto; spetterà a noi genitori far “accettare” questa nuova soluzione a nostra figlia magari cercando di rendere il passaggio più leggero possibile (ad esempio, organizzando una “festa” di inaugurazione della cameretta). Inoltre, come ho detto a mia moglie e come da lei condiviso dovremmo comunque rimanere ferimi sui nostri passi anche nel caso nostra figlia faccia storie per andare a dormire da sola. Mi scuso se l’ho tediata, volevo chiederle se ha qualche suggerimento pratico, oltre a quelli indicati nel suo articolo, per rendere più facile questo passaggio. La ringrazio sin d’ora

    • Gent.le Giovanni,
      il consiglio che le posso dare è quello di cercare di capire insieme a sua moglie i “reali” motivi che hanno fatto si che si creasse questa diade, questa sua esclusione dal lettone è l’indice di una non tenuta del fare coppia (tra lei e sua moglie) rispetto alla situazione Edipica che sua figlia sta vivendo. Visto la terapia che state facendo, mi auguro che dal vostro lavoro psicologico possano essere emersi in modo chiaro quali possono essere gli elementi in gioco per questa non tenuta.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

    • Gentile Dr. Mattioli, non c’è un genitore al quale il bambino è più attaccato, siamo entrambi sullo stesso piano…. per una serie di circostanze legate alla professione di mio marito che è assente per tutto il pomeriggio e sera (sino alle 21,00 circa) credo di essere io ad avere un aspetto più normativo.

      • Il fatto che non si possa riconoscere un maggiore attaccamento (o identificazione) verso uno dei due genitori lascia pensare, questo perché non credo che sia stato sempre così, sicuramente ci sarà stato un periodo nei primissimi anni di vita in cui suo figlio mostrava un attaccamento privilegiato verso di lei…in questo senso sarebbe interessante capire come è avvenuto il passaggio, ovvero da un attaccamento privilegiato, ad un attaccamento equanime.

        dr. Mattioli

        • Gentile Dr. Mattioli
          l’attaccamento equanime è dato dal fatto che siamo due genitori entrambi molto presenti, che lavoriamo molto sulla qualità dei rapporti verso i nostri figli e che tengono moltissimo all’unità familiare…. non credo ci sia mai stato nessun passaggio…. semplicemente è sempre stato così … anche nei primi mesi di vita… con me l’allattamento al seno, con il papà la nanna, ma è sempre stato tutto molto naturale….che cosa ci può essere da pensare in questo???!!!!

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Patrizia,
            suo figlio è nell’eta in cui dovrebbe vivere la situazione Edipica, ovvero la situazione in cui il bambino si trova a vivere la complessità dei rapporti triangolari (es. la mamma e il papà vogliono bene al figlio, ma allo stesso tempo il figlio realizza il fatto che c’è affetto tra i genitori). Quello su cui mi sono soffermato, è che in questo periodo, la costituzione di identità di genere (di solito) fa si che il bambino abbia (o inizi a mostrare un identificazione preferenziale per uno dei due genitori). Il fatto che (apparentemente) non la mostri, mi faceva pensare se c’era stato un sufficiente sviluppo nell’identita di genere maschile. Se pensa a ciò che fa paura a suo figlio (alieni, mostri), direi che possiamo attribuire loro un genere maschile….. e in questo senso, possiamo pensare che gli alieni che gli avevano fatto paura, suo figlio li abbia vissuti come maschi e non femmine. In questo senso, si potrebbe andare a capire se la costituzione di genere (in suo figlio) ha una sua consistenza, oppure se il confronto con gli altri maschi, non induca in lui delle ansie (di inadeguatezza) che potrebbe vivere come paure della notte. Ovviamente la mia è un ipotesi, ma spero vi possa essere utile.

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  86. Buongiorno Dottore,
    ho una bambina di 31 mesi che da quando ha 27 mesi l’abbiamo messa nel suo lettino senza sbarre in camerina sua.
    prima di allora dormiva in camera nostra nel lettino con le sbarre.

    per addormentarsi tutto ok… standole vicino nel lettino si addormenta da sola , ma tutte le notti si risveglia e viene nel lettone da noi.. ho provato a dirle che sarei stata con lei finchè no si riaddormentava ma non ne vuole sapere.
    le ho chiesto anche perchè scappasse di notte dal lettino e lei mi ha risposto che cerca la mamma e il lettone…
    quello che ho notato è che è un periodo che mi cerca molto il mio contatto, non so se è l’età, ma a volte manda via il padre e i nonni perchè vuole sempre me.
    più che altro come posso aiutarla ad avere meno terrore nello stare da sola in camera sua e farle capire che io ci sono sempre e comunque..?

