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	<title>Problematiche nel dormire Archivi - Moreno Mattioli</title>
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	<description>Psicologo e Psicoterapeuta a Varese</description>
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		<title>Quando mamma e papà non dormono più insieme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Apr 2022 17:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[genitori che non dormono insieme]]></category>
		<category><![CDATA[mamma che dorme con il figlio]]></category>
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		<category><![CDATA[problemi nella coppia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Purtroppo non è infrequente che quando nella famiglia c’è un bambino che non riesce a dormire, allora tutti gli equilibri della coppia possono saltare. Può capitare che la mamma debba dormire con il bambino, che non ne vuole assolutamente sapere di dormire da solo. Quando succede questo, l’intimità della coppia viene persa, e la problematica [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;"><br />Purtroppo non è infrequente che quando nella famiglia c’è un bambino che non riesce a dormire, allora tutti gli equilibri della coppia possono saltare. Può capitare che la mamma debba dormire con il bambino, che non ne vuole assolutamente sapere di dormire da solo. Quando succede questo, l’intimità della coppia viene persa, e la problematica del bambino diventa un elemento ordinatore degli equilibri-disequilibri famigliari.</p>
<h4 style="text-align: left;">È giusto che la mamma e il papà non dormano più insieme?</h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Quando la mamma va a dormire con il bambino, l’idea iniziale è che possa essere un fatto transitorio. Presto però  ci si accorgerà che il bambino avrà sempre più bisogno della  mamma, e l’angoscia del non dormire asfissierà ogni desiderio della coppia di riavere una propria intimità.</span></p>
<h4 style="text-align: left;">Quando dormire con il bambino diventa la normalità </h4>
<p style="text-align: justify;">Purtroppo l’angoscia del non dormire (sia del bambino e poi dei genitori), diventa una sorta di ricatto che costringe il papà e la mamma ad accettare la situazione, nell’impotenza di cambiarla. A volte però, i genitori stessi credono che questa possa essere la normalità, e che le cose devono andare avanti così fino a quando le cose non cambieranno.</p>
<h4 style="text-align: justify;">Ma quando cambieranno?</h4>
<p style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Non bisogno farsi illusioni. Più il bambino dormirà con la mamma, e più avrà necessità di dormire con lei. Le cose non potranno cambiare da sole. E’ necessario che il papà e la mamma si guardino negli occhi alla ricerca della loro intimità perduta. E se l’impotenza è l’unico sentimento che le pervade, allora quello è il momento di chiedere aiuto. Rivolgersi ad uno psicologo non è il segno di una patologia o del non essere normali, è il riconoscere semplicemente che c’è un problema di tipo psicologico, e si chiede un aiuto per questo. Nessuno vi giudicherà come una mamma o un papà incapaci, ma verrà cercato il motivo per il quale il vostro bambino non riesce a dormire da solo (ovvero, perché non riesce a lasciarsi andare nel sonno). Vi ricordò che l’aiuto lo dovete chiedere ad uno psicoterapeuta specializzato nei problemi dell’infanzia e dell’adolescenza.</span></p>
<p>PER VISUALIZZARE I CONTENUTI DEL LIBRO GUIDA PER I PROBLEMI DEL SONNO DEI BAMBINI CLICCATE <a href="https://morenomattioli.it/come-aiutare-i-bambini-a-dormire-da-soli-la-guida/">QUI</a></p>
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		<title>Come aiutare i bambini a dormire da soli: il gruppo facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jan 2022 09:12:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[aiutare i bambini a dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire]]></category>
		<category><![CDATA[mio figlio non dorme]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi del sonno nei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[Sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volevo informare i lettori interessati alle problematiche del sonno dei bambini, che ho aperto un gruppo Facebook. Nel gruppo sarà possibile confrontarsi tra genitori, e porre domande per riceve consigli sulle situazioni che riguardano la situazione del proprio figlio. L’eventuale lettura del mio libro guida può permettere di formulare domande più specifiche, e ricevere consigli [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Volevo informare i lettori interessati alle problematiche del sonno dei bambini, che ho aperto un gruppo Facebook. Nel gruppo sarà possibile confrontarsi tra genitori, e porre domande per riceve consigli sulle situazioni che riguardano la situazione del proprio figlio. L’eventuale lettura del mio libro guida può permettere di formulare domande più specifiche, e ricevere consigli più approfonditi.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il confronto </h3>
