Ansia: disturbo da eliminare o segnale da comprendere?

L’ansia è sicuramente un disturbo molto diffuso, causa di un disagio psicologico, e nelle situazioni più gravi, anche di una menomazione della vita personale e sociale. Nella comunità scientifica sembra che la terapia più affermata sia quella Cognitivo Comportamemtale. Questa tipologia di psicoterapia, mira a ridurre ed eliminare l’ansia, che è l’aspettativa più comune tra le persone che soffrono d’ansia.

Il punto di vista psicoanalitico

Per il pensiero psicoanalitico le cose non stanno proprio in questo modo. L’ansia in psicoanalisi è considerato come un segnale, e non solo un disturbo; il segnale di un SAPERE insaputo, che spinge per emergere. La pressione per questo suo voler venire alla luce, sarebbe la causa dell’ansia.

L’ansia e la personalità 

L’nasia in sé come segnale, va contestualizzato all’interno della struttura della personalità e del discorso attuale del soggetto. L’ansia accade in un momento specifico della vita psichica, e questo momento, è ciò che potrebbe interrogare dal punto di vista soggettivo.

Non tutte le ansie sono uguali

Anche se il fenomeno può apparire simile, le ansie nel proprio valore soggettivo si inseriscono nel contesto di vita in un modo molto particolare. Le strade da percorrere possono essere due, o cercare di eliminare l’ansia, senza recuperare il valore di sapere soggettivo che essa implica, di fatto eliminando l’aspetto inconscio. Oppure, aprire un ascolto particolare, sulla forza che sta premendo, e che cerca una TRADUZIONE nel proprio vivere quotidiano.

Guardare vicino e guardare lontano

Il preconscio lavora sempre proponendoci contenuti che normalmente vengono avvertiti come egosintonici,  in questo stato delle cose, lo scorrere della vita, il nuovo che si incontra, viene assimilato producendo uno stato di benessere e un senso di sé integrato. L’ansia accade quando il preconscio produce dei contenuti che sono difficilmente assimilabili, che non producono un senso di sé famigliare, e qualcosa di estraneo ed invasivo (nel senso di preoccupante) viene ad occupare lo spazio mentale. Guardando vicino, l’ansia è un qualcosa che non si vuole, che spinge verso una sua eliminazione. Su questo aspetto agiscono le terapie cognitivo comportamentali. Se alziamo lo sguardo, e guardiamo un po’ più lontano, possiamo ascoltare che cosa c’è all’interno dell’ansia, qual’e il messaggio inconscio di cui è portatrice? In questo senso l’ansia può essere il modo per ricercare un ascolto particolare e specifico del proprio momento di vita, o dell’equilibrio problematico che si è andato a costituire nel corso degli anni.


L’intervento psicoanalitico

La psicoterapia psicoanalitica svolge una duplice funzione.
Accosta la sofferenza soggettiva che l’ansia produce, e si occupa delle problematiche concrete che si presentano nel quotidiano della vita. Ma nel fare questo, apre a quell’ascolto particolare, che la parola del paziente comporta, facendo emergere quel sapere che nella spinta dell’ansia è contenuta, un sapere che in un primo momento si presenta come pulsionale, ma che attraverso la funzione di traduzione della psicoanalisi, può creare quello stato di rappresentazione dove l’ansia, può diventare energia creativa.

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