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Cercare la tranquillità nel cibo

Se parliamo di alimentazione, può essere utile sottolineare come il cibo non sia solo un nutrimento, ma può diventare in molti casi una vera e propria ossessione. Un attenzione eccessiva alla dieta, al proprio aspetto fisico, a ciò che è salutare, insieme alla paura per i grassi, possono diventare una fissazione. Gli alimenti possono essere usati anche per cercare tranquillità, per rassicurarsi, e cercare di togliere le ansie e le angosce della vita quotidiana.

Nei disturbi del comportamento alimentare, possiamo constatare come il cibo sia utilizzato per esercitare una un controllo, per sviluppare un senso di controllo. Nelle pazienti affette da questi disturbi, possiamo rilevare il tentativo di provare a generare uno stato di calma attraverso il controllo. L’anoressia tende ad utilizzare il rifiuto del cibo per SENTIRE una sorta di tranquillità (che in realtà è controllo e anestesia delle sensazioni). Il disturbo da alimentazione incontrollata invece, usa gli alimenti come tentativo di creare un CONTATTO con qualcosa o qualcuno, come presenza che vorrebbe essere tranquillizzante e pacificante.

Senza arrivare all’eccesso di questi disturbi, è possibile affermare che nell’alimentazione le persone possono ricercare uno stato di rassicurazione inconsapevole. In alcuni momenti del vivere quotidiano, può capitare che la rassicurazione che il cibo può dare, diventi un fatto predominante nell’esperienza della persona. In questo senso gli alimenti tendono a diventare un OGGETTO, un oggetto da manipolare, per cercare attraverso il controllo, di ottenere una qualche forma di  rassicurazione.

Perché il cibo può rassicurare?

 Il motivo per cui il cibo può rassicurare non dipende solo dalla soddisfazione del bisogno nutrizionale, ma il mangiare può diventare veicolo di rassicurazione, quando è condiviso con persone che rassicurano ed esprimono tranquillità. L’esperienza di essere stati rassicurati da una persona percepita come sicura, spesso è un qualcosa di carente in chi cerca la rassicurazione nel cibo. La dov’è c’è il controllo, il cibo è percepito come un oggetto, la dove c’è un contatto umano, allora il cibo diventa il medium di una relazione affettiva. Quando una persona si ritrova da sola di fronte al cibo, questa è una persona che ha PERSO la vicinanza degli altri, e vive il suo profondo senso di solitudine.

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About Moreno Mattioli

Psicologo e psicoterapeuta. Opero da diversi anni a Varese presso il mio studio professionale in via Piatti 9.

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