    • Gent.le Stefania,
      sua figlia sta entrando nell’eta’ della situazione Edipica, per cui questo tipo di attaccamento rientra nel normale corso dello sviluppo. Rispetto ai problemi del sonno, sarebbe necessario sapere cosa ne pensa il padre, qual’e il suo punto di vista.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  87. Buongiorno dr.Mattioli.
    Mio figlio ha 19 mesi. Fin dalla nascita ha sempre dormito nel suo lettino/culla separato da me senza problemi. Da poco prima che compisse l’anno è nella sua camera da solo e da quando è stato spostato ha dormito anche più a lungo senza risvegli, seppure devo ammettere che comunque non mi ha mai dato tanti problemi di risvegli.
    Circa 3 mesi ha cambiato la sua routine da solo, bevendo un po’ di latte sul divano per rilassarsi e poi si faceva mettere nel lettino per addormentarsi da solo. Si tirava su la sua coperta, si metteva sul fianco e si addormentava nel buio totale, senza di me o del papà.
    Ora è qualche giorno che appena lo metto nel lettino, dopo che ha bevuto il suo latte, inizia a piangere fortissimo.
    Sta più tranquillo se accendo la luce o una lucina(cosa che ho notato solo ieri sera e stanotte ).
    Il buio sembra essere un problema solo nel lettino, ma non lo è sul letto più grande che c’è nella sua cameretta invece, dove comunque non posso lasciarlo dormire essendo molto alto e non potendo mettere la sbarra, con lui che si muove tanto nel sonno.
    A cosa può essere dovuto questo? È una fase? e come dovremmo comportarci ?
    Grazie mille per l’attenzione

    • Gent.le Vanessa,
      per capire qualcosa di più della situazione che ha descritto sarebbe necessario capire come sta andando l’inizio dell’acquisizione del linguaggio…. è precoce?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  88. Salve mia figlia di quasi 8 anni fino a qualche mese fa dormiva con la sorella poco più grande poi improvvisamente ha voluto dormire nel letto e con me e inventando sempre scuse, (mal di pancia, d orecchio, mosche che le danno fastidio ect) alla fine dice “mamma xche voglio a te”.il problema è che nn riesco a capire esattamente qual è il problema.

    • Gent.le Sonia,
      per poterle dire qualcosa dovrebbe formulare una domanda più precisa, ovvero dovrebbe dirmi quali sono i problemi che lei come mamma sta vivendo rispetto a questo comportamento di sua figlia.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  89. Buongiorno,
    Io ho tre figli una di 7 e due di 9.
    Ho sempre addormentato i miei bambini sdraiandomi accanto a loro. Con la nascita dell’ultima bambina , quella di 7 anni, la cosa si è intensificata . Spesso capita che alla fine mi addormento anche io e raggiungo mio marito nel mezzo alla nottata quando lui già dorme. Non ci sono paure particolari ma credo bensì una brutta abitudine che io gli ho dato. Per me la serenità del sonno è sempre basilare , sicuramente ho scelto la strada meno adatta. Adesso vorrei renderli autonomi ma ogni volta che ci provo vedo sul loro volto un segno di sofferenza e quindi finisco per cedere. Può aiutarmi a capire quale direzione devo prendere? Anche perché se continuò così il mio matrimonio ne risentirà.

