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Le paure dei bambini quando devono dormire da soli

Generalmente intorno ai 3 anni di vita i bambini iniziano a sviluppare le prime paure, queste paure spesso sono legate al luogo e alla situazione del dormire da soli. I lunghi corridoi, le stanze poco usate, i bagni o la camera da letto dei genitori, spesso diventano i luoghi a cui i bambini attribuiscono paure di varia natura. Le streghe, i mostri e l’uomo nero sono solo alcune delle forme che queste paure possono prendere.

E’ importante che i genitori sappiano che le paure nono sono assolutamente il segno di qualcosa che non va nel bambino, ma sono invece un passaggio fisiologico che la crescita psicobiologia comporta. Intorno ai 3 anni i bambini iniziano a percepire in modo distinto la vita di coppia dei loro genitori, si accorgono che essi hanno “anche” una loro vita autonoma, che il centro degli interessi della mamma non riguarda solo il prendersi cura di lui/lei, e soprattutto iniziano a percepire in modo specifico il tipo di affetto e di rapporto che esiste “tra” i genitori. E’ il famoso periodo del “complesso di edipo”, periodo in cui il bambino/a è alle prese con “il cercare di capire” qual è il suo posto all’interno della famiglia.

Nel caso in cui il bambino/a sia figlio unico, il problema che gli si pone davanti è quello di capire qual è il suo valore all’interno del rapporto tra la mamma e il papà; nel caso in cui invece nella famiglia vi siano dei fratelli e delle sorelle, allora il problema per il bambino/a è quello di capire qual è il proprio valore all’interno del contesto famigliare, valore che viene distribuito all’interno dei rapporti esistenti tra i genitori e i fratelli e le sorelle. Questo problema del valore personale è un punto molto importante nello sviluppo dei bambini, ed è su questo problema “del valore” che vengono riempite le paure che accompagnano le delicate fasi dello sviluppo. L

e paure dei bambini “ovviamente” non sono alimentate dal valore che c’è, ma dalla paura di quello che potrebbe non esserci più. La favola di Cenerentola ben rappresenta questo tema, Cenerentola si trova ad essere messa da parte dalle sorellastre e dalla matrigna, e in un qualche modo, possiamo pensare che i bambini in questa delicata età dello sviluppo si trovano emotivamente a confrontarsi con questi temi: “ho una mamma o una matrigna? I fratelli e le sorelle sono tali o sono fratellastri o sorellastre?”.

Queste domande emotive (ovvero domande implicite nell’emotività dei bambini) hanno il valore di cercare di far capire e sentire ai bambini qual è il grado di famigliarità ed estraneità che essi vivono all’interno del contesto famigliare. E’ per questo motivo che spesso il dormire da soli diventa la situazione in cui le paure di estraneità (l’uomo nero), e le paure di abbandono o di perdita (Cenerentola, Biancaneve), vanno a popolare e dare forma ai timori notturni dei bambini, timori che si esplicitano spesso nel voler sentire la presenza di qualcuno nel momento dell’addormentamento, oppure nel momento in cui vi è un risveglio in piena notte perché si è fatto un brutto sogno.

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About Moreno Mattioli

Psicologo e psicoterapeuta. Opero da diversi anni a Varese presso il mio studio professionale in via Piatti 9.

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