<p style="text-align: justify;">La possibilità di parlare con altri genitori, può permettere di trovare punti in comune, e diminuire il senso di solitudine e impotenza che la situazione di problematiche del sonno cronico possono generare. Il condividere punti di vista diversi può aprire a nuove prospettive, e in fondo generare la capacità di capire una situazione che quando è problematica sembra essere non comprensibile.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Il libro</h3>
<p style="text-align: justify;">Essendo il frutto delle domande che i genitori mi hanno fatto negli anni, dovrebbe essere una guida che parte da situazioni che ho ascoltato, un aiuto nel cercare una soluzione in autonomia. La sua lettura permette di fare un piccolo percorso di crescita e consapevolezza psicologica, che può permettere di discriminare le situazioni che possono trovare una soluzione in famiglia, da quelle che invece necessitano dell’intervento di una specialista nella psicologia dell’infanzia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Dormire è un bisogno fisiologico</h3>
<p style="text-align: justify;">Per cui occuparsi della qualità del sonno dei propri bambini (e di conseguenza della proprio sonno) non è una perdita di tempo. Ma è essenzialmente un modo per prendersi cura di sé e dei propri cari. Ricordiamo che molto spesso il sonno raccoglie e ed è sintomo di situazioni di disagio che non sono riconosciute. Cercare la natura di questo disagio, è un modo per fare del bene e volersi bene.</p>
<p>Per avere informazioni sul libro guida e poterne leggere uno stralcio clicca <a href="https://morenomattioli.it/come-aiutare-i-bambini-a-dormire-da-soli-la-guida/">qui</a></p>
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		<title>Come aiutare i bambini a dormire da soli: IL LIBRO-GUIDA</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 10:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[aiutare i bambini a dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[come aiutare i bambini a dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[Dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[libro per i problemi del sonno]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi del sonno nei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[una guida per i problemi del sonno]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A partire dalle domande che i genitori mi hanno posto sul mio blog, ho deciso di scrivere una guida che possa seguire passo passo i genitori che hanno bambini con problematiche nel dormire. La guida Il libro permette ai genitori di inquadrare la problematica del proprio bambino a partire dall’età in cui è comparso il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">A partire dalle domande che i genitori mi hanno posto sul mio blog, ho deciso di scrivere una guida che possa seguire passo passo i genitori che hanno bambini con problematiche nel dormire.<br /><br /></p>
<h3>La guida</h3>
<p>Il libro permette ai genitori di inquadrare la problematica del proprio bambino a partire dall’età in cui è comparso il sintomo.  Ogni fascia d’età possiede una descrizione dei punti salienti, sottolineando quelli che possono essere i fattori che possono interferire con il sonno.</p>
<p>A partire dall’inquadramento del problema, i genitori saranno accompagnati nel formulare delle ipotesi rispetto alle cause che lo possono aver originato, per poter poi ipotizzare degli interventi concreti da mettere in atto per cambiare la situazione problematica che si sta vivendo.</p>
<h3>Una lettura anche per chi è interessato ad un sano sviluppo psicologico del bambino</h3>
<p>Questa guida, affrontando in modo agevole le diverse tappe dello sviluppo del bambino, permette ai genitori di divenire consapevoli delle tappe evolutive significative, con le possibili insidie che vi si possono incontrare. La lettura nel suo complesso permette di accrescere le proprie competenze-modalità educative genitoriali.</p>
<h3>Cosa fare per leggere l’ebook</h3>
<p>Attualmente il libro è un ebook pubblicato da Amazon ed è in formato Kindle. Ciò significa che per acquistare il libro basta scaricare il lettore Kindle adatto al vostro dispositivo (è gratuito) e l’ebook una volta acquistato (basta un click) verra caricato automaticamente all’interno del lettore.</p>
<p>Per visionare l’anteprima del libro potete cliccare <a href="https://www.amazon.it/Come-aiutare-bambini-dormire-soli-ebook/dp/B09NQKSG5V/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&amp;crid=6LYEKBXKGZ83&amp;keywords=Mattioli+Moreno&amp;qid=1640685694&amp;s=books&amp;sprefix=mattioli+moreno%2Cstripbooks%2C95&amp;sr=1-1">qui</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>P.S.</p>