    • Gent.le Elisa,
      se vuole mi dovrebbe dire il “perché” ha scelto la via di addormentare i suoi figli sdraiandosi vicino a loro….mi dovrebbe dire che cosa (secondo lei) dava a loro e che cosa dava a se’ stessa.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  90. Salve dr. Mattioli,
    Sono claudia mamma turnista (anche di notte) di una bimba di 6 anni ( ha da poco iniziato scuola primaria)che ha avuto sempre difficoltà ad addormentarsi da sola. Sin da neonata e’ stata una bimba impegnativa, oltre la difficoltà nell’addormentarsi, anche nel capire i suoi reali bisogni. Era un continuo piangere. Di notte e di giorno. La notte dopo la
    Poppata per comodità la lasciavo nel lettone, poi verso i sei mesi ho cercato di farla addormentare nel suo lettino nella sua stanza, ma niente era un continuo piangere. Per me che soffro tanto la mancanza di sonno era diventato un incubo. Quindi ho spostato il lettino nella nostra stanza ma lei continuava a svegliarsi. L’unica cosa che ero riuscita a capire e’ che si calmava solo ed esclusivamente in braccio, avvolta dalle mie braccia( ho provato la fascia senza successo). Fino all’anno della bimba non ho lavorato. Ora però siamo arrivati ad un punto di non ritorno. Lei si rifiuta di dormire nella sua stanza( come sempre e’ stato), ha crisi di pianto , ho provato a parlarle ma mi dice che la sua stanza e’ brutta( l’abbiamo scelta insieme) che ci sono i fantasmi, le ho spiegato che anche io alla sua età avevo paura ma che pensando alle cose belle tutto passa. Che sente rumori strani. Le ho anche detto che c’è il suo cagnolino che la protegge, ma non sembra sia molto convinta.Anche di giorno non rimane sola in una stanza ha bisogno costantemente di una presenza adulta. Non si sposta sola da una stanza all’altra. Ha timore di qualsiasi cosa. Ho provato con favole, canzoni, rituali ma niente. Anche se dovesse per errore addormentarsi nel suo letto ha risvegli notturni in preda al panico. E quando dormiamo nel lettone o io e lei o il mio compagno con lei digrigna talmente forte i denti da farmirisvegliare! Io ed il mio compagno dormiamo separati. E questo non lo trovo giusto.
    Per il resto e’ una bimba che sa quel che vuole, ha un caratterino che si fa sentire, si impone con noi a mo’ di sfida tipo, ma molto sensibile. Anche se le maestre della scuola dell’ infanzia hanno sempre detto che a scuola e’stata una bimba molto attenta, che si circondava solo di poche amichette e che ha sempre portato a termine tutto senza imporsi su nessuno.
    Grazie per la sua attenzione e resto in attesa di una gradita risposta.

    • Gent.le Claudia,
      in questo caso la mia risposta è molto semplice, le consiglio di contattare uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia della sua zona, mi pare opportuno che venga fatta una valutazione della personalità della bambina e del suo stile di attaccamento con voi genitori. Mi pare che sua figlia abbia costituito una parte spaventata della personalità che viene coperta e gestita da quella che sa quello che vuole e che si impone con voi.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  91. Grazie per la sua celere risposta ,
    Ma il ” mi pare che sua figlia abbia costituito una parte spaventata della personalità etc…”, intende che mia figlia e’ spaventata da qualcosa ed è per questo che si impone nei nostri confronti ed ha un atteggiamento di tipo oppositivo?
    Proverò a contattare nelle mie zone uno specialista. E ringraziandola ancora le porgo i miei saluti.

    • Gent.le Claudia,
      la parte spaventata può essere una reazione che la bambina ha messo in atto sia a fatti reali, o sia a fatti che lei interpreta e che generano delle angosce nel suo immaginario. In entrambi i casi, è necessario chiarire di cosa si tratta.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  92. Buongiorno, il mio bimbo di 2 anni da quando ci siamo separati vuole dormire con me nel lettone dice che ha paura a dormire da solo nel lettino.. ormai sono 5 mesi che il padre nn vive più qui, però quando dorme a casa del padre invece sta tutta notte nel suo lettino da solo..Io non riesco a capire cosa sto sbagliando è come posso fare per tornarlo a far dormire nel suo lettino..inoltre con me fa mille capricci invece con suo padre neanche uno sono molto preoccupata..grazie il suo aiuto. Saluti Francesca.

    • Gent.le Francesca,
      non so se lei sta sbagliando qualcosa, ma di base la prima cosa da capire è se suo figlio non sta cercando (con lei) le certezze perse dopo la perdita della famiglia unita. Separare quello che suo figlio fa a casa del padre, da quello che fa nella casa della madre, potrebbe non essere corretto. Spero che il dialogo con il suo ex marito possa continuare, e che il problema del dormire di suo figlio, non possa essere “solo” un suo problema, ma possa essere un problema di cui entrambi i genitori si possano occupare.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  93. Gentile Dott. il mio compagno lo ritiene solo un problema mio il fatto del dormire con me..Nn mi aiuta in niente..come posso capire se il bambino sta cercando in me le certezze perse?

