Le dipendenze patologiche possono riguardare l’uso di sostanze, come alcol, cannabis, cocaina o altre sostanze psicoattive, ma anche comportamenti che progressivamente assumono un carattere compulsivo e diventano difficili da controllare.
Ciò che caratterizza una dipendenza non è soltanto la presenza di una sostanza o di un comportamento, ma il rapporto che la persona costruisce con essi. Progressivamente la dipendenza può occupare uno spazio sempre maggiore nella vita quotidiana, interferendo con le relazioni, il lavoro, lo studio e con la possibilità di scegliere liberamente i propri comportamenti.
Le dipendenze rappresentano da molti anni uno degli ambiti centrali del mio lavoro clinico e della mia ricerca. L’esperienza maturata nei servizi e nelle comunità terapeutiche, anche nel trattamento delle situazioni di doppia diagnosi, ha accompagnato nel tempo la mia riflessione teorica su questi temi. In questo ambito ho pubblicato, insieme a Stefano Pozzoli, “Paradisi artificiali. Riflessioni psicoanalitiche sulle tossicodipendenze”, un lavoro dedicato alla comprensione psicoanalitica delle dipendenze.
Questa ricerca si è successivamente intrecciata con il mio interesse per il rapporto tra psicoterapia psicoanalitica e neuroscienze e, in particolare, per il confronto tra ciò che emerge dall’esperienza clinica e le conoscenze sui meccanismi e sui circuiti implicati nei processi di dipendenza.