<p style="text-align: justify;">Ricordate che il mio libro NON VI DA UNA TECNICA PREFORMATA che vi risolverà il problema del sonno dei bambini (a mio avviso non esiste). Il libro invece, vi aiuterà a capire ciò che il vostro bambino può vivere, e di conseguenza mobilitare in voi genitori la capacità di trovare delle soluzioni, o l’opportunità di chiedere aiuto quando la problematica richiede l’intervento di uno specialista.</p>
<h3 style="text-align: center;"> </h3>
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		<title>Manuale su come aiutare i bambini a dormire da soli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 14 Nov 2021 17:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[come aiutare i bambini a dormire]]></category>
		<category><![CDATA[come aiutare i bambini a dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[Problemi del sonno nei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[un aiuto per i genitori di bambini che non dormono]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Volevo informare i miei lettori, che tra non molto pubblicherò un manuale semplice nella consultazione, ed agile nella lettura, sui problemi del sonno nei bambini. Il manuale sarà suddiviso in fasce d’età di insorgenza del disturbo, per cui offrirà agevolmente un punto di ingresso per il problema che state vivendo. Cosa si potrà acquisire? Il [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">Volevo informare i miei lettori, che tra non molto pubblicherò un manuale semplice nella consultazione, ed agile nella lettura, sui problemi del sonno nei bambini. Il manuale sarà suddiviso in fasce d’età di insorgenza del disturbo, per cui offrirà agevolmente un punto di ingresso per il problema che state vivendo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa si potrà acquisire?</h3>
<p style="text-align: justify;">Il manuale aiuterà le lettrici (immagino che saranno più mamme che papà) ad orientarsi velocemente rispetto al problema che sta vivendo il proprio bambino, nel capire in quale situazione psicologica si è manifestato il disturbo. Questo inquadramento psicologico permetterà di dare un senso alla situazione (anche le più difficili), e permetterà di orientarsi nelle cose da poter fare.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Dove lo si potrà acquistare?</h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;">Lo si potrà acquistare direttamente dal mio sito, in quanto il formato sarà quello di un eBook facilmente scaricabile in ogni dispositivo.  Il formato eBook permetterà di avere immediatamente il manuale ad un prezzo molto accessibile, per cui si pone come un sevizio concreto per le famiglie che hanno dei bambini con disturbi del sono. Il mio libro si vuole porre come uno strumento alternativo al noto Fate la nanna di E Estivill.</span></p>
<p>IL LIBRO È ORA ONLINE, PER AVERE MAGGIORI INFORMAZIONI E PER VEDERNE UN ESTRATTO CLICCA <a href="https://morenomattioli.it/come-aiutare-i-bambini-a-dormire-da-soli-la-guida/">QUI</a></p>
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		<title>La consulenza nei disturbi del sonno dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Sep 2021 09:52:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'Infanzia]]></category>
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		<category><![CDATA[come aiutare i bambini a dormire]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi del sonno nei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[metodi per aiutare i bambini a dormire]]></category>
		<category><![CDATA[sonno disturbato nei bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte sono le domande che ricevo ogni settimana, e spesso tali domande sono complesse, e implicano la conoscenza della storia famigliare. La consulenza online può essere un valido strumento per approfondire le situazioni che creano difficoltà, e poter ricevere delle indicazioni specifiche sul proprio problema. Come capire se è necessaria la consulenza Innanzi tutto è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-consulenza-nei-disturbi-del-sonno-dei-bambini/">La consulenza nei disturbi del sonno dei bambini</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Molte sono le domande che ricevo ogni settimana, e spesso tali domande sono complesse, e implicano la conoscenza della storia famigliare. La consulenza online può essere un valido strumento per approfondire le situazioni che creano difficoltà, e poter ricevere delle indicazioni specifiche sul proprio problema.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Come capire se è necessaria la consulenza</h3>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto è bene sapere che rispondo alle domande fatte sugli articoli, e alle domande che mi vengono poste via mail. Quando la domanda apre all’approfondimento della situazione, all’entrare nello specifico del problema, allora la semplice risposta scritta (nel blog o via mail) non può essere un indicazione sufficiente. Se la complessità e cronicità del problema necessita di capire la storia di come si è formato il disturbo, e approfondire le difficoltà o impotenze che i genitori vivono, allora in quel caso la consulenza può essere lo strumento più indicato.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa si può ottenere dalla consulenza</h3>