    • Gent.le Francesca,
      purtroppo la posizione del suo compagno, oltre ad essere negativa per lei, non è utile per suo figlio (il quale ha bisogno di entrambi i genitori). Se non lo ha gia fatto, dovrebbe chiedere un parere a qualche suo parente vicino (e di cui si fida), oppure in alternativa chieda un consulto con uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia a cui sottoporre la situazione.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  94. Buongiorno il mio ex compagno tiene il bambino il mart giovedì è un Week end alternato poi x cose che riguardano il bimbo parliamo per il resto no cose mie se nn sto bene ecc quando è malato sempre i miei genitori ma stiamo trattando questi con l avvocato. Lunedì sera il piccolo è stato dalla sera fino alla mattina coi miei e nn ha fatto Neanche un capriccio..a questo punto nn so cosa pensare..oltre ad essere molto sfiancante sono molto preoccupata..

    • Io le consiglio di fare un consulto con uno psicoterapeuta della sua zona, così che possa aiutarla a chiarificare quello che accade con il bambino, e magari la può aiutare e sostenerla dal punto di vista psicologico, visto che quello che sta vivendo è di essere sfiancata.

      dr. Mattioli

  95. Buonasera,
    Giorgia ha 6 anni e dalla nascita è sempre attaccata a me (la mamma), chiede sempre di me e vuole sempre me. Ovviamente non riesce a dormire sola nel suo letto la notte: “inventa” sempre scuse diverse ma fondamentalmente vuole dormire attaccata a me. Suo fratello (3anni) dorme solo quasi tutta la notte nella loro cameretta ma lei proprio non ci riesce. Le parliamo e la rassicuriamo in continuo ma nulla, anzi arriva ad avere quasi crisi di panico quando la proviamo a metter nel suo letto in camera sua. Come fare?

    • Gent.le Chiara,
      il punto da cui partire è quello di cercare di capire come mai sua figlia è così attaccata a lei, e per capire questo va chiamato in causa il papà…..cosa pensa lui della situazione? E sopratutto cosa pensa di questo tipo di attaccamento?
      Se vuole mi faccia sapere…..

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  96. Buon giorno, sono capitata per caso sul suo sito e ho trovato il suo contatto.
    Sono una mamma di Andrea, un bimbo di 10 mesi e da ormai 1 mese se non di piu ho il terrore della notte.
    Il mio bimbo non è mai stato un dormiglione ma ultimante la situazione per me inizia a essere difficoltosa.
    Io lavoro e lo allatto ancora (di notte ).
    Non so piu come gestire e aiutare Andrea a dormire. Mi spiego meglio. Da 4 mesi è gia nel suo lettino ma in questo periodo si sveglia sempre ogni 2-3 ore e dalle 3 in poi sono urla e pianti continui. Ho provato di tutto… addormentalo nel suo lettino, rituale nanna, coccole, raccontate le favole, farlo piangere… passa anche 2 ore a piangere che vuole stare in braccio e a volte non si calma neanche cosi.
    Sono successe delle volte che andasse a nanna verso le 20 (sempre solito orario) si risvegliava alle 2, per poi dopo una mezz’oretta riaddormentarsi fino alle 6 del mattino! Un sogno per me..
    Mi rendo conto di essere nervosa e in procinto di un esaurimento…mi sento imponente nel gestire la cosa.
    Siamo stati da osteopata..ma non ci ha “risolto” il problema..anzi.. mi sembra peggiorato!
    Durante il giorno fa un riposino di mezz’ora verso le 10 e un oretta verso le 2 del pomeriggio.
    Ha messo pochi giorni fa un dentino e la pediatra dice che a breve ne spunteranno altri.
    è completamente svezzato e non beve nessun latte che non sia il mio ( la pediatra mi ha detto di sostituirlo con jogurt al mattino).
    Accetto ogni tipo di consiglio.
    Grazie
    Una mamma stanca…
    Roberta

