Bambini che non vogliono dormire da soli

Può capitare che i bambini non vogliono dormire da soli, può capitare ai neonati e può capitare quando nasce un fratellino o una sorellina, può capitare quando iniziano la scuola materna, oppure quando iniziano le scuole elementari.

Ci sono bambini che non sono mai riusciti a dormire da soli.

Per affrontare il problema dei bambini che non vogliono dormire da soli, è bene entrare nell’ordine di idee che il dormire da soli è un “apprendimento”, un apprendimento che sicuramente ha una base istintuale, ma sempre un apprendimento è. Va ricordato che il feto “dorme” per ben nove mesi all’interno della pancia della mamma, e il feto e la mamma (insieme al papà) dormono insieme almeno per ben nove mesi.

L’apprendimento del dormire da soli dipende dalla cultura di appartenenza e dalle sensibilità famigliari. Il neonato al momento della nascita ha il bisogno della continuità, la vita intra-uterina basata sul contatto con il liquido amniotico, si trasformerà pian piano nel bisogno di contatto tattile, vocale (specialmente rispetto alla voce della madre) e visivo. Il neonato alla nascita, ha il bisogno di percepire una continuità tra la vita dentro la pancia della mamma con la vita che lo attende fuori. Cosa sogna un neonato? Di cosa necessita un neonato? Di addormentarsi tra le braccia della sua mamma, o di addormentarsi subito dopo aver fatto una buona e soddisfacente poppata. Dunque, dormire da soli diventerà un modo di addormentarsi senza avere più il bisogno della necessità di avere a fianco a sé il corpo della mamma, mentre potrà accontentarsi di una mano sopra la schiena, di una carezza sulla fronte, o della voce della mamma o del papà che raccontano una fiaba. Il neonato prima e il bambino poi, imparerà a portarsi il contatto corporeo con mamma e papà dentro di sé, la sensazione di sicurezza che le cure che avrà ricevuto dai suoi genitori gli permetteranno di sentirsi sicuro, e di avvertire che nonostante i suoi genitori non dormano con lui, lui si porterà dentro di sé quelle sicurezze che non gli faranno avere paura nel lasciare andare la vita del giorno per immergersi nel mondo della notte. Il momento dell’addormentarsi è un momento molto delicato, è il momento in cui tutte le esperienze della giornata, tutte le cose nuove scoperte, verranno messe tra parentesi ed incontreranno la sospensione della notte.

Il bambino o la bambina presto scopriranno che i loro genitori andranno a letto più tardi, che i grandi non vanno a letto quando vanno a letto i bambini, e loro questo lo accetteranno pian piano.

I BAMBINI CHE NON VOGLIONO DORMIRE DA SOLI, sono i bambini che hanno paura di addormentarsi da soli, sono i bambini che quando faticosamente si lasciano andare al mondo della notte, vengono “risvegliati” dalle paure della notte, spesso paure di stare da soli, oppure le paure del buio o della strega cattiva. I bambini che non vogliono dormire da soli sono bambini che vogliono essere CONSOLATI E RASSICURATI.

Per aiutare questi bambini è importante cercare di capire di CHE COSA hanno paura, e perché questa paura non gli permette di avere la fiducia di lasciarsi andare al mondo della notte.

I bambini non vanno FORZATI, ma accompagnati alla fiducia del lasciarsi andare, d’altronde si tratta di imparare a fare una cosa che istintivamente hanno sempre fatto per gran parte della loro giovane vita, si tratta semplicemente di DORMIRE !!!! ma di dormire  “ da soli”.

44 Commenti

  1. Buonasera, mio figlio è nato da 3 settimane e da allora non riesce a prendere sonno se non a contatto con la mamma. Capita solo di notte, durante il giorno dorme tranquillamente da solo nel passeggino. Come faccio a capire quando è il momento di farlo dormire da solo, se anche ci riuscissi? Leggendo l’articolo mi verrebbe da dire che il momento del distacco dovrebbe venire naturalmente: è così? Grazie

    • Gent.le Alessandro,
      innanzi tutto le faccio i miei migliori auguri per la nascita di suo figlio.
      Per ciò che concerne la sua domanda quello che le posso dire e’ che nelle primissime settimane di vita del neonato e’molto utile assecondare “i suoi bisogni”. Se durante la notte suo figlio ha la necessità di avere un contatto con il corpo della mamma e’ bene assecondare questo suo bisogno, magari cercando di immaginare che cosa faccia la differenza tra il giorno e la notte, la luce, i rumori di casa, la fame o cos’altro? Comunque come dice lei questo bisogno dovrebbe venire meno spontaneamente una volta che si sono regolarizzati i ritmi delle poppate e del sonno. Se ha necessità di avere delle indicazioni più precise mi scriva pure tramite mail.

      Cordiali Saluti

      dott. Mattioli

      • Grazie mille, per ora stiamo cercando di assecondare tale richiesta, come tutte le altre, ma quello che vorremmo evitare è che si abituasse a dormire con noi e di doverlo forzare in futuro ad andare a vivere da solo. E poi, come facciamo a capire quando per lui è il momento giusto? Noi ci proviamo ogni sera ma il risultato è sempre lo stesso. Può darmi la sua email, in modo tale da contattarla tra qualche settimana se le cose non dovessero cambiare? Grazie ancora.