<p style="text-align: justify;">Innanzi tutto è possibile circoscrivere il problema, approfondire le domande che i genitori hanno. Ma soprattutto, esplorando la situazione, si possono mettere a punto delle indicazioni OPERATIVE, per cercare di cambiare la situazione problematica. La consulenza permette di capire se il problema del bambino è inerente a delle cattive abitudini comportamentali. Permette di valutare la situazione della dinamica famigliare o sociale. Tramite la consulenza si valutano anche la possibilità che il bambino sia stato esposto a traumi di cui i genitori non sono a conoscenza. </p>
<h3 style="text-align: justify;">La consulenza online</h3>
<p style="text-align: justify;">Le domande che ricevo dalle mamme o dai papà arrivano da persone che vivono nelle diverse regioni d’Italia. Le consulenze tramite Skype mi permettono di fare un colloquio come se si fosse in presenza, non ci sono limiti nell’approfondire le tematiche e ricevere i consigli che si necessita di avere. Si ha quindi la possibilità di avere l’aiuto dello specialista senza muoversi da casa.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><span style="text-align: justify;">Non ci sono metodi standard</span></h3>
<p style="text-align: justify;">Per aiutare i bambini a dormire da soli non ci sono metodi standard. Tramite la consulenza è possibile alleggerire la pressione psicologica dei genitori, e approfondendo lo specifico della problematica, si possono ritagliare quelle indicazioni che possono essere più utili per la   situazione che il bambino e la famiglia stanno vivendo.</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/la-consulenza-nei-disturbi-del-sonno-dei-bambini/">La consulenza nei disturbi del sonno dei bambini</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
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		<title>Aiutare i bambini a superare la paura del buio</title>
		<link>https://morenomattioli.it/aiutare-i-bambini-a-superare-la-paura-del-buio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 May 2021 12:57:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[acluofobia]]></category>
		<category><![CDATA[cause della paura del buio]]></category>
		<category><![CDATA[fobia del buio]]></category>
		<category><![CDATA[il buio]]></category>
		<category><![CDATA[il buio e il sonno]]></category>
		<category><![CDATA[nictofobia]]></category>
		<category><![CDATA[paura del buio]]></category>
		<category><![CDATA[paura del buio nell’infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[paura dell’ignoto]]></category>
		<category><![CDATA[vincere la paura del buio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La paura del buio è una paura ancestrale, che può essere presente nei bambini ma anche nelle persone adulte. La paura del buio è una paura, e dunque implica l’essere spaventati, una sorta di rallentamento o blocco nei movimenti. La paura del buio è in prima battuta la paura dell’ignoto. Perché è così diffusa nei [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://morenomattioli.it/aiutare-i-bambini-a-superare-la-paura-del-buio/">Aiutare i bambini a superare la paura del buio</a> proviene da <a href="https://morenomattioli.it">Moreno Mattioli</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p style="text-align: justify;">La paura del buio è una paura ancestrale, che può essere presente nei bambini ma anche nelle persone adulte. La paura del buio è una paura, e dunque implica l’essere spaventati, una sorta di rallentamento o blocco nei movimenti. La paura del buio è in prima battuta la paura dell’ignoto.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Perché è così diffusa nei bambini</h2>
<p style="text-align: justify;">Nella crescita di ogni bambino, già dall’ottavo mese si manifesta quella che Spitz chiamava “la paura dell’estraneo”. L’estraneo è il non famigliare, il non conosciuto. Diciamo che prima o poi, chi più o chi meno, ogni bambino avrà fisiologicamente la paura del buio. Il buio è la rappresentazione per eccellenza “della dimensione di estraneità”, per cui la paura del buio, è un insieme tra un istinto biologico, e la consapevolezza che oltre ai famigliari, c’è altro.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Quando la paura diventa pervasiva</h2>
<p style="text-align: justify;">Alcuni bambini, possono sensibilizzarsi così tanto alla paura del buio, che ne possono avere delle ripercussioni sul piano dei normali comportamenti del quotidiano. I bambini che soffrono della paura del buio, possono sviluppare delle fobie nei confronti di alcuni luoghi della casa, possono soffrire di risvegli notturni, o presentare delle problematiche di addormentamento. La paura del buio, può essere un precursore dei disturbi del sonno.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Cosa fare?</h2>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 16px;"><span style="font-weight: normal;">Quando la paura condiziona così tanto la vita di un bambino? Il buio in sé rimanda all’indistinto, dentro al buio a livello emozionale possono essere contenute tutto ciò che può far paura ad un bambino. I mostri, i ladri, i pagliacci assassini, le streghe, ecc&#8230;&#8230;. Il buio diventa un grande contenitore che funge come da specchio, e per il bambino ciò che vede in questo specchio è solo ansia e timore, fino a rasentare l’angoscia.</span></span></p>
