Il corpo e la cura

Si può pensare che il corpo possa essere una determinante nella cura dei disturbi psichici. Si può anche pensare che la dove i disturbi non migliorano è perché non si è riusciti a toccare le giuste corde corporee.

La mia posizione definisce l’aspetto somatico e l’aspetto psichico come due campi di esistenza ben definiti, dall’altra parte, li possiamo vedere come le due facce della stessa medaglia, ovvero l’umano come psichesoma.

Corpo e cervello

Apparentemente esistono distinzioni tra queste due parti del biologico,  anzi la prima (il corpo), conterrebbe il secondo (cervello). Eppure la dimensione corporea sembra non sovrapporsi alla dimensione neurobiologica del cervello, infatti si parla del cervello come organo.

Il senso comune tende a vedere la dimensione corporea come un qualcosa di a se stante, così come la dimensione neurobiologica del cervello. In sintesi si potrebbe pensare che esistano due forme di sentire, ciò che sente il corpo e ciò che sente il cervello.

L’inconscio e il corporeo

Il funzionamento corporeo può essere preso nelle sue funzioni come inconscio, ma in psicoanalisi non è questo il punto di interesse (in questo senso la maggior parte delle funzioni corporee sono inconsce). Ciò che interessa alla psicoanalisi per la cura, è come le funzioni corporee, le funzioni neurobiologiche del cervello, possano interfacciarsi con la struttura psichica della mente. Seguendo M. Blanco, possiamo pensare che il corporeo e il neurobiologico si interfaccino alla struttura mentale la dove il Tempo inizia ad esistere.

Tempo, corpo e inconscio Freudiano

Le funzioni corporee in quanto tali, sono funzioni che avvengono all’interno del tempo biologico. Così allo stesso modo, le funzioni neurobiologiche del cervello, avvengono all’interno del tempo neurobiologico.  Per poter recuperare queste dimensioni dell’essere nella cura, è necessario riuscire a posizionarsi la dove queste dimensioni possano lasciare una traccia nelle rappresentazioni psichiche. Questo sembra poter avvenire ponendo l’attenzione al sorgere del tempo, di orientarci verso quella zona di confine dove si possono percepire i segni della nascita del fenomeno temporale.

Ad esempio a livello sintomatico, il ripetersi dei sintomi rappresentano proprio quel luogo dove il tempo tende ad annullarsi. Questo ci può far pensare che è proprio lì che allora dobbiamo rivolgere la nostra attenzione, per poter rovesciare il punto di prospettiva. Il sintomo che si ripete non solo come il luogo dove si annulla il tempo, ma nella sua analisi, anche come il luogo dove il tempo può iniziare ad esistere (terapia).

La cura psichica e il tempo biologico

Il luogo psichico dove nasce il tempo è la zona di confine tra L’inconscio freudiano e il preconscio. Le temporalità biologiche possono lasciare la loro impronta la dove le rappresentazioni (sintomi) vengono temporalizzati, ovvero, dove le rappresentazioni (sintomi) possano entrare nel pensiero e nel linguaggio (questa è la funzione terapeutica). Qui il pensiero e il linguaggio vengono intesi come fenomeni transizionali (Winnicot), ove la transizione o il confine, è il passaggio dal pulsionale (senza tempo) al rappresentazionale.

 

Il nastro di moebius

La cosa interessante è che tutto ciò non implica dei fenomeni diversi, ma implica piuttosto una logica particolare. Il linguaggio ad esempio, le parole che il paziente dice, nello stesso momento possono contenere un’aspetto pulsionale (senza tempo) e un aspetto rappresentazionale (ciò che potenzialmente può entrare nel tempo). Come un nastro di moebius, le parole possono avere una doppia faccia (superficie),  possono contenere le impronte di ciò che è corporeo e di ciò che è cerebrale. Nelle parole si può rilevare l’impronta del tempo neuro-biologico. Una delle funzioni della psicoterapia psicoanalitica è quella di tradurre il tempo neurobiologico in un tempo psichico. Mentre la funzione della psicoanalisi, e quella di tradurre il senza tempo della pulsione, in una delle possibili forme della temporalità del preconscio.

E’ questo il motivo per il quale la terapia della parola, è una terapia che può avere degli effetti sia sugli aspetti corporei e sia sulla neurobiologia del cervello.

 

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