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	<title>Obesità Archivi - Moreno Mattioli</title>
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	<description>Psicologo e Psicoterapeuta a Varese</description>
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		<title>La cura dell’obesità a Varese</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2021 07:14:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicoterapia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’approccio psiconutrizionale è a mio parere la modalità più indicata nella diagnosi e nella terapia dell’obesità. La possibilità di valutare gli aspetti nutrizionali e medici inerenti l’obesità sono una parte fondamentale della valutazione.  Allo stesso tempo però, il poter fare una valutazione di tipo psicologico, permette di inquadrare il caso nella complessità della persona, e [&#8230;]</p>
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<p style="text-align: justify;">L’approccio psiconutrizionale è a mio parere la modalità più indicata nella diagnosi e nella terapia dell’obesità. La possibilità di valutare gli aspetti nutrizionali e medici inerenti l’obesità sono una parte fondamentale della valutazione.  Allo stesso tempo però, il poter fare una valutazione di tipo psicologico, permette di inquadrare il caso nella complessità della persona, e di progettare il percorso di cura più idoneo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Le possibili diagnosi psicologiche</h3>
<p style="text-align: justify;">Nell’obesità non è scontato che sia presente un disturbo dell’alimentazione. Può  essere una buona prassi sottoporre il/la paziente ai test psicodiagnostici che sono in grado di rilevare la presenza della possibile patologia. Dall’altra parte, la condizione dell’obesità necessita che venga fatta una valutazione del profilo della personalità, per capire quali sono stati i fattori personologici che  hanno favorito la comparsa della patologia.</p>
<h3 style="text-align: justify;">I possibili interventi psicologici</h3>
<p style="text-align: justify;">L’intervento nutrizionale deve poter essere accompagnato da un intervento specifico a carattere psicologico. La specificità dell’intervento lo si può ricavare dalla valutazione psicodiagnostica che deve essere fatta. <br />Se viene rilevato un disturbo dell’alimentazione, dovrà essere impostato un percorso di psicoterapia specifico.  Si può  sostenere il paziente nel cercare di aderire alle indicazioni nutrizionali, ma allo stesso tempo, si cercherà di modificare quegli aspetti della personalità che hanno determinato il disturbo alimentare.</p>
<p style="text-align: justify;">Se non viene rilavato un disturbo alimentare, allora si può pensare di programmare un intervento di sostegno psicologico. Tale sostegno può accompagnare il paziente nel cercare di seguire in modo continuativo le indicazioni nutrizionali.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Gli aspetti psicocorporei </h3>
<p style="text-align: justify;">La cura dell’obesità passa attraverso le modalità più congrue per instaurare una corretta alimentazione, che ha come effetto quello di produrre un dimagrimento. Va sottolineato che la corretta alimentazione viene prima del dimagrimento, e non il contrario. Nell’obesità il corpo può essere percepito come un problema (fino ad arrivare ad un disturbo dell’immagine corporea). Oppure può essere una presenza di cui nel tempo non ci si è occupati. In ogni caso, nel lavoro psicologico è essenziale ristabilire un contatto psicocorporeo in cui il/la paziente possa riacquisire un identità psicocorporea. Questo significa che le indicazione alimentare corrette debbono essere accompagnate da una sorta di rieducazione nella raippropiazione del proprio corpo. Non va alimentato invece il mantenere un evitamento o un disinteresse per i segnali del corpo.</p>
<h3 style="text-align: justify;">Riconquistare la salute</h3>
<p style="text-align: justify;">La cura dell’obesità non si riduce solo al perdere peso, ma in senso complessivo, si cerca di far si che il soggetto possa diventare una componente  attiva della cura. L’obiettivo è riconquistare una propria identità psicocorporea, all’interno della quale è compresa l’acquisizione di una corretta alimentazione. La cura dell’obesità è un lavoro che mira ad una modifica dello stile di vita, e alla chiarificazione degli aspetti psicologici che hanno generato la patologia. L’intervento sarà diretto verso un’acquisizione di uno stile alimentare corretto che possa tenere conto delle esigenze psicocorporee della persona.</p>