    • Gent.le Roberta,
      le posso sottolineare alcune cose….
      Innanzi tutto suo figlio non può essere considerato svezzato perché prende ancora il suo latte. Io porrei l’attenzione su questo fatto. Se vuole mi può dire come mai secondo lei lo svezzamento dal latte materno non è ancora accaduto?
      Cosa pensa il papà del bambino della situazione?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  97. Salve dott. Mattioli anche stasera solita scenata mia figlia8 anni non vuole dormire da sola. Sono 8 anni che andiamo avanti così.. con una brevissima pausa lo scorso anno. Caterina è sempre stata una bimba impegnativa urlante la definirei pertanto si da quando era piccola per sfinimento ha dormito con noi. Crescendo abbiamo seguito sempre per sopravvivenza lo schema genitore figlio nel lettone altro genitore nel lettino con effetti devastanti per la copia e per la vita familiare in genere. È arrivato il fratellino e sempre per sopravvivenza lo schema è diventato un genitore con un figlio in un lettone l altro genitore con l altro figlio nel lettone 2. Insomma sono al limite abbiamo consultato vari specialisti ma con scarsi risultati. Non ho parole ne forze solo rabbia. Lei continua a dire che non riesce a dormire da sola.grazie per avermi letto

    • Gent.le Maria Antonietta,
      la situazione che descrive è sicuramente difficile e complessa (non so cosa le hanno detto gli specialisti che ha consultato), però la cosa su cui riflettere è il come mai entrambi i figli necessitano dei genitori per dormire. Tenga presente che il dormire non dipende solo dalle caratteristiche dei suoi bambini, ma anche dal tipo di relazione che si è creata con loro.
      Se vuole mi può dire che tipo di specialisti ha contattato……

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  98. Buongiorno Dr., ho un bambino di 5 anni ha sempre dormito fino a 4 anni nella culla vicino al nostro letto. Lo scorso anno, approfittando di dover sostituire la culla con un letto più grande, lo abbiamo trasferito in camera della sorella. I primi dieci giorni andava a dormire tranquillo da solo nel suo letto e dormiva tutta la notte. Da un certo momento in poi invece ha detto di avere paura del buio e che si sentiva al sicuro solo dormendo con noi, premetto che gli ho sempre lasciato una luce accesa in camera perchè anche la sorella (ha 13 anni) non ama dormire al buio. Io ed il papà siamo disperati in quanto non riusciamo a riposare bene e neanche il bambino riposa tranquillo perchè ci diamo fastidio a vicenda. Ho provato a farlo addormentare accanto a me e poi a portarlo nel suo lettino ma puntualmente la notte si sveglia e viene in camera nostra nel nostro lettone. La ringrazio dell’attenzione.

    • Gent.le Antonietta,
      le chiedo innanzi tutto un chiarimento, lei parla di una culla in cui suo figlio avrebbe dormito fino ai 4 anni, mi può spiegare meglio?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Si Il classico lettino da 140 cm con le barriere protettive poi gli abbiamo preso un letto da 180 cm con le protezioni laterali

        • Dr. Mattioli, ho visto che non mi ha più risposto, cos’altro non le è chiaro?

          • Moreno Mattioli
            Moreno Mattioli

            Gent.le Antonietta,
            mi scuso con lei, ma la mia risposta non si era caricata.
            La domanda a cui rispondere è questa: quali sono i motivi che vi hanno indotto a far si che vostro figlio dormisse in camera con voi fino ai 4 anni?

            Cordiali Saluti
            dr. Mattioli

  99. Per problemi di spazio, siamo poi riusciti a fare dei lavori in casa e allargato la camera dove dorme la sorella. Comunque anche dormendo nella nostra camera si è sempre svegliato di notte e dovevo fargli le coccole per farlo riaddormentare. Tra l’altro spesso la notte digrigna i denti… spero di essere stata chiara.
    La ringrazio anticipatamente

