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L’Anoressia e la favola di Biancaneve

Sempre più spesso mi accorgo nel mio lavoro clinico con le pazienti che vivono il problema dell’anoressia, di quanto le loro vicissitudini a volte possono avvicinarsi alle metafore che sono presenti nella favola di Biancaneve.

“Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più magra del reame?
Questa potrebbe essere una parafrasi del famoso detto (in senso anoressico) della matrigna di Biancaneve che nella fiaba si chiedeva chi era la più bella del reame.

Dell’anoressia molto si è parlato e ancora molto se ne parlerà, ma un aspetto che credo sia poco conosciuto, riguarda un vissuto molto particolare di queste ragazze. Questo vissuto è spesso molto intimo e gelosamente custodito, e può accadere che le ragazze anoressiche se ne vergognino molto. Questo vissuto è strettamente collegato a ciò che la matrigna voleva sapere tutte le volte che interrogava lo specchio magico, se la matrigna era invidiosamente gelosa della bellezza delle altre “donne-ragazze” e dunque chiedeva allo specchio se lei (come regina) poteva essere la più bella del reame, così spesso, le ragazze anoressiche covano all’interno della loro intimità un invidia verso la magrezza delle “altre anoressiche”. Per chi non ha esperienza in questo campo può essere difficile crederlo, ma spesso nell’anoressia i canoni della bellezza vengono distorti notevolmente rendendo bella chi è più magra, abolendo ogni estetica condivisa del senso comune.

La cosa però non si ferma qui, forse l’elemento più scandaloso (per il senso comune) è che le ragazze anoressiche (anche se tendono ad isolarsi dal contesto sociale) nelle loro interazioni con le altre persone tendono ad effettuare dei confronti corporei serrati, in cui ricercano conferme “calmanti” su di sé nel poter verificare che il loro corpo “è il più magro”. La dove possano identificare dei corpi più magri del loro, scattano dei moti angosciosi di vera e propria invidia, in cui questa constatazione spinge queste ragazze ad esasperare ancora di più le pratiche del dimagrimento, con il rischio di infilarsi in una spirale senza fondo.

Dunque all’interno di quella che diventa una vera e propria malattia bio-psico-sociale, è però essenziale evidenziare come il vissuto soggettivo venga orientato da questo confronto sulla magrezza con le altre ragazze magre. Credo che questo possa spiegare il perché del proliferare dei siti internet proana, e l’apparente aggregazione che l’essere anoressica comporta. Il segreto nascosto delle ragazze che si scambiano consigli e parlano di dimagrimento, spesso cela una nascosta invidia ed una necessità di confronto (non con le altre ragazze magre) ma con altri corpi magri, che presi da questa spirale si spersonalizzano perdendo i caratteri peculiari dell’umanità condivisa.

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About Moreno Mattioli

Psicologo e psicoterapeuta. Opero da diversi anni a Varese presso il mio studio professionale in via Piatti 9.

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