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		<title>Una chiave per uscire dall’Obesità: il ritmo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2019 11:50:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
		<category><![CDATA[Obesità]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia dell'Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Psicologia e Società]]></category>
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		<category><![CDATA[come poter dimagrire]]></category>
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		<category><![CDATA[movimento e obesità]]></category>
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		<category><![CDATA[quando ci si sente uno schifo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Una delle caratteristiche più comuni nelle persone che soffrono di sovrappeso o obesità, è la riduzione della capacità di movimento. Il senso comune vuole che la persona che ingrassa perda progressivamente la capacità di muoversi, oltre che il piacere di farlo. Una valutazione psicologica però, può mostrare altro.  Lo stile psicologico individuale può manifestarsi in [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle caratteristiche più comuni nelle persone che soffrono di sovrappeso o obesità, è la riduzione della capacità di movimento. Il senso comune vuole che la persona che ingrassa perda progressivamente la capacità di muoversi, oltre che il piacere di farlo.</p>
<p style="text-align: justify;">Una valutazione psicologica però, può mostrare altro.  Lo stile psicologico individuale può manifestarsi in configurazioni di movimento che oggi possiamo definire come poco ritmiche. L’obesità e il sovrappeso nella maggioranza dei casi hanno delle cause di tipo psicologico, e uno degli effetti principali che queste cause provocano, è quella di diminuire le capacità ritmiche dell’organismo.</p>
<h2>Cosa sono le capacità ritmiche?</h2>
<p style="text-align: justify;">Il ritmo lo possiamo pensare come il ponte che collega la sfera biologica con quella psicologica. Quando una persona inizia a mangiare in modo disordinato o troppo abbondante,  va a modificare quelli che sono i ritmi metabolici. Mangiare e digerire necessitano di loro ritmi particolari, una volta si diceva “mangia piano!”.</p>
<p style="text-align: justify;">Una persona che inizia ad avere un alimentazione disordinata, altera il ritmo sociale dell’alimentazione.  Il classico: colazione, pranzo e cena (con eventuali spuntini), si altera profondamente.</p>
<h2>Il ritmo sociale</h2>
<p style="text-align: justify;">Esistono i ritmi biologici, ma esistono anche i ritmi sociali. Come il calendario è una convenzione, così lo sono anche le abitudini alimentari. Il fatto che sono convenzioni, non vuol dire però che non abbiamo degli effetti profondi in noi stessi. Noi apparteniamo ad un campo sociale, le sue regole, le sue aperture o possibilità, non sono un qualcosa che possiamo ignorare a nostro piacimento. Le convenzioni sociali scandiscono dei ritmi che si incarnano nel nostro corpo e nella nostra psiche. La persona obesa o in sovrappeso, tende a perdere la sua capacità di movimento non solo perché “aumenta di peso”, ma anche e sopratutto perché non può (o non tollera) di SENTIRE il proprio corpo.</p>
<h2>Il corpo che si muove</h2>
<p style="text-align: justify;">La persona obesa, non tollera di sentire il proprio corpo. Nel suo immaginario, allontana da Se la percezione delle parti flaccide, delle parti molli, delle parti&#8230;obese. Il corpo che si muove, è un corpo che ripropone questo tipo di contatto, il corpo che si muove, è un corpo che amplifica questo tipo di percezione. È questo il motivo per cui le persone obese tendono a muoversi poco. Il problema della fatica, della difficoltà dei movimenti è un fatto vero, sotto cui si nasconde questo tipo di verità.</p>
<h2> Ritmo e percezione</h2>