    • Gent.le Antonietta,
      le provo a dare una riposta anche se le domande potrebbero essere ancora diverse.
      Quando le chiedevo i motivi per cui vostro figlio avesse dormito in camera con voi fino ai 4 anni, intendevo i motivi psicologici. Mi soffermerò su questo……Anche se il tempo dello svezzamento al sonno è soggettivo (varia da bambino a bambino), direi che si possono dare dei punti di riferimento attraverso cui ci si può orientare. Direi che lo svezzamento al sonno (ovvero il non dormire più nella stanza dei genitori) sarebbe bene che non superasse l’anno di età. Questo permette di associare alle autonomie evolutive (lo svezzamento dal seno-biberon, l’autonomia del movimento) anche quella del sonno. Se ciò non accade, va interrogata la relazione madre-bambino o la relazione bambino-famiglia. Pensando a suo figlio potrebbe chiedersi che cosa ha impedito di arrivare all’autonomia del sonno mentre altre autonomie sono sopraggiunte. Oltre al sonno ci sono altre autonomie che suo figlio fatica ad acquisire? Se queste considerazioni non vi aiutano ad orientarvi, allora è bene che possiate esporre la problematica ad uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  100. Buongiorno dr. Mattioli,
    scrivo in merito a una situazione che mi vede coinvolta di riflesso. Il mio compagno ha avuto una figlia che oggi ha 6 anni dalla sua precedente relazione finita subito dopo la nascita della bambina. Il mio compagno e la madre di sua figlia si sono infatti separati dopo 3 mesi dalla nascita della bimba che è andata a vivere con la madre in un’altra città. Il rapporto tra i genitori ora è ottimo ma il mio compagno non ha mai sviluppato un rapporto autonomo con la figlia. La vede pressoché ogni we, spesso solo mezza giornata andandola a trovare a casa della madre, oppure fermandosi a dormire là o viceversa, la madre e la bambina vengono ospiti da lui. In estate lui va ospite per una decina di giorni nella casa al mare della madre della bambina per stare con sua figlia (il periodo più lungo che trascorrono insieme ma sempre alla presenza della madre).
    Ora il problema è che la bambina ha sviluppato un rapporto morboso con la madre dalla quale fatica a staccarsi e non ha mai dormito senza di lei; normalmente dorme nel lettone con lei e questo implica il fatto che il mio compagno, quando capita, debba dormire sul divano o nel lettino della bambina (praticamente inutilizzato).
    La madre della bambina che conosco e con la quale c’è un rapporto di reciproco rispetto è concentrata sulla bambina in maniera totalizzante, non ha altri interessi e l’ha cresciuta da sola senza aiuti dai nonni, sviluppando così un rapporto a due strettissimo.
    Il problema si sta evidenziando visto che il mio compagno mi sta chiedendo di vivere con lui a casa sua e questo comporta però che quando viene sua figlia con la madre io devo tornare a casa mia. Hanno provato a farla dormire da sola con lui (la madre è andata in albergo) ed è stato un disastro, la bambina ha pianto tutta la notte, ha voluto videochiamare la madre e questo episodio ha poi provocato agitazione nella bambina nelle notti successivi facendola dormire male anche a casa con la madre. Credo che la madre dovrebbe autonomamente e quotidianamente lavorare su questo tema educandola a stare nel suo lettino ma non lo fa e il mio compagno si sente impotente non essendo presente. Ovviamente questo crea un disagio a me per lo sviluppo della mia relazione che non nego, ma temo anche possa ripercuotersi sulla bambina e resto sorpresa da come questo non venga davvero preso in considerazione dai genitori che sono più terrorizzati dal causare traumi più che nel vedere che c’è un reale problema da affrontare. Cosa ne pensa e cosa può consigliare per superare questo problema?

    • Buon giorno Valeria,
      mi pare che lei descriva la situazione in modo molto puntuale. Il rapporto troppo totalizzante della madre con la bambina, e la non autonomia del padre nel rapporto con la figlia, sono i problemi principali che vanno a confluire all’interno del disturbo del sonno. Il consiglio che posso dare è quello di contattare uno psicoterapeuta esperto nelle problematiche dell’infanzia della vostra zona, che possa dare una mano ai genitori (prima ancora che alla bambina) per modificare lo stile di attaccamento che si è creato.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  101. Buongiorno Dottore,
    mio figlio ha 2 anni e 4 mesi e fino a 2 mesi fa si è sempre addormentato da solo nel suo lettino in camera sua.
    Purtroppo negli ultimi 2 mesi ha avuto un po’ di malanni e febbre alta, e nelle notti peggiori l’ho portato a dormire nel letto con me (anche per sopravvivenza mia, visto che poi di giorno devo lavorare…).
    Dopo queste “eccezioni”, l’unico modo per farlo dormire nel suo letto è quello di sdraiarmi accanto a lui fino a che non si addormenta.
    Gli abbiamo spiegato che quando dorme io mi allontano e vado nel mio letto con il papà e lui l’ha capito benissimo, infatti quando si sveglia al mattino è sempre sereno e mi dice “mamma vieni qui, sono sveglio”.
    E’ figlio unico e non ha vissuto particolari cambiamenti. Frequenta il nido da quando aveva 9 mesi.
    Preciso che con il papà non si vuole addormentare, nonostante ogni sera gli spieghiamo che il papà può raccontargli tante belle storie, e che in generale non vuole fare attività con il padre se non in mia presenza (ad ogni richiesta del papà di fare qualcosa risponde “la mamma viene?”).
    Si addormenta invece serenamente con la nonna e con la baby sitter.
    il mio desiderio sarebbe quello di insegnargli di nuovo ad addormentarsi da solo, ma anche di rafforzare il rapporto con il padre (lavoriamo entrambi, quindi sicuramente non è un problema di quantità del tempo trascorso insieme).
    Ha qualche suggerimento?
    Grazie mille.