<h2 style="text-align: justify;">Ciò che può aiutare</h2>
<p style="text-align: justify;">Nello specchio di cui parlavo, il bambino vede riflesso un nulla indistinto, oppure la paura specifica per un personaggio della sua mente. In ogni caso è necessario di trovare il modo di avviare un dialogo (anche giocoso) con il bambino. Questo dialogo dovrà innanzi tutto portare a capire se si ha a che fare con l’indistinto o con uno o più personaggi della mente del bambino.</p>
<h2 style="text-align: justify;">L’indistinto</h2>
<p style="text-align: justify;">Se scopriamo che ciò che fa paura è l’indistinto, ciò può aiutare è il cercare di aiutare il vostro bambino a costruire dei significati su questo indistinto. Ovvero, mettere in moto la fantasia (che si blocca davanti al buio) per creare delle similitudini. Ad esempio: il “non so cosa mi fa paura” deve potersi collegare a delle paure che invece possono essere pensate. Che so, la paura di una punizione? Di sbagliare un compito? Di essere preso in giro? Così facendo si aiuterà il proprio bambino a disvelare che cosa rimaneva bloccato nella sua fantasia, per ritornare nel buio come paura dell’indistinto.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Personaggi della mente</h2>
<p style="text-align: justify;">Se invece la paura riguarda uno o più personaggi della mente del bambino, allora il dialogo dovrà essere orientato (da parte del genitore) nel cercare di incuriosirsi autenticamente di questi personaggi. Come in un gioco, nel dialogo si dovrà cercare di dare una vita, capire cosa fanno di cattivo (o malvagio), da dove vengono, quali sono le loro intenzioni, ecc&#8230;&#8230; Si tratta di creare una storia condivisa con i propri genitori. Molto spesso il dare una storia a questi personaggi, il più delle volte significherà dare a questi personaggi un limite, e dunque circoscrivere il senza limite del buio.</p>
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		<title>Mamme che soffrono, quando un bambino non riesce a dormire da solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Jun 2018 10:32:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'Infanzia]]></category>
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		<category><![CDATA[mamme esaurite]]></category>
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		<category><![CDATA[Problemi del sonno nei bambini]]></category>
		<category><![CDATA[sentirsi senza risorse]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mestiere della mamma non è facile ed anche faticoso (anche se potenzialmente molto gratificante), e ovviamente non è un mestiere, ma può rischiare di diventarlo. Le sofferenze a cui le mamme possono andare incontro sono molte, qui in questo articolo, cercherò di dire qualcosa rispetto alla sofferenza a cui una mamma può andare incontro [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il mestiere della mamma non è facile ed anche faticoso (anche se potenzialmente molto gratificante), e ovviamente non è un mestiere, ma può rischiare di diventarlo. Le sofferenze a cui le mamme possono andare incontro sono molte, qui in questo articolo, cercherò di dire qualcosa rispetto alla sofferenza a cui una mamma può andare incontro quando il proprio bambino inizia in modo continuativo ad avere dei problemi del sonno. E’ risaputo che quando un bambino non dorme, molto spesso “chiama” la mamma, chiede di dormire con la mamma, oppure vuole che la mamma stia con lui. Iniziano così lunghe nottate in cui la mamma dorme poco o niente, dove il giorno fatica a tenere gli occhi aperti sul laovoro, arriva a casa e trova che tutte le cose da fare sono sue&#8230;.si apre davanti a lei una specie di incubo&#8230;..spesso le mamma non c’è la fanno più ma non possono “fermarsi”, devono continuare, esaurendosi&#8230;&#8230;esaurendo il tempo per Se’, esaurendo la disponibilità per il proprio marito, per le amiche e i famigliari&#8230;.esaurisce la pazienza, e tutto le fa scattare come una molla. Chi si può riconoscere in queste parole sta vivendo sicuramente una situazione di grande difficoltà.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Cosa fare?</h3>
<p style="text-align: justify;">Ovviamente questa è la domanda che più frequentemente mi viene rivolta. Su questo si possono dire alcune semplici cose che possono nascondere delle grandi verità. Ad esempio ci si può chiedere, se la mamma soffre, se la mamma si esaurisce, la stessa cosa sta accadendo anche al papà? Dare una risposta chiara a questa domanda è un primo passo, un primo passo per non nascondere la testa sotto la sabbia.</p>