<p style="text-align: justify;">Per uscire dall’obesità (o dal sovrappeso), esiste una chiave di volta. Oltre alla necessita’ di una dieta equilibrata (che presuppone l’essere seguiti sul piano Nutrizionale attraverso una relazione d’aiuto) si necessita anche di un altro tipo di lavoro, quello sul ritmo-movimento. Ciò che può sfuggire a chi si occupa di riabilitazione nutrizionale, è che il punto di cambiamento psicofisico, non è il solo fare movimento per riattivare il metabolismo, ma anche, la possibilità di riabilitare la propria percezione  psico-corporea.</p>
<p style="text-align: justify;">Riabilitare il movimento,  non significa spingere la persona obesa a fare una qualche attività sportiva, oppure, a camminare per perdere peso. Riabilitare, significa introdurre la persona obesa a compiere dei movimenti consapevoli, movimenti in cui si possa percepire la ritmica che è stata soffocata, violata e annullata. Spesso, quello che è accaduto alla propria ritmica del movimento, è un qualcosa di analogo che accaduto ad un aspetto del Se e della storia del paziente.</p>
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		<title>Cercare la tranquillità nel cibo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Moreno Mattioli]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Jul 2018 09:39:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Disturbi del Comportamento Alimentare]]></category>
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		<category><![CDATA[sentirsi soli davanti al cibo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se parliamo di alimentazione, può essere utile sottolineare come il cibo non sia solo un nutrimento, ma può diventare in molti casi una vera e propria ossessione. Un attenzione eccessiva alla dieta, al proprio aspetto fisico, a ciò che è salutare, insieme alla paura per i grassi, possono diventare una fissazione. Gli alimenti possono essere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Se parliamo di alimentazione, può essere utile sottolineare come il cibo non sia solo un nutrimento, ma può diventare in molti casi una vera e propria ossessione. Un attenzione eccessiva alla dieta, al proprio aspetto fisico, a ciò che è salutare, insieme alla paura per i grassi, possono diventare una fissazione. Gli alimenti possono essere usati anche per cercare tranquillità, per rassicurarsi, e cercare di togliere le ansie e le angosce della vita quotidiana.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei disturbi del comportamento alimentare, possiamo constatare come il cibo sia utilizzato per esercitare una un controllo, per sviluppare un senso di controllo. Nelle pazienti affette da questi disturbi, possiamo rilevare il tentativo di provare a generare uno stato di calma attraverso il controllo. L’anoressia tende ad utilizzare il rifiuto del cibo per SENTIRE una sorta di tranquillità (che in realtà è controllo e anestesia delle sensazioni). Il disturbo da alimentazione incontrollata invece, usa gli alimenti come tentativo di creare un CONTATTO con qualcosa o qualcuno, come presenza che vorrebbe essere tranquillizzante e pacificante.</p>
<p style="text-align: justify;">Senza arrivare all’eccesso di questi disturbi, è possibile affermare che nell’alimentazione le persone possono ricercare uno stato di rassicurazione inconsapevole. In alcuni momenti del vivere quotidiano, può capitare che la rassicurazione che il cibo può dare, diventi un fatto predominante nell’esperienza della persona. In questo senso gli alimenti tendono a diventare un OGGETTO, un oggetto da manipolare, per cercare attraverso il controllo, di ottenere una qualche forma di &nbsp;rassicurazione.</p>
<h2>Perché il cibo può rassicurare?</h2>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Il motivo per cui il cibo può rassicurare non dipende solo dalla soddisfazione del bisogno nutrizionale, ma il mangiare può diventare veicolo di rassicurazione, quando è condiviso con persone che rassicurano ed esprimono tranquillità. L’esperienza di essere stati rassicurati da una persona percepita come sicura, spesso è un qualcosa di carente in chi cerca la rassicurazione nel cibo. La dov’è c’è il controllo, il cibo è percepito come un oggetto, la dove c’è un contatto umano, allora il cibo diventa il medium di una relazione affettiva. Quando una persona si ritrova da sola di fronte al cibo, questa è una persona che ha PERSO la vicinanza degli altri, e vive il suo profondo senso di solitudine.</p>
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