    • Gent.le Alessia,
      mi pare che la situazione sia Edipica, ovvero….. il dormire mette in evidenza la propensione di suo figlio per il genere femminile (si addormenta con la nonna e la baby sitter). In linea generale si tratterebbe di capire se suo figlio è già entrato in una sorta di competizione con il padre (la mamma dorme con me, e non con lui), oppure se invece esiste un qualche timore verso il papà (vuole fare attività con il padre solo se c’è la mamma). Penso che parlandone con suo marito potrete cercare di orientarvi in tal senso, e capire come aiutare suo figlio a costruire una relazione con il papà che possa essere avvertita come più sicura.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • La ringrazio molto per i preziosi spunti! Pensandoci bene, e alla luce di alcuni altri comportamenti del bambino, ritengo che sia in una fase di competizione con il papà; escluderei invece l’ipotesi di timore con il papà (molto più morbido e giocherellone di me). Grazie ancora!

  102. Buongiorno Dottore siamo genitori di 2 maschietti di quasi 4 anni e 1 anno e mezzo e stiamo con grande fatica a farli dormire in cameretta loro. Il grande ha la sua cameretta da quando ha 9 mesi, avevamo messo un lettino Montessori in camera sua e così di notte quando si svegliava veniva da solo nel lettone, poi sono rimasta incinta del secondo e per paura dei calci del grande di notte abbiamo cercato di riportarlo ogni notte in camera sua quando veniva, mio marito però era stanco e così finiva che si addormentava in cameretta accanto a lui. Quando è nato il secondo i primi mesi dormiva con noi nel lettone per allattarlo e dormire un po’ anch’io ma ovviamente anche il grande voleva stare con noi quando si svegliava la notte (per addormentarsi non c’e problema perché li addormentiamo entrambi in camera loro, il piccolo in braccio mio con il biberon di latte e nel frattempo leggo una storia al grande, a volte capita che lo faccia il papà , poi quando si addormenta il grande metto il piccolo nel suo lettino ) , però da qualche mese mio marito dorme sul divano perché in 4 non ci stiamo e ci si sveglia di continuo per i calci. Ora da 10 giorni stiamo provando a farli dormire in cameretta loro , l’addormentamento è uguale ma durante la notte (circa alle 1.30) inizia il tran tran perché a turno si svegliano, il piccolo piange e così vado nella cameretta , lo prendo in braccio e lo rimetto nel lettino , oppure il grande viene in camera nostra e mio marito si alza e lo riaccompagna in camera sua aspettando che si riaddormenti e ci vuole anche mezz’ora perché se ci vede andar via piange.. e questo si ripete diverse volte fino alla mattina che si deve andar a lavorare e siamo degli stracci e sempre nervosi e arrabbiati. La prego di aiutarci
    Grazie Annalisa

    • Gent.le Annalisa,
      appena potrò le darò una risposta.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

    • Gent.le Annalisa,
      per mettere un po’ di ordine nella sua storia direi che dovrebbe partire da questa domanda: perché il figlio più grande quando si svegliava la notte veniva nel lettone da voi….con quale frequenza? Erano episodi saltuari o routinari?

      dr. Mattioli

  103. Salve ho bisogno di un consiglio, mio figlio di 6 anni non riesce ad addormentarsi da solo nel suo letto dopo la lettura del libro prima di andare a dormire, se mi sdraio accanto si addormenta all’istante se non lo faccio trova scuse dicendoci che ha paura dei ladri o buio. Quando si addormentato durante la notte si sveglia e se non mi trova mi viene a cercare nella mia camera, si riaddormenta nel suo letto solo se mi sdraio accanto a lui… Questa cosa mi ha stancato perché quando mi sveglio non riesco più ad addormentarmi. Come posso aiutarlo ad addormentarsi solo?