<h3>Se il papà soffre</h3>
<p style="text-align: justify;">Se anche il papà soffre, se anche il papà si sta esaurendo, allora vuol dire che la coppia nella sua funzione genitoriale è entrata in crisi, vuol dire che la coppia non è in grado di contenere le problematiche emotive per trasformarle in possibili soluzioni&#8230;..se la coppia va in crisi sul piano educativo, la prima cosa che può fare è quella di fermarsi un attimo e chiedersi il perché? Non lo potete fare perché non avete tempo? Non lo volete fare perché tanto non serve? Questi di solito sono gli indicatori che mi possono far dire che quella coppia ha bisogno di aiuto, che per quella coppia è necessario la consulenza di uno Psicoterapeuta.</p>
<h3>Se il papà non soffre</h3>
<p style="text-align: justify;">Se invece il papà non soffre o il papà non si sta esaurendo, anche qui dovete chiedervi il perché, e sopratutto perché le risorse di vostro marito non possono diventare utili per far fronte ai problemi di vostro figlio. Anche qui se pensate che parlare con vostro marito non serva, che tanto non ha nulla da darvi, allora anche qui si può dire che non Voi come coppia, ma Tu come mamma che stai leggendo hai bisogno di una mano&#8230;&#8230; se la situazione di vita che ti sei crestata con tuo marito non ti sostiene, e non vedi come poterne parlare con lui, allora questo è il momento per iniziare a fare chiarezza sulle priorità della tua vita!</p>
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		<title>Le domande sui problemi del sonno dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Sep 2017 13:04:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riprendendo la traccia delle domande che la rivista &#8220;nostrofiglio.it&#8221; ha formulato a Liborio Parrino, responsabile del Centro di Medicina del Sonno, cercherò di evidenziare quale può essere il punto di vista della psicologia del sonno sui temi che sono stati trattati. 1) Perché è importante che i bambini dormano bene? Un buon sonno, permette al bambino [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Riprendendo la traccia delle domande che la rivista &#8220;nostrofiglio.it&#8221; ha formulato a Liborio Parrino, responsabile del Centro di Medicina del Sonno, cercherò di evidenziare quale può essere il punto di vista della psicologia del sonno sui temi che sono stati trattati.</p>
<h3 class="P" style="text-align: justify;"><span class="ATextTitle"><b>1) </b><b>Perché è importante che i bambini dormano bene?</b></span></h3>
<p style="text-align: justify;">Un buon sonno, permette al bambino di poter ricaricare le energie fisiche e mentali che vengono impegnate nel corso della giornata; un buon sonno è essenziale per un buon ricircolo dell&#8217;ormone della crescita. Da un punto di vista psicologico, un buon sonno, permette una rielaborazione implicita delle esperienze che sono state vissute nel corso della giornata. Possiamo pensare che durante il sonno, il cervello del bambino cataloga ed organizza i vari eventi della vita (ma anche il modo in cui sono stati vissuti). Questo tipo di operazione mentale, è essenziale per sostenere la produzione delle idee che il bambino inizia a costruire su di Sé e sull&#8217;ambiente che lo circonda.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>2) Avere un bambino che nei primi mesi di vita dorme bene, è solo fortuna o c&#8217;è anche una certa dosa di abilità da parte dei genitori?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Va sottolineato come i bambini alla nascita SONO GIA&#8217; IN GRADO DI DORMIRE, quello che cambia è l&#8217;ambiente, si passa dalla condizione di protezione del mondo uterino, a quello di esposizione della realtà esterna. In questo senso è possibile che una buona capacità di dormire dei bambini DIPENDa da una buona sinergia tra gli aspetti temperamentali (costituzionali) del bambino, con la capacità dei genitori di modulare il rapporto specifico tra Protezione ed Esposizione ai nuovi eventi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>3) Quali possono essere gli errori che i genitori commettono nei primi mesi?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Va colto che le poppate al seno non servono solo a nutrire il bambino, ma, sono anche il modo attraverso cui si sviluppa il rapporto tra la madre e bambino. In questo senso, la mamma è chiamata a &#8220;interpretare&#8221; i bisogni che il bambino esprime con il suo pianto, e spesso, la poppata viene utilizzata per soddisfare (oltre che i bisogni alimentari), anche i bisogni di calore, contatto fisico e psicologico. Visto che la poppata contiene in sé un certo numero di bisogni da soddisfare, direi che ciò che NON DOVREBBE ACCADERE, è di dare il seno in modo MECCANICO, o di dare il seno in modo INDISCRIMINATO (ovvero tutte le volte che il bambino lo vuole). Dobbiamo ricordare che la poppata deve SEMPRE passare attraverso il processo di decodifica dei segnali Pianto-Interpretazione-Azione.</p>
