Disturbi psicosomatici

Il corpo può diventare uno dei luoghi attraverso i quali si manifesta una condizione di sofferenza psicologica. Disturbi gastrointestinali, cefalee, alterazioni del sonno, sintomi cutanei, difficoltà respiratorie o altre manifestazioni corporee possono talvolta comparire o intensificarsi in relazione a situazioni di ansia, stress o particolare difficoltà emotiva.

La presenza di una componente psicologica non significa che il sintomo corporeo sia immaginario o privo di importanza. È necessario innanzitutto un adeguato inquadramento medico, soprattutto quando i sintomi sono nuovi, persistenti o non ancora diagnosticati. Il lavoro psicoterapeutico può affiancarsi alla valutazione e alle cure mediche quando emerge una relazione significativa tra la sintomatologia corporea e il funzionamento psicologico della persona.

La consultazione iniziale permette di valutare la situazione e di comprendere quale tipo di intervento possa essere più indicato. Quando la domanda è prevalentemente legata al sintomo e al suo impatto sulla vita quotidiana, può essere proposto un intervento focale, orientato a comprendere le condizioni nelle quali il sintomo compare, si mantiene o si intensifica e il rapporto che può avere con la situazione psicologica della persona.

Nelle situazioni più complesse, il lavoro può assumere una forma più ampia e, quando necessario, integrarsi con quello delle figure mediche coinvolte nella cura. In questi casi faccio riferimento anche al modello dell’Integrazione Funzionale di G.C. Zapparoli.