Cosa c’è sotto l’ansia?


L’ansia non è solo un disturbo specifico, ma molto spesso è il sintomo di un disagio più profondo.

Cos’è l’ansia

Io la definirei come una paura che tende a rimanere costante ma che non ha un oggetto della paura. Il paziente che soffre d’ansia, spesso non sa la causa della sua ansia. Ovvero se gli si chiede di descrivere l’ansia o la sua causa, è in difficoltà nel mettere in parole quello che sente.

Inibire i comportamenti per inibire l’ansia

I pazienti che soffrono d’ansia, molto spesso cercano di inibire l’ansia inibendo alcuni comportamenti o attività. Il paziente cerca disperatamente di aggrapparsi a qualcosa, per cui inizia a fare delle associazioni che spesso sono il frutto della casualità. Ad esempio un paziente può constatare che l’ansia gli aumenta se entra in un supermercato, allora tenderà a diminuire i suoi accessi al supermercato, magari chiederà di essere accompagnato. Questo è il tentativo di trasformare l’ansia in una fobia, ovvero di stabilizzare l’ansia su un oggetto, per poterlo CONTROLLARE, ovvero distanziarsene con la volontà.

Non è un fatto di volontà 

Sicuramente i tentativi di inibire l’ansia mostrano che in qualche modo il paziente tenta di reagire. Ma è bene sapere che cercare di controllare l’ansia può essere un modo per cristallizzarla. Restringendo la gamma dei comportamenti si tenta di restringere e irrigidire la capacità di provare emozioni o sensazioni. Mentre si inibisce l’ansia, si tende ad inibire la vita emotiva soggettiva.

Alzare il velo

Da dove nasce l’ansia, perché ad un certo momento arriva ad ingombrare la vita di una persona?  Queste domande possono essere utili per introdurre del pensiero la dove  invece la reazione istintiva è quello di immobilizzarlo. L’ansia non nasce dal nulla, ma la psicoterapia psicoanalitica ci mostra come siano i conflitti intrapsichici a generare l’ansia. Certamente se un paziente soffre d’ansia non gli basta sapere che ci sono dei conflitti dentro di lui per poter stare meglio. Sapere questo serve di più ai curanti, che possono accompagnare il paziente nel non irrigidire la propria vita mentale, e permettere di far emergere ciò che c’è. 

La vera paura

Ciò da cui il paziente inconsapevolmente tende a stare lontano, è l’area conflittuale che determina l’ansia. Quest’area nasce sempre all’interno di rapporti interpersonali, ma ciò che fa veramente la differenza, è il vissuto soggettivo che una persona produce da questi rapporti. Il conflitto può essere dentro alla relazione, ma molto spesso lo si trova DENTRO il significato inconscio che il paziente da alla relazione. Per questo motivo una relazione terapeutica analiticamente orientata è un ottimo strumento di cura non solo dell’ansia (il sintomo), ma delle cause che la producono (il conflitto interno).

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