<h3 style="text-align: left;"><strong>4) Quando cominciare con l&#8217;autonomia dell&#8217;addormentamento?</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Come dicevo prima, il bambino nasce con le capacità di dormire, quello che cambia, è l&#8217;ambiente circostante. Uno dei primi bisogni che i genitori sono chiamati a riconoscere è quello del contatto, quanto il loro bambino necessità di questo contatto? Molti dei problemi del sonno possono manifestarsi la dove il bisogno di contatto del bambino non trova una corrispondenza effettiva nello stile di accudimento dei genitori. In questa ottica, è importante porre l&#8217;attenzione sulla possibilità di distinguere le idee che i genitori hanno sul proprio bambino, da quelli che sono i Reali bisogni che il bambino esprime. In questo senso, la mamma non può essere l&#8217;unica interprete dei bisogni del bambino, ma diventa essenziale il &#8220;il dialogo&#8221; tra il padre e la madre.</p>
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		<title>Cos&#8217;è il Pavor Notturno?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 May 2016 15:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sempre più frequentemente nella situazioni che mi vengono presentate di bambini che hanno delle problematiche con il sonno, compare la presenza del Pavor Notturno. A tal proposito ho deciso di pubblicare un articolo divulgativo di Paolo Roccato che mi pare molto chiaro ed esaustivo: Il Pavor nocturnus (in italiano: terrore notturno,  terrore nel sonno), come [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sempre più frequentemente nella situazioni che mi vengono presentate di bambini che hanno delle problematiche con il sonno, compare la presenza del Pavor Notturno.</p>
<p>A tal proposito ho deciso di pubblicare un articolo divulgativo di Paolo Roccato che mi pare molto chiaro ed esaustivo:</p>
<p>Il <em>Pavor nocturnus</em> (in italiano: terrore notturno,  terrore nel sonno), come il più noto sonnambulismo, rientra nelle p<em>arasonnìe</em> (perturbazioni non patologiche del sonno). È piuttosto frequente (circa 3 % nei bambini, un po’ meno nelle bambine); di solito compare fra i 2 e i 12 anni, scompare in adolescenza; non ha alcun significato patologico, né alcuna causa patologica (neurologica, psicologica, affettiva, relazionale), né alcuna conseguenza immediata o negli anni successivi; si verifica durante il sonno profondo, di solito nel primo terzo della notte; lascia amnesia parziale o totale.</p>
<p>Le crisi di <em>Pavor nocturnus</em> sono davvero impressionanti. Il bambino lancia un grido, con gli occhi sbarrati, a volte serrati, con una forte attivazione del sistema nervoso autonomo: è sudato, ansante, pallido, a volte paonazzo, ha le pupille dilatate, il respiro corto e frequente, la frequenza cardiaca aumenta come anche il tono muscolare. Perde l’urina. Si agita in movimenti scomposti, irrigiditi. Grida. Piange. Sembra in preda al terrore. Non è contattabile con gesti, né con parole. Anzi: se gli si parla, se viene toccato o abbracciato, il terrore può aumentare. Di solito la crisi dura pochi minuti, ma anche da 10 a 30 minuti. Alla fine il bambino torna a dormire d’un sonno profondo, come non fosse successo nulla. In realtà: continua a dormire nel suo sonno profondo, che non s’è interrotto durante la crisi. Al mattino non ricorda nulla, perché nella crisi non era consapevole. Se viene svegliato, qualcosa ricorda, ma a ben guardare i ricordi sono legati più alla fase del risveglio che non al momento della crisi.</p>
<p><strong>Un fenomeno innocuo</strong></p>
<p>La crisi si verifica con frequenza variabile, irregolare, non prevedibile (anche una sola volta nella vita) in una fase di sonno non-REM, o sonno profondo. Quindi non durante un sogno, che avviene solo nelle fasi di sonno REM. Dunque non è un incubo. Come abbiamo detto non è espressione di disturbi neurologici, né di disturbi affettivi, né di disturbi relazionali e non è un attacco di panico: si tratta del risultato di un’attivazione del <em>sistema limbico</em> (gestore delle emozioni), probabilmente dell’amigdala, che si realizza non in conseguenza di esperienze vissute.</p>
<p>Per chiarire come possano realizzarsi crisi così clamorose ma del tutto innocue, bastano due semplici esperimenti.</p>
<ul>
<li>Se uno preme lievemente un dito su un occhio, a volte vede delle immagini geometriche luminose coloratissime come quelle d’un caleidoscopio, dette <em>fosfeni</em>, che sembrano muoversi, fluttuare, roteare. Si vedono cose che non esistono. Ma non c’è da inquietarsi: sono il risultato d’una eccitazione della retina non provocata dall’impatto con la luce. Non hanno alcun significato patologico.</li>
