L’ansia è un nemico?

Quando parlo con i miei pazienti, la cosa che emerge maggiormente è quanto l’ansia sia presente nella vita delle persone che non stanno bene. L’ansia può configurarsi come un disturbo a sé stante, ovvero come un qualcosa che inizia ad invadere la vita delle persone togliendo loro il senso di libertà e anche le sicurezze acquisite dalla propria vita. L’ansia si manifesta come una forma di paura non meglio identificata, c’è qualcosa nell’atmosfera psichica che inizia a farsi sentire come minaccioso, e la paura inizia a prendere il sopravvento. La paura può collocarsi su di un oggetto o una situazione, apparentemente per il senso comune quell’oggetto o quella situazone non sono una minaccia in sé, ma per quella persona, lo diventano. Sono come una porta in cui la paura può entrare e disorientare e spaventare chi la sperimenta. Questo tipo di paure prendono il nome di fobie, ovvero sono paure molto intense che sono scatenate da un oggetto detto “fobico”. Spesso la fobia può trasbordare nel panico, dove la paura sembra “perdere i confini” e dove si manifesta un forte disorientamento che può portare le persone a dubitare sulla propria salute fisica (paura di morire) oppure sulla propria salute psicologica (paura di impazzire).

L’ansia è quasi sempre percepita dai pazienti come un “nemico”, una specie di esperienza estranea che altera in maniera importante l’equilibrio della propria vita. Questa faccenda del nemico credo sia un punto molto importante nel corso delle terapie, infatti l’atteggiamento che il paziente ha verso l’ansia, è quello di voler evitare e togliere dalla propria vita questo intruso. Questo atteggiamento indica che l’esperienza dell’ansia è un qualcosa di insopportabile e che è percepito come un qualcosa di pericoloso. Un fattore determinante nella cura dell’ansia è quello di creare un clima di sicurezza nella relazione terapeutica, una sicurezza che permetta di fare un passo decisivo verso la guarigione, questo passo riguarda la possibilità di poter vedere “l’altra faccia dell’ansia”.

L’altra faccia dell’ansia riguarda il fatto che essa oltre che ad essere percepita come un nemico, potrebbe anche essere vista come un “segnale”, ma un segnale di cosa?

All’interno dei percorsi terapeutici, quando l’ansia non fa più paura è possibile accorgersi di come l’ansia sia un segnale che la propria mente lancia all’individuo, questo segnale indica che c’è qualcosa che nella propria vita necessita di un attenzione, c’è una particolare situazione della vita che riguarda l’individuo che “dovrebbe” essere affrontata. Affrontare una situazione di vita problematica, significa poter identificare degli aspetti psicologici del proprio vivere che richiedono attenzione, accoglimento e forse anche un posto un po’ più importante di quello che la routine quotidiana gli concede.

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