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La femminilità come modo per uscire dall’anoressia

E’ un paradosso, ne sono consapevole……chi si occupa di anoressia sa che la femminilità e le forme corporee sono rifiutate radicalmente. Eppure quale può essere la via d’uscita per quelle pazienti che detestano il proprio corpo? Quale può essere il modo per far sì che un corpo che “fa schifo” possa diventare un corpo normale? Le pazienti affette da anoressia credono che il “loro” sia un problema del corpo. In realtà non si accorgono che il problema è della percezione corporea, nello specifico, della sensazione.

Sulla magrezza

Le pazienti anoressiche credono di voler essere più magre, di essere troppo grosse, ma nella maggior parte dei casi, ciò che è enorme è la sensazione corporea. Loro tendono a confondere la sensazione corporea con il volume del corpo, non accorgendosi che invece non c’è un collegamento.

L’illusione

La sensazione corporea è prodotta dalla psiche, e nello specifico dal senso di controllo sul corpo. Più si pretende di controllare il corpo, e maggiore sarà la sensazione corporea. Questo è l’anello che cattura le ragazze anoressiche,  gettandole nella ricerca “illusoria” di una magrezza che non può esistere.

Sulla femminilità

Spesso le ragazze anoressiche ripudiano la femminilità, rigettano le forme corporee. La femminilità rimanda alla sessualità, una dimensione dell’esperienza che viene evacuata nell’anoressia. Le immagini onnipresenti dei corpi femminili, interferiscono pesantemente con la possibilità di creare “una propria immagine”. Questo è il punto che può essere ricercato e raccolto all’interno di una psicoterapia dell’anoressia. Dove è finita nella paziente affetta da anoressia la sua capacità di creare una propria immagine di Sé? Il punto chiave dell’immagine di Sé non è l’immagine, ma la sensazione che è collegata al corpo. Modificare questa sensazione potrebbe/dovrebbe essere l’obiettivo di ogni psicoterapia dell’anoressia.

Come modificare le sensazioni corporee

Il punto importante per trovare un accordo con il proprio corpo non è tanto la questione estetica, ma la possibilità di vivere le diverse dimensioni corporee. Attraverso il corpo si può vivere il piacere come il dolore, attraverso il corpo si percepiscono le cose, tatto, olfatto, gusto vista e udito, sono le porte della percezione. Nell’anoressia spesso c’è un alterazione (o soppressione di alcune di queste dimensioni). Il voler essere magre, o il voler essere belle essendo magre, esclude il piacere delle sensazioni corporee, e molto spesso, si può trovare una NON presenza delle sensazioni sessuali. Molto spesso ciò che fa schifo sono le forme, perché rimandano a ciò che non si può incontrare, a ciò che NON si è preparate a vivere, le sensazioni sensuali del proprio corpo, ovvero il presupposto della femminilità.

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About Moreno Mattioli

Psicologo e psicoterapeuta. Opero da diversi anni a Varese presso il mio studio professionale in via Piatti 9.

2 Risposte a "La femminilità come modo per uscire dall’anoressia"

  • froleprotrem
    6 Giugno 2020 - 5:10 Rispondi

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  • September Kubly
    19 Giugno 2020 - 16:52 Rispondi

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