L’ideologia della Vittoria

Colpisce dal punto di vista Psicologico il constatare come l’idea di vincere si annidi e si nasconda all’interno delle relazioni sociali. Gli esiti delle elezioni ne possono essere un esempio “molto” visibile, ma la “necessità” di vincere è presente in maniera importante in molte delle manifestazioni sociali dell’uomo. La cosa su cui ritengo possa essere interessante aprire una breve riflessione riguarda il “perchè” sia necessario vincere, perchè chi perde sembra che ne debba uscire svilito dal punto di vista umano.

Questo mi sembra il dato più importante, ciò che io chiamo l’ideologia della vittoria pone una matrice nel modo di fare relazione tra le persone. Se c’è qualcuno che vince, necessarimente ci devono essere altri che invece perdono. Dietro a questa considerazione che potrebbe apparire banale, mi pare però che ci sia una verità psicologica, ovvero che nel momento in cui si adotta la matrice della vittoria come modalità relazionale ci si immette in una situazione in cui qualcuno “deve” necessariamente avere un guadagno mentre altri “devono” necessriamente subire una perdita.

L’ideologia della vittoria sembra “implicitamente” propugnare l’idea che nelle relazioni umane non ci possa essere uno “scambio” tra persone in cui il guadagno possa essere un qualcosa di “comune”. Dal punto di vista clinico sorprende constatare come spesso la sofferenza personale nasca da relazioni in cui costantemente avviene una perdita del contatto con sè stessi, e credo che il perseguire la necessità di vincere (ovvero di affermarsi sull’altro e non con l’altro) possa essere un modo per allontanarsi da sè.

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