    • Gent.le D’ora,
      mi dovrebbe dire se questo comportamento è iniziato adesso, o altrimenti quando?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  104. Buongiorno, ho un bambino di 11 anni che dorme ancora nel lettone con noi, mi dice che ha paura dei ladri, infatti se viene un amico o va lui a casa dei suoi amici dorme senza problemi, va anche al mare con i nonni e anche li dall’anno scorso dorme da solo nella sua stanza, provo spesso a parlare con lui e mi dice sempre che lui vorrebbe dormire nel suo letto, ma che ha paura dei ladri (sono entrati in casa 2 volte) cosa posso fare per aiutarlo a superare questa paura??

    • Gent.le Marilena,
      quella che lei descrive sembra essere una paura situazionale, ovvero, una paura sviluppata da fatti realmente accaduti. Credo che un modo per affrontare la cosa possa essere quello di parlare con lui, e capire “che cosa” dal suo punto di vista potrebbe rendere la casa sicura. Credo che dormendo con voi, cerchi di evitare un ipotetico “incontro con i ladri”, visto che sembra che la vostra casa sia facilmente accessibile? Se vuole mi può dire come è fatta la vostra casa, e magari io le posso dire qualcosa di psicologico al riguardo.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  105. Buongiorno, ho un bimbo di quasi 3 anni, sebbene allattato la seno fino a 21 mesi ha dormito nella sua culla fino a 10 mesi, poi ha iniziato a dormire nel lettone con noi, io spesso mi defilo durante la notte e dormo in un’altra stanza, il bimbo se si sveglia non mi reclama e si accontenta del papà, questa anche quando era allattato.
    Trovo ovvio e naturale che un bambino piccolo voglia dormire con i genitori, faccio fatica anche io a dormire in un lettino da sola, solo che ultimamente è molto agitato, si sveglia almeno una volta a notte e vuole essere ninnato, come possiamo metterlo a dormire da solo?
    Se lo mettessi nel lettino nella sua stanza, piangerebbe e poi verrebbe nel lettone, forse scavalcherebbe anche un letto con le sponde….

    Grazie

    • Gent.le Silvia,
      ovviamente i tempi del l’allattamento sono delle scelte della coppia dei genitori, comunque mi sento di dire che un allattamento che si protrae dopo l’anno, senza introdurre uno svezzamento tende a produrre uno stile di attaccamento che non porta ad un autonomia. Anche la scelta del passare dalla culla al lettone, credo sia in linea con ciò che le dicevo prima. Mi pare che di fronte a voi avete un compito di svezzamento psicologico dallo stile di attaccamento che a mio parere è stato eccessivamente rimandato.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  106. Buongiorno,
    Ho una bimba di 6 anni che ha sempre avuto la necessitá di averci vicino per addormentarsi. Nell’ultimo anno avevamo risolto e dopo la favola accendevamo un po di musica e si addormentava da sola. Ultimamente ha nuovamente bisogno di noi per addormentarsi, e (cosa nuova) spesso si sveglia di notte e poi si riaddormenta solo se nel lettone con noi (almeno uno dei due). Il periodo é stato stressante per lei, un po’ a causa della quarantena (interruzione della routine e lontananza dagli amici) ed un po’ per il fatto che abbiamo avuto un paio di malattie gravi in famiglia che non hanno alleggerito la situazione. Ultimamente sembra molto ansiogena e mi chiedo se i problemi nell’addormentarsi siano riconducibili a questo. C’é qualche cosa che possiamo fare in famiglia per risolvere questo e/o quanto aspettare per decidere se farla vedere ad uno specialista.
    Grazie in anticipo

    • Gent.le Alessandro,
      sulla quarantena non saprei dirle, mentre di solito le malattie gravi, specie se di un parente molto stretto possono generare una paura inconscia che la malattia possa venire anche ai genitori. Questo tende a generare degli stati di ansia e dei sintomi, come quelli del sonno. Innanzi tutto bisogna valutare come sono stati gli esiti delle malattie, hanno comportato dei lutti, oppure ci sono state delle remissioni? Quello che potete fare è cercare di capire (parlando con lei) se queste malattie in un qualche modo l’hanno preoccupata. Per quanto riguarda lo specialista, lo terrei come ultima possibilità la dove la situazione non si dovesse sbloccaccare.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

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