<li>Analogamente, se si guarda il cielo sereno sdraiati per terra, si possono vedere delle palline traslucide vaganti nell’aria lungo linee strane, senza che nell’aria ci siano. Sono i globuli rossi che passano nelle arteriole della rètina. Li vediamo perché puntiamo gli occhi verso una realtà indefinita che non possiamo mettere a fuoco. Quando guardiamo qualcosa di concreto (una casa, un libro, un paesaggio), non vediamo le palline fluttuanti, perché siamo “distratti” dalla percezione della realtà su cui siamo concentrati. Quando si assiste a una crisi di <em>Pavor nocturnus</em> conviene, come coi sonnambuli, non fare nulla. Non toccare il bambino, ma solo prevenire che nei gesti inconsapevoli non si faccia male; non cercare di “farlo ragionare” nella vana speranza di riuscire a contattarlo e rassicurarlo; non cercare di svegliarlo: può essere traumatico l’impatto (per lui insensato) con gli adulti che lo circondano stralunati per la loro angoscia. Tutt’al più si può parlargli con voce tranquilla e toni bassi. Non importa ciò che si dice: è il suono quello che eventualmente conta.</li>
<li></li>
<li><strong>Crisi di Pavor nocturnus:</strong></li>
<li>Se strappato dal sonno profondo, circondato da facce angosciate che chiedono di cos’ha paura, il bambino interrogato può presentare un’immagine simbolica dell’esperienza traumatica che non è quella della crisi inconsapevole, ma quella del risveglio forzato: qualcuno “entra nella mente”, come un “ladro nella casa”, per “derubarlo” (del sonno) e “sostituirsi” a lui (che vorrebbe dormire) o ai genitori (che mai lo “rapirebbero” dal sonno). Traumatico è il risveglio forzato, non la crisi. Nel dormiveglia, nel sonno REM e nello stato di veglia c’è esperienza, perché c’è consapevolezza. Nel sonno profondo, non c’è. Il dispiegamento di forze per consolarlo e rassicurarlo è fuori luogo e controproducente.</li>
<li><strong>Cosa fare allora?</strong></li>
<li>Vedere qualcosa che non c’è può spaventare. Ma, come il <em>Pavor nocturnus</em> (molto più impressionante!), sono fenomeni che non hanno nulla di patologico.</li>
</ul>
<ul>
<li>insorge fra i 2 e i 12 anni;</li>
<li>dura da pochi minuti a mezz’ora;</li>
<li>frequenza irregolare;</li>
<li>avviene nel sonno profondo non-REM in cui non c’è consapevolezza;</li>
<li>molto impressionante all’apparenza: il bambino (non contattabile perché non consapevole: sta dormendo nel sonno profondo) sembra in preda al terrore;</li>
<li>non patologica;</li>
<li>non dà conseguenze;</li>
<li>non connessa a traumi o problemi emotivi o relazionali;</li>
<li>bisogna non fare niente;</li>
<li>finisce da sola;</li>
<li>è un’attivazione del sistema limbico non causata da vissuti emotivi;</li>
<li>le crisi cessano da sole in adolescenza.</li>
</ul>
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		<title>Le domande delle mamme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Oct 2015 14:24:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Problematiche nel dormire]]></category>
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		<category><![CDATA[Psicologia dell'Infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[bambini che non riescono a dormire da soli]]></category>
		<category><![CDATA[le domande dei papà]]></category>
		<category><![CDATA[le domande delle mamme]]></category>
		<category><![CDATA[le risposte ai problemi psicologici]]></category>
		<category><![CDATA[trovare le risposte ai problemi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Molte mamme mi scrivono rispetto al problema del dormire dei loro figli. Una cosa in questi mesi mi pare evidenziarsi, ovvero la necessità della risposta. Cosa voglio dire? È ovvio che chi mi scrive sia alla ricerca di una risposta, ma mi pare altrettanto chiaro che chi cerca una risposta &#8220;non sia sempre disponibile all&#8217;interlocuzione&#8221;. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Molte mamme mi scrivono rispetto al problema del dormire dei loro figli. Una cosa in questi mesi mi pare evidenziarsi, ovvero la necessità della risposta. Cosa voglio dire? È ovvio che chi mi scrive sia alla ricerca di una risposta, ma mi pare altrettanto chiaro che chi cerca una risposta &#8220;non sia sempre disponibile all&#8217;interlocuzione&#8221;. Fare una domanda, fare una domanda sul dormire dei propri figli, &#8220;a volte&#8221; può sott&#8217;intendere l&#8217;idea che ci sia qualcosa di giusto da fare, che non si fa, piuttosto che porsi il problema del <em>cosa c&#8217;è da capire</em>.<em> </em></p>
<p style="text-align: justify;">Nel mio modo di intendere la soluzione dei problemi psicologici, ciò che mi pare sia fondamentale mettere in evidenza, è innanzitutto la questione di come aiutare le mamme o i papà a capire, e per capire, è essenziale che io faccia delle domande, o stimoli la possibilità di farsi delle domande. Mi pare opportuno sottolineare come la soluzione delle problematiche del dormire dei bambini, non possa avvenire attraverso &#8220;la risposta&#8221;, ma mediante un attività di riflessione personale e condivisa, che possa portare ad un cambiamento di prospettiva o di punto di vista, solo allora diventerà chiaro <em>Il cosa fare.</em></p>
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