È utile saper gestire l’ansia?

La gestione dell’ansia, è uno dei principali obiettivi di chi soffre di disturbi ansiosi. La persona che soffre d’ansia,  vorrebbe eliminare l’ansia, ma non riuscendovi, allora aspira a trovare un modo o metodo per poterla gestire.

Cercare di non essere travolti

La gestione dell’ansia, prevederebbe di trovare un modo per porre un argine, un limite alla sopraffazione dello stato ansioso. L’idea sarebbe quella di poter controllare l’ansia, cioè gestirla.

Ma l’ansia è sempre ansia?

Non è facile dire o definire cosa sia l’ansia. Possiamo dire che l’ansia è uno stato di paura o allarme continuo che non ha un oggetto. In questo senso si differenzia dalle fobie che hanno un oggetto, es. la claustrofobia è la paura dei luoghi chiusi. È però necessario dire che molto spesso le persone che soffrono d’ansia in realtà soffrono di qualcosa d’altro. Mi è capitato più volte di incontrare pazienti che lamentavano stati di forte ansia, i quali però una volta chiariti, si evidenziava che ciò che loro chiamavano ansia era un’altra cosa. Molto spesso, i sentimenti di vuoto, l’angoscia o la de realizzazione vengono scambiati per l’ansia, la quale in piccole dosi la possiamo considerare anche fisiologica. I bambini ad esempio possono soffrire della paura del buio.

Gestire o elaborare l’ansia?

Quale può essere un atteggiamento terapeutico verso l’ansia? C’è qualcosa che può indurla a diminuire?  Il concetto del diminuire e la sua controparte dell’ aumentare sono fondamentali per un approccio terapeutico dell’ansia. Chi soffre di ansia non VUOLE che l’ansia aumenti, ma vorrebbe che potesse diminuire.  L’ansia (quando è vera ansia) non è facilmente trattabile proprio perché è uno stato di paura senza oggetto. Tutto può scatenare l’ansia, come l’ansia può venire anche dal niente. Per cui l’idea di gestire l’ansia, mostra il suo lato debole proprio a partire da questa considerazione, non si sa da che parte “prenderla”  l’ansia.

Verso un elaborazione dell’ansia

La psicoterapia è la modalità che permette di trovare un approccio per l’elaborazione e non la gestione dell’ansia. L’ansia come paura senza oggetto, ha il bisogno di essere ascoltata, ha bisogno dunque della presenza di una persona che sappia capire le parole e i segnali del corpo. La situazione della psicoterapia psicoanalitica questo permette, la possibilità di un ascolto attento e rispetto, che favorisca l’emergere di ciò che non è visibile. La persona che soffre d’ansia non sa perché ne soffre, e lo psicoterapeuta diventa il mediatore che permette l’accesso a quei vissuti nascosti e non visibili nel contesto di vita di tutti i giorni.

Il contesto della psicoterapia psicoanalitica

Il setting psicoanalitico ha la proprietà di creare un luogo sicuro ed accogliente, dove lo stato d’ansia non diventi più un qualcosa di incomprensibile. L’incontro psicoanalitico riesce a dare alla parola del paziente una prospettiva particolare, l’ascolto psicoanalitico permette l’emergere di quei vissuti che sono nascosti all’interno del sintomo. Quando il paziente insieme al terapeuta incontra questi vissuti in un contesto sicuro, allora la paura comincerà ad avere un oggetto (motivo) e si porranno le basi per una sua elaborazione, ovvero lo sgonfiamento dello stato ansioso.

Per un approfondimento sul problema dell’ansia cliccare qui

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