        • Ritengo possa essere utile tenere presenti alcune cose, il momento giusto e’ semplicemente il momento in cui le cose accadono, nel senso che se alla sera lo mettete nella culla e lui subito dopo o poco dopo si risveglia piangendo, significa che in quella determinata situazione avverte il distacco e richiede la vicinanza. Il punto non è forzare le situazioni ma come mi sembra di aver capito far si che possa accadere quello che accade normalmente di giorno, ovvero che lui dorma nella sua culla da solo. Ci sarebbero da capire diverse cose tra le quali, la culla la tenete nella vostra stanza oppure in una cameretta per lui, ci sono fratelli o sorelle oppure è il vostro primo figlio? Se sarà necessario mi scriva pure nel modulo contatti del mio blog e la mail mi arriverà direttamente.

          Cordiali Saluti

          dott. Mattioli

  2. Buonasera, mia figlia ha 5anni e fino a qualche mese fa non aveva problemi ad addormentarsi ( non da sola ma io o mio marito aspettavamo che si addormentasse) nella sua cameretta insieme alla sorellina più grande. Circa 2mesi fa, le è venuta la febbre e per potere controllare anche durante la notte se le saliva la temperatura si coricava con me nel lettone(cosa che abbiamo sempre fatto senza alcuna conseguenza ). Da allora non ha più voluto saperne di dormire da sola. Inventa mille scuse( le fa male il dente o la pancia). Io e mio marito le abbiamo provate tutte, ma non riusciamo a trovare una soluzione. Quando le chiedo per quale motivo ha paura lei dice che ha paura dei mostri..Cosa ci consiglia di fare? Aspettando una sua risposta Le porgo Cordiali Saluti.

    • Gent.le Silvia, credo che il punto da chiarire sia la sua motivazione che l’ha spinta a far dormire sua figlia con lei. Mi diceva che l’ha fatto con l’idea di controllare la temperatura, ma la cosa da chiarire è il motivo per il quale questo controllo non poteva essere fatto lasciando sua figlia nel lettino ( che so la paura che la temperatura diventasse troppo alta? La paura di qualche complicazione? ). Dico questo per cercare di capire se i mostri di cui parla sua figlia siano una interpretazione che sua figlia fa di una sua (o vostra) paura, rispetto a questo stato febbrile, oppure se la febbre ha fatto venire alla luce della paure già latenti che vivevano nella sua bambina (nel senso che i mostri esistevano già da prima, e la malattia ha slatentizzato, acutizzando queste paure). A sua figlia chiederei chi sono i mostri di cui parla (sono in tanti o uno solo), si riferiscono a dei cartoni animati, a qualche personaggio riconoscibile o è qualcosa di indistinto? Questo servirebbe poi per chiederle qual’e’ (secondo sua figlia) il motivo per cui adesso questi mostri le fanno così paura mentre prima della febbre no.
      Mi faccia sapere…..

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

      • Innanzitutto grazie per avermi risposto cosi celermente. Il fatto di farla dormire con me nel lettone quando ha la febbre non è un fatto nuovo, ogni qual volta ha avuto la febbre, per una mia comodità, ha dormito con me o con mio marito ( nel lettone o nella sua cameretta). La bambina sa che quando le passa la febbre si ritorna ognuno nel proprio letto. Questa abitudine non ha mai creato problemi, ogni volta che la febbre passava lei ritornava tranquillamente a dormire nella sua stanza. Questo non è successo l’ultima volta che ha avuto la febbre. Da allora sono iniziati i problemi, voleva dormire solo con me, ora dorme nella sua stanza ma vuole esclusivamente me ( e non il papà ), sta allerta, se capisce che io sto andando via si mette a piangere. La bambina mi racconta che i mostri sono tanti e sono frutto della sua immaginazione, non si riferiscono a dei cartoni animati. Mi pongo una domanda, cosa è potuto cambiare l’ultima volta che ha avuto la febbre da non volere più dormire da sola? Grazie ancora.

        • Gent.le Silvia, se devo formulare un ipotesi rispetto a quello che mi ha chiesto, ovvero cosa è cambiato da quest’ultima volta? Direi che c’è un attivazione di un ansia di separazione inerente la situazione edipica (la bambina vuole lei e non il papà). La situazione edipica rimanda alla percezione della bambina del fatto che lei e suo marito avete una “vostra intimità”, una vostra vicinanza, di solito questa percezione della vicinanza tra i genitori è un cambiamento di consapevolezza che i bambini hanno nei confronti “della natura” del rapporto che il papà è la mamma hanno tra di loro (i bambini percepiscono o immaginano una forma di vicinanza affettiva che non era percepita o immaginata precedentemente). Questo tipo di percezione può evocare delle paure che possono trasformarsi nei mostri. In questo senso può essere utile che chiediate a vostra figlia perché vuole lei è non il papà, farsi spiegare perché trova più sicurezza con la mamma e non con il papà….. e sopratutto farsi descrivere questi mostri (lei mi diceva che erano frutto della sua fantasia, ma questo glielo ha detto sua figlia o lo ha capito lei?) il tutto per poter parlare di ciò che tiene in allerta sua figlia mentre lei (mamma) “si stacca da lei (figlia)” per ritornare “vicino al papà”.

          Cordiali Saluti
          dr. Mattioli

        • A me succede la stessa cosa. Ha paura di dormire solo, mi viene a chiamare con mille scuse. Lui ha già 10 anni e non riesco a risolvere il problema. Dice che ha paura, sente rumori…ecc..

  3. Buongiorno Dottore,
    vorrei il suo consiglio. Ho una bimba di 8 anni per la quale dormire da sola nel suo letto, seppure in camera con la sorellina di 10 anni, sta diventando un grosso problema. A volte con fatica riesce ad addormentarsi, ma deve essere proprio stanca per riuscirci. Se non lo è invece è una cosa che sta diventando quasi impossibile. Resta sveglia nel letto piangendo, dicendo spesso “Mamma? ti voglio bene!” e continua così per ore e ore finchè per sfinimento mi metto vicino a lei. Allora lì in un attimo si addormenta. Mi tiene abbracciata. Io mi addormento ma poi al risveglio, magari nel cuore della notte, faccio pianissimo per andarmene dal suo letto e a quel punto di sveglia di soprassalto e tutto ricomincia come se fossero le 9 di sera e invece magari sono le 2 del mattino. Sono un po’ preoccupata perché per lei questa paura di dormire sta diventando un’ossessione. Addirittura nel pomeriggio, siamo in giro, facciamo altro e lei invece è già proiettata col pensiero alla notte che verrà e si rattrista e le viene l’ansia. Credo si stia rovinando un po’ la sua vita che invece a 8 anni dovrebbe essere serena.
    Credo di aver bisogno di aiuto anche io perché questa cosa mi logora e non so come affrontarla correttamente.
    A volte di notte mi arrabbio e mi infurio. Lei piange coi singhiozzi finché non crolla. Io vado a vederla anche 10 volte per sera ma tanto non si tranquillizza finché non mi corico vicino a lei.
    Che fare? A scuola non va bene con le amicizie. Ha una classe un po’ difficile. E lei credo si senta sola.
    Mi da una mano?
    Monica

  4. Buonasera dottore le scrivo per un consiglio ma mi creda la mia situazione e’ davvero complicata. Sono a 4 giorni dalla data del mio presunto parto e convivo con un uomo separato da 7 anni che ha una bimba di 8 anni. Ci conosciamo da 5 anni e la bimba ha sempre dormito nel lettone con il papà durante le permanenze a casa sua. Adesso che viviamo tutti nella stessa casa ( una casa nuova da qualche mese) la bimba ha il suo lettino nella nostra camera ma non intende dormirci e dorme quindi durante i 10 giorni al mese che è con noi nel nostro lettone. Ho commesso un grave errore sicuramente io, non pensando che la cosa migliore sarebbe stata mettere il lettino della bimba direttamente in un’altra stanza ma l ho fatto per assecondare il desiderio del mio compagno che vuole godersi la figlia non vivendoci insieme e anche quello della bambina che è molto legata al padre. Questa cosa con il,passare del tempo sento stia mettendo a repentaglio anche la nostra intimità di coppia ne ho parlato con il mio compagno ma lui è’ un accanito sostenitore del dormire tutti assieme. Ora nascerà la nostra piccolina e lei capisce bene che dormire tutti e 4 assieme diventerebbe un delirio ma io vorrei tenere la bimba appena nata in camera con noi almeno per i primi mesi, per rendere più facili eventuali poppate notturne e anche perché essendo così piccolina magari non me la sentirò di farla dormire in un’altra stanza. Ecco la mia domanda e’ la seguente: come si può risolvere questa situazione con la bimba più grande? Ma soprattutto, come far capire al proprio compagno che questa situazione, se non accettata da entrambi, potrebbe portare ad una crisi seria della coppia? Non so se mi leggerà mai ma grazie infinite in ogni caso.
    Cordialmente,
    Fabiana

    • Gent.le Fabiana, direi che il punto sarebbe quello di capire perché il suo compagno è un accanito sostenitore del far dormire la bambina con voi……quali sono le sue motivazioni? Lui non avverte che questo può togliere intimità alla coppia? Ma sopratutto quando secondo lui sarebbe il momento giusto perché sua figlia possa dormire da sola? Ad 8 anni la bambina è nella fase di latenza, non credo le sarebbe utile arrivare alle soglie della pubertà (11-12 anni) senza ancora aver acquisito questo senso di separatezza dal padre o da voi. La mia indicazione è che questo processo di separazione non venga posticipato di molto, anche se forse l’arrivo della nuova figlia potrebbe favorire l’insorgere di moti di gelosia, ma anche questa è una situazione che andrebbe affrontata prima, piuttosto che dopo.

  5. Buonasera sono Valentina e ho una bimba di 25mesi.purtroppo qui di problemi ce ne sono tanti e cui originali si trovano lontane.all inizio della gravidanza mio marito ha perso il lavoro e tutto quello che ne ha comportato nn ha fatto vivere sereni i nove mesi né a me né a lui.quando poi ha saputo che sarebbe arrivata una femminuccia le cose nn sono migliorate xchè non si sa xchè ma tutti si aspettavano dovesse essere x forza un maschietto. Il parto non è stato facile.è nata dopo 30ore d travaglio con parto naturale e cordone intorno al collo. La bambina è stata alattata fino ai 20 mesi e ho avuto il capo parto dopo 19 mesi.la notte durante l allattamento si è sempre svegliata ogni 2 ore e questo non ha certo facilitato le cose tra me e mio marito.infatti praticamente io stanchissima e alla fine c siamo allontanati.visto che lui non riusciva a dormire decisi d mettere la bambina nell altra stanza in culla e avrei fatto avanti e indietro dal nostro letto ma erano continui pianti quindi decisi di passare anche io nella stanza accantio con lei nel letto singolo.anche x cercare d togliere il seno definitivamente. A 20 mesi dopo 1 mese e mezzo di pianti notturni finalmente sono riuscita a togliere il seno.la bambina da allora xò si addormenta in braccio e con una mano sul mio collo e spesso si rilassa tirando pizzichi. Le abbiamo fatto la cameretta con un letto s una piazza e mezza poiché la notte non sta mai ferma motivo x cui non ha mai tollerato la navicella del passeggino abbandonata a soli 2mesi e la culla successivamente. Fattaxka cameretta ero quasi riuscita a farla dormire sola e Cmq sempre cin minimo un risveglio notturno quando la situazione familiare è cambiata. Mio marito ha deciso d andar via d casa xchè infelice e alla ricerca della serenità lontano da tutti in particolare da me xchè dice che l ho abbandonato e trascurato da tre anni.subito dopo la bambina si è ammalata x un virus preso durante l inserimento all asilo. Ha avuto per la prima volta nella sua vita la febbre e io ero sola. Per poterla monitorare durante la notte decisi d metterla nel lettone con me.infatti la temperatura arrivò anche a 39.3.siamo fuori da qualche GG da questa febbre e sto cercando d riabituarla al suo letto e alla sua stanzetta. Non c è verso.il pomeriggio dorme anche un’ora nel suo letto ma sempre con grande difficoltà ad addormentarsi. La sera invece parte subito e s piazza nel lettone.le h chiesto perché non voglia dormire da sola e m ha detto che nel letto con me è più bello e più grande.la notte si gira in continuo e con le mani o piedi mi cerca per accertarsi che c sia ancora. Cosa posso fare?devo assecondarla o continuare a provare? Grazie x i consigli preziosi che di certo saprà darmi

    • Gent.le Valentina,
      la descrizione che mi ha fatto è molto dettagliata e mi pare che contenga molti elementi che possano spiegare il tipo di “attaccamento insicuro” che sua figlia sembra avere. Per ora sposterei l’attenzione da sua figlia a lei Valentina, nel senso che credo che all’interno della dinamica famigliare (ora che il padre non vive più con voi) sarebbe opportuno introdurre un sostegno che la aiuti nello svolgere la sua funzione materna. Pertanto la invito a contattare un buon Psicoterapetuta della sua zona, che la aiuti e la sostenga nell’elaborare le molte vicende che mi ha raccontato nel suo post. Sono convinto che, se lei come mamma si sentirà più sostenuta e capita (forse quello che non capitava con suo marito?) allora sua figlia ricevendo sicurezza dalla dinamica famigliare, potra’accettare di separarsi da lei (psichicamente) e dormire da sola nella sua cameretta.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  6. Grazie per avermi risposto. Cercherò di individuare uno psicoterapeuta qui in città. La bambina piano piano sta facendo progressi all asilo.oggi ad esempio s è fatta cambiare il panno dalla maestra e non ha pianto se nn al solo momento del distacco all ingresso in aula e nn ha mai chiesto alla maestra d stare in braccio. Piano piano ce la farà… Piano piano sono convinta riuscirò a rimetterla nella sua stanzetta. Certo la situazione con il padre nn aiuta xò ce la faremo.

  7. Roberta Di Giovanni
    Roberta Di Giovanni

    Gentile dottore Mattioli ,
    ho un ragazzo di 12 anni che ha paura a dormire solo in camere , ci sono stati periodi ma brevi che lo ha fatto …ora ha ricominciato ad avere paura a stare solo in camera . Ha paura dei ladri , ha paura dei mostri , ha paura dei brutti sogni.
    Ma non ha paura ad uscire solo …..

    • Gent.le Roberta,
      per poterle dire qualcosa avrei bisogno che mi dicesse qualcosa di più, ad esempio, con chi dorme suo figlio? In quale stanza della casa? Vi chiama durante la notte o vi chiede da subito che qualcuno dorma con lui?

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  8. Buonasera dott.Mattioli
    Volevo un suo consiglio su come comportarmi ,
    Il mio primo bimbo ha ormai 9 anni e non riesce proprio a dormire se non mi metto io vicino a lui , nonostante ci sia il fratellino più piccolo di 6 anni a fargli compagni lui richiede costantemente la mia presenza , e questo è un problema che si presenta soltanto la notte perché per il resto è un bambino molto autonomo ,
    Però questa situazione mi sta iniziando a pesare nn dormo bene nel lettino mi sto spezzando la schiena,quindi lo sto forzando a stare lì con il fratello ,ma mi preoccupa il suo stato d’ansia,spero che mi può dare un consiglio …
    Premetto che le nostre camere sono vicinissime e non si chiudono mai le porte ,e nella loro camera gli lascio la TV accesa tutta la notte
    La ringrazio in anticipo spero che mi possa aiutare

    • Gent.le anira,
      innanzi tutto alcune considerazioni…direi che se è costretta a lasciare accesa la TV tutta la notte, e allo stesso tempo deve dormire nel lettino con suo figlio, direi che lo stato della problematica è già molto rilevante nella sua intensità. Detto questo, se non capisco male, se dorme con suo figlio di 9 anni, vuol dire che il figlio di 6 dorme da solo…in un certo senso si può dire che è costretto a subire un po’ questa situazione? Le dico questo perché lei mi sottolinea che sembra che il figlio grande non si tranquillizzi della compagnia del fratellino ma necessita della presenza della mamma. Mi chiederei se e come il fratello più grande ha accettato l’arrivo del più piccolo, se non c’è un problema di attenzione o di attaccamento che il più grande ha sentito minacciato con la convivenza con il più piccolo, oppure andrebbe valutato che tipo di separazione e autonomia psicologica suo figlio è riuscito avviluppare rispetto al rapporto che ha con lei.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  9. salve, siamo nonni di un bimbo di 11 anni che vive con noi ,la madre e il padre lavorano lontano. il bimbo proprio non riesce a dormire da solo cerca in ogni modo di dormire con noi. se lo mettiamo nella stanza accanto alla nostra resta sveglio fino alle 4 ,ora in cui mia moglie va nella sua camera e dorme con lui. tutta la notte con luce accesa , televisore e computer. cosa possiamo fare…..

    • Gent.le Orazio Marzullo,
      da quello che lei mi scrive, credo si possa ipotizzare che il bambino con il sintomo del sonno manifesti un forte disagio per il dover stare lontano dai suoi genitori….Se questa ipotesi fosse corretta, prima di occuparsi del problema del sono ci si dovrebbe occupare del “perché” il bambino è costretto a vivere lontano dai genitori.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  10. BUONGIORNO DOTTORE
    SONO MAMMA DI UNA BAMBINA DI TRE ANNI CARDIOPATICA ,CON DUE INTERVENTI IL PRIMO AD UNA SETTIMANA DI VITA E 6 CATETERISMI CARDIACI ALLE SPALLE E DEVE AFFRONTARE UN TERZO. NON VOGLIO PRECISARE IL SUO STATO DI SALUTE , MA IN GRAN PARTE DO A LUI LA COLPA, NON HA MAI AVUTO UN SONNO TRANQUILLO DA QUANDO E’ NATA , E PER QUESTO LA CAPISCO, IL PROBLEMA E’ CHE LA SERA NON SI ADDORMENTA SE NON HA ALMENO UN GENITORE ACCANTO, E LA MATTINA PER ANDARE ALLA SCUOLA MATERNA LA STESSA COSA, L’ANGOSCIA DEL TRAGITTO E IL VARCARE L’ENTRATA, POI TUTTO TRANQUILLO LA MAESTRA DICE CHE E’ BRAVISSIMA PARTECIPA A TUTTE LE ATTIVITA’, MA IL MOMENTO DEL DISTACCO E’ DISTRUTTIVO. IO NON SO PIU’ COME COMPORTARMI . SONO SEMPRE STATA UNA MAMMA PREMUROSA, UN PO APPRENSIVA(MA CREDO SIA NORMALE) , SIAMO SEMPRE STATE IN SIMBIOSI SU TUTTO ATTACCATISSIME, E ORA IL DISTACCO E’ TREMENDO…. COME POSSIAMO COMPORTARCI?

    • Gent.le Sara,
      vista la complessità del quadro medico che sicuramente avrà inciso e inciderà nel processo di attaccamento-separazione con sua figlia, non posso che consigliarle di contattare uno psicoterapeuta specializzato nella cura dell’infanzia a cui possa sottoporre la sua situazione. Per darle delle indicazioni è necessario capire come è in che grado le problematiche mediche hanno influito sulla personalità in formazione di sua figlia, e quanto hanno e stanno influendo sulla vostra relazione…..le faccio i miei migliori auguri!

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  11. Buonasera dottore mi chiamo Sara sono una mamma con una bimba di 1 anno e 4 mesi ha sempre dormito nel suo lettino vicino al nostro letto però le volevo chiedere come mai se io non sono nella stessa stanza si sveglia e inizia a piangere non posso muovermi dalla stanza. ( devo aspettare minimo 2 ore per poter uscire dalla stanza anche solo per andare in bagno) questo di notte mentre per il riposino pomeridiano devo stare sempre li non so come fare per abituarla a dormire senza la mia presenza continua. La ringrazio per la risposta

    • Gent.le Sara,
      prima di rispondere alla sua domanda, volevo sapere come mai lei e suo marito non stavate pensando di fare dormire vostra figlia nella sua cameretta (almeno così mi pare di poter capire).

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  12. Buongiorno Dottore.
    Sono la mamma di una bimba di 5 anni che in pratica non ha mai dormito da sola. Siamo passati dal lettone con mamma e papà al lettino e dopo la nascita del fratellino al lettone con papà.
    Sono diversi mesi che soffre di bruxismo notturno e prima di andare a dormire ha un rituale che compie ogni sera di pipì, denti, peluche, ecc.
    Ogni volta che deve fare qualcosa tipo uscire, cenare, ecc deve dare pipì anche se la appena fatta.
    Stanotte abbiamo cercato di farla dormire nel suo letto in cameretta col papà in un altro letto staccato ma sempre in cameretta.. ma nulla da fare.. si è agitata quando non ha visto il papà che era in bagno ed ha vomitato.
    Ha qualche suggerimento a riguardo?

    • Gent.le Eleonora,
      da quello che mi racconta debbo dire che sia la problematica del sonno e sia gli altri sintomi che ha descritto, mostrano come la problematica si sia consolidata nella personalità della bambina. Il consiglio che le posso dare è quello di contattare uno psicoterapeuta specializzato nell’infanzia della sua zona, per poter far fare una valutazione, ed eventualmente iniziare un trattamento (il quale andrebbe stabilito se orientarlo più sulla bambina, o sul contesto famigliare).
      Forse il mio non era il consiglio che si poteva aspettare, ma ritengo possa essere il più utile.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  13. Dottore Bongiorno.
    Mio figlio di 4 anni e mezzo da quando ne ha 1 si addormenta solo con me (tranne quando capita di andare dai nonni dove dorme con loro cmq nel lettone)
    A casa lo faccio addormentare nel suo lettino (Se sono a casa non vuole saperne del rito della buona notte con papà) ma poi sistematicamente verso le 2/3 Si sveglia e mi cerca. Da quando è nato il fratellino (Che ha due mesi) io devo allattare il piccole e rimetterlo nella sua culla (il poverino si addormenta solo) per tornare dal fratello che mi cerca e mi chiede di lasciare suo fratello nella sua cameretta per tornare a dormire con lui. Mi consiglia un percorso terapeutico o ci sono altre alternative prima?
    Grazie infinite.
    Cordiali saluti.

    • Gent.le Federica,
      mi dovrebbe dire come è andato lo svezzamento di suo figlio, e se i problemi del sonno si sono manifestati poco dopo che ha lasciato l’allattamento.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  14. Buongiorno dottore, ho un figlio di 10 anni che ultimamente non vuole assolutamente dormire da solo. Vuole me nel suo letto e quando vado via mi segue nel lettone. È sempre stato un bambino un po fifone però ha dormito sempre nella sua cameretta fino a qualche giorno fa che, a quanto dice lui, ha visto qualcosa sul cellulare che lo ha impaurito. Di giorno invece è tranquillo. Come posso fare a convincerlo a dormire nuovamente da solo? La ringrazio
    Michela

    • Gent.le Michela,
      innanzi tutto si deve far dire che cosa ha visto e perché l’ha così impaurito, tenga conto che se questa versione fosse “realistica” la cosa che ha visto l’ha così impressionato da mettere in discussione un apparente certezza che aveva costruito, ovvero quella di dormire da solo…..mi faccia sapere….

      dr. Mattioli

  15. Gentile dottore, mia figlia di 4 anni e mezzo dorme da sola nella sua cameretta dall’eta Di circa un anno, ma io o mio marito dobbiamo stare seduti vicino al suo letto finché non si addormenta. Ora che è arrivata la sorellina avremmo piacere che si addormentasse da sola. Abbiamo atteso un po’ dalla nascita della sorellina (ora ha tre mesi) e tornati dalle vacanze le abbiamo spiegato che ormai ha già quattro anni e mezzo e deve imparare a dormire da sola. La sera va convinta in camera ma dopo pochi minuti arriva lamentando mal di pancia o chiedendo di dormire nel lettone. Con pazienza le spieghiamo che non è possibile e alla fine si addormenta piangendo in camera sua. Mi sento ovviamente in colpa e temo che non sia il momento più indicato. Secondo lei dobbiamo insistere?

    • Gent.le Luisa,
      le potrò rispondere dopo il 10 settembre perché in questo periodo sono in vacanza.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

    • Gent.le Luisa,
      innanzi tutto partirei dal cercare di capire secondo voi a quale bisogno della bambina rispondevate nel momento in cui per addormentarla vi sedete (e vi sedavate) di fianco a lei. Esplicitare questo bisogno lo ritengo importante per poter capire se può essere giusto chiedere adesso a vostra figlia di imparare ad addormentarsi da sola.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  16. Buongiorno,
    Il mio compagno ha una figlia di 12 anni che da sempre dorme nel lettone che sia quello della madre o dei nonni tanto che non viene a dormire da noi perché mi sono opposta ad andare a dormire nella sua camera. Da mesi sta seguendo un percorso psicoterapeutico, ma cambiamenti ed evoluzioni non sono ancora emerse. Inoltre recentemente la madre ha un fidanzato e spesso accade che quando si ferma a dormire dormano tutti e tre nel lettone. Lei capisce la ns preoccupazione per questa situazione peraltro segnalata alla professionista , ma non vedendo la ragazzina sofferente non ha fatto nulla. Quanto tempo dovrà ancora trascorrere affinché avvenga questo distacco? Ovviamente la ragazzina non ha mai dormito in una casa diversa da quella della madre o dei nonni. In fede Enrica

    • Gent.le Enrica,
      purtroppo questa situazione presuppone una simbiosi in un area dell’esperienza della ragazzina con i suoi genitori, questa area per ora può non dare apparenti problemi perché è semplicemente compensata, purtroppo quando verrà posto il problema della separazione psicologica, i nodi verranno al pettine. C’è anche da dire che se la ragazzina è in psicoterapia, forse la collega non sta lavorando sul comportamento manifesto, ma sui presupposti della possibilità della separazione psicologica, e dunque sta cercando di evitare il “trauma” della separazione. Per avere delucidazioni in merito, questi quesiti vanno posti alla psicoterapeuta che segue la figlia del suo compagno.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  17. Buongiorno Dottore,
    Mio figlio di 11anni non riesce a dormire da solo. L’ho sempre addormentato nel suo letto, ma ad irari differenti si risveglia. Se era nel lettino chiamava, successivamente ce lo troviamo in camera di fianco al letto, quasi sonnambulo, perché spesso non è “cosciente” di essere fuori dal suo letto. Ci sono stati periodi in cui è riuscito a dormire tutta la notte nel suo letto, ma era molto più piccino. Altri periodi in cui, dopo essersi addormentato si risvegliava con affanni, lo trovavo seduto nel letto a frignare, nel vero senso del termine, senza lacrime, ma sempre in una sorta di sonnambulismo e non rispondeva ai miei richiami, carezze, abbracci per tranquillizzarlo. Ho sempre parlato con lui, cercato di capire le sue paure. Prima era la paura del buio e lasciavo una lucina della notte in camera, inoltre non c’è buio totale poiché dall’abbaino filtra un po’ di luce della città; poi il fantomatico uomo nero, a cavallo (non ricordo di aver mai mostrato a mio figlio film con personaggi del genere…possono essere alcuni cartoni animati? Non mi viene nulla in mente)… Da un anno a questa parte dice di sentirsi solo. Lui ha sempre voluto un fratello, ma mio marito non ha voluto il secondo figlio. Io sono ultima di 4 e so cosa vuol dire avere delle sorelle, con loro ho un rapporto bellissimo e ci aiutiamo molto, anche se abito a 500km da loro. Lui ha un solo frarello maggiore, con cui non ha grandi rapporti, be contatti, diciamo un cordiale rapporto di conoscenza. Per problemi economici familiari mio marito non ha potuto frequentare l’università, mentre il fratello sì. Non so se questo ha potuto influire sulla scelta di non avere altri figli. Io e mio figlio ci siamo stati male (io nel veder soffrire mio figlio per la mancanza di un compagno di giochi, di un compagno con cui condividere gioie e paure). Cerco comunque sia per la mancanza di un fratello, sia per la paura di dormire da solo di dargli spiegazioni che lo facciano crescere nel migliore dei modi. Ma a volte, ultimamete spesso…la frenesia della vita, il lavoro, da un paio anche problemi di salute dei miei genitori, che abitano a 500km da me, il marito che spesso, sempre, non parla in famiglia se non sporadicamente del suo lavoro (se punzecchiato da me, a volte, rare, interagisce con nostro figlio per la scuola, lo sport, le sue paure,…liquidandolo in due parole) non mi permettono di essere così lucida e mi arrabbio con il ragazzino.
    A nulla serve che io lo addormenti nel suo letto, leggendo con lui un libro, perché anche se si addormenta lui sa che ad un certo punto me be andrò in camera mia e lui starà solo. La notte si alza e viene in camera.
    Per concludere, ormai dirme nel letto tra noi, lì dice di sentirsi protetto, al sicuro, non si sente solo, perché la cosa importante è NON DORMIRE DA SOLO. In questi casi dorme tutta la notte, senza ansie, risvegli, anzi spesso nel sonno lo sentiamo ridere. Ma dormendo in tre nel letto, la mattina io sono sfinita, perché il “bimbo” è alto 1,52mt. e non sta fermo un attimo, si scopre in continuazione, scoprendo anche noi.
    A volte inviatiamo degli amici/compagni, ma finisce che dormono poco perché eccitati dal fatto di stare insieme.
    Non so come affrontare la situazione, se aspettare che cresca, che maturi da solo, ma questo avrà ripercussioni sul suo essere adulto? … O forzare la cosa sfinendo entrambe, perché in questo modo anche lui non dormirebbe e il giorno dopo sarebbe sfinito. Ma anche questo avrà ripercussioni in futuro…?

    Grazie.

    • Gent.le Giovanna,
      la risposta al suo quesito è piuttosto semplice (vista l’eta di suo figlio), contatti senza esitazioni uno psicoterapeuta della sua zona che sia specializzato nel trattamento dell’infanzia e dell’adolescenza. È evidente che non c’è un problema di abitudini sbagliate, ma c’è un problema di separazione-individuazione. Lo psicoterapeuta lo aiuterà a costruire quella dimensione di sicurezza autonoma che gli permetterà poi di dorimire da solo.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  18. Buongiorno dottore,
    Ho letto con interesse i suoi articoli. Mio figlio di mezzo ha 8 anni ed e’ sempre stato molto attaccato a me. Sono sempre dovuta stare vicino a lui nella stessa stanza per anni e poi fermarmi qualche minuto per farlo addormentare anche quando dormiva con i suoi fratelli. Ultimamente la situazione e’ peggiorata. Se sa che un adulto rimane vicino a lui a lungo, cioe’ o dorme nel mio letto o sa che stiamo nella camera per un bel po’ si addormenta in un istante altrimenti va in ansia e non riesce ad addormentarsi per ore. E consideri che dorme nella stessa camera dei suoi fratelli! Ogni tanto l’ho fatto dormire con me ma ho capito che non e’ pronto perche’ per lui dovrebbe essere cosi’ sempre ma deve imparare ad addormentarsi da solo prima o poi. Oggi non ho ceduto e l’ho aiutato a calmarsi con la meditazione e sono andata via con lui sveglio. Ma ci ha messo due ore e io ho perso un po’ la pazienza. Inoltre fa ancora la pipi’ di notte addosso ed usa il pannolino. E’
    Un bambino vivace, molto amato, diligente a scuola, tenerissimo e sensibile ma con forte emotivita’. Ha tanto bisogno di affetto e ne da’ tanto anche agli altri. Ha paura delle cose nuove e anche delle persone nuove ma attira come una calamita tantissimi amici (l’anno scorso quello lo stressava molto e piangeva ogni giorno perche’ lo volevano tutti troppo). Grazie mille del consiglio su come renderlo piu’ indipendente e sicuro. La pipi’ a letto puo’ essere collegata?

    • Gent.le Maria mi scuso per non averle risposto prima….
      La pipi a letto è sicuramente collegata….infatti la prima cosa che ci si deve chiedere (prima di occuparsi dei problemi del sonno) è capire come mai a 8 anni suo figlio usi ancora il pannolino….se vuole mi dica il suo pensiero in proposito e anche quello di suo marito.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  19. Buonasera dottore le scrivo per la mia bambina di quasi 10 anni, siamo arrivati a non riuscire più a dormire la notte perché si sveglia in continuazione dicendo che ha paura. Purtroppo ora come ora siamo in una situazione veramente tragica, il coronavirus ha cambiato le nostre vite e la nostra routine e i bambini ne risentono. Il problema è che lei ha avuto sempre paura di tutto, di stare in camera da sola di andare anche in bagno sola, di guardare qualsiasi tipo di film, di parlare anche solo con i cugini di semplici film come Harry potter, ci sono periodi che sembra tutto passato e altri che sembra peggiorare. Mi sono sempre coricata con lei per farla addormentare la notte leggendo prima un libro e rilassandoci ma è da un pò che la notte non riesce a dormire, prende sonno molto molto tardi se cerco di alzarmi dal letto spalanca gli occhi e non vuole che mi allontano da lei, si sveglia tantissime volte a notte mi chiama piangendo che ha paura che vuole che mi corico con lei, le dico che le lascio tutta la notte la bajour accesa ma dice che ha paura lo stesso, premetto che ha il lettino nella nostra camera perché purtroppo la casa è molto piccola quindi siamo molto vicini ma lei dice che sono lontana che non mi vede bene la notte solo con la luce accesa che mi vuole affianco a lei perché ha paura e solo così dorme….. Siamo veramente stanchi e preoccupati la mattina si alza stanchissima con gli occhi gonfi e la sera come deve andare a letto le fa male la pancia. La ringrazio

    • Gent.le Alessandra,
      mi pare che la problematica venga da lontano. Quello che lei mi descrive è un attaccamento insicuro, il solo fatto che non c’è una stanza per sua figlia nella casa, già crea una condizione (nel tempo) di non esperienza e possibilità della separazione. La domanda che le faccio è questa: ma da quando vostra figlia è nata, come avevate pensato la convivenza di voi tre in una casa così piccola, quando la bambina sarebbe cresciuta?
      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

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