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Come aiutare i bambini a dormire da soli 2

Riprendendo i temi del mio primo articolo, qui vorrei approfondire quello che a me pare il punto cruciale per riuscire a ad aiutare i propri a figli a dormire da soli. Alla fine del primo articolo sottolineavo come uno dei fattori cruciali per aiutare i propri bambini e’ quella del dialogo “tra i genitori”. Spesso la ricerca delle tecniche (a mio parere) sono il tentativo di trovare una scorciatoia a quello che invece potrebbe diventare la difficoltà della coppia nell’affrontare una problematica che può diventare veramente rilevante. Il dialogo tra i genitori è il sale del “rapporto di coppia” ma anche il centro della vita famigliare; quando questo dialogo si incrina o si inaridisce, allora può accadere che tutto il sistema famigliare ne risenta (compreso il sonno dei bambini). Le tecniche (che possono essere degli utili indicatori) non possono sostituire la vostra capacità di comprensione! Uscendo da una logica di facile colpevolizzazione, è però essenziale sapere che i bambini (a livello psicologico) si nutrono della comprensione e delle parole dei loro genitori, questo è importante saperlo, perché è su questo che ruota la responsabilità di essere genitori!

Per approfondire quello che i genitori possono fare per i loro figli, partirei dall’idea di poter distinguere se il problema del sonno dei bambini può essere un qualcosa che è già presente nei primi mesi di vita, oppure se invece è insorto in modo improvviso e inaspettato in un periodo successivo. Cogliere questa distinzione permette di capire se è avvenuto un primo adattamento del bambino nel delicato passaggio dalla vita “intrauterina” a quella “extrauterina”, ovvero se il bambino è riuscito ad acquisire i ritmi fondamentali del proprio sviluppo (come quello alimentare e del sonno) o se invece questo passaggio non è avvenuto completamente e in qualche modo qualcuno di questi ritmi fatica ad instaurarsi in modo armonico rispetto a quello che è lo stile e le abitudini famigliari dei genitori.

Una coppia che si trova ad avere un figlio che ha problemi nel dormire da solo, dovrebbe prendersi un po’ di tempo per sé, in cui poter parlare con una certa tranquillità e senza fretta (sospendendo quelle che sono le quotidiane pressioni della vita famigliare) di questi argomenti. Ciò che conta veramente è che ognuno dei due genitori sviluppi una “propria” idea sentita sul argomento…spesso quello che trovo nella mia pratica di Psicologo è quella di incontrare dei genitori (che per diversi motivi) non riescono o non possono sviluppare un proprio punto di vista autentico in cui credere. L’importanza di avere un punto di vista “credibile” è quello di generare una motivazione e un orientamento nelle cose che ci sono da fare; quello che importa non è tanto il risultato immediato, ma l’iniziare (anche per prove ed errori) a tracciare un percorso che in estrema sintesi significa modificare il modo di fare o comunicare nella coppia e della coppia con i propri figli. Spesso sono questi cambiamenti (che possiamo considerare come l’ approdo a una nuova comprensione) che permettono la risoluzione dei problemi del dormire.

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About Moreno Mattioli

Psicologo e psicoterapeuta. Opero da diversi anni a Varese presso il mio studio professionale in via Piatti 9.

3 Risposte a "Come aiutare i bambini a dormire da soli 2"

  • raffaella
    12 gennaio 2016 - 8:57 Rispondi

    Buongiorno dottore.
    ho letto entrambi i suoi articoli prima di chiedere il suo parere.
    Parto dal fatto che io e mio marito siamo una coppia solida, affiatata ed ancora innamorata dopo 18.
    io ho 42 anni e mio marito 44 ed abbiamo una bambina di quasi 8 anni.
    Fino dal rientro dall’ospedale dopo il parto nostra figlia ha sempre dormito da sola nel suo lettino nella sua cameretta.
    fin da neonata abbiamo sempre letto a turno ad voce per lei ma appena finita la filastrocca la salutavamo e lei si addormentava da sola.
    poi da più grandina la lettura durava fino a che si addormentava.
    ultimamente abbiamo smesso di leggere perchè imparando a leggere da sola, si leggeva qualche pagina dei suoi libri e noi dei nostri lì con lei e andavamo via quando si addormentava.
    Questo fino a quest’estate, quando abbiamo ristrutturato casa andando in un’altra casa per un pao di mese e tornando a fine agosto in una casa praticamente nuova e con un nuovo bagno nella sua camera.
    Da lì sono iniziati i primi disagi: saltuariamente iniziava, seppur noi stessimo sempre lì con lei, a non addormentarsi più o comunque solo dopo lunghissimo tempo (anche un’ora/due) e se si addormentava ci chiamava diverse volte per notte e sempre dicendo che faceva brutti sogni o che “aveva paura”.
    Poi a fine novembre abbiamo avuto un incidente in scooter dove io mi sono rotta un piede e lei fortunatamente ne è uscita senza un graffio.
    Lì la situazione è degenerata: l’addormentarsi è diventato impossibile e (visto che lavoriamo entrambi) è stato necessario iniziare per le prime volte nella sua vita a portarla nel letto con noi, dove però il papà non riesce a dormire e quindi si sposta nella sua cameretta.
    Abbiamo a lungo parlato con lei, dell’incidente che sicuramente l’ha scossa e spaventata molto e delle sue paure che come tanti bimbi sono quelle dei mostri, dei killer, del fatto che NOI ci trasformiamo in mostri.
    Le abbiamo chiesto della casa “nuova” di cui lei dice aver paura soprattutto perchè ha il bagno in camera con la porta scrigno (silenziosa!) da cui ha paura che esca chissà che mostruosità.
    Insomma: le solite cose!
    Ma dal momento che nostra figlia è stata sempre serena, solare ed allegra,ha sempre dormito, e non ha mai avuto nessun problema, questa privazione del sonno (al di là che è debilitante per noi ma anche per lei perchè poi a scuola rischia di addormentarsi) ci preoccupa moltissimo e chiediamo il suo parere.
    Grazie mille per l’attenzione e buona giornata.

    • Moreno Mattioli
      12 gennaio 2016 - 10:40 Rispondi

      Gent.le Raffaella,
      la sua descrizione è molto dettagliata e si vede che è anche il frutto di una riflessione sulla situazione di sua figlia. Avendo tutti questi elementi a disposizione, credo di poterle consigliare di far fare una valutazione ad uno psicoterapeuta dell’infanzia della sua zona, questo perché il tipo di paure che lei ha elencate “non sono” tutte fisiologiche per la sua età. Mi pare che la paura che Voi vi trasformiate in mostri, mette in risalto come “sul piano interno” vostra figlia non possa accedere a voi come fonte di sicurezza e protezione, in questo senso il far intervenire “un terzo” che approfondisca la situazione, mi pare la soluzione migliore sia sul piano sintomatologico e sia per il corretto sviluppo psicologico della bambina.

      Cordiali Saluti
      dr. Mattioli

  • raffaella
    13 gennaio 2016 - 19:28 Rispondi

    Grazie mille dottore. Seguiremo il suo consiglio e la aggiorneremo certamente sugli sviluppi.